Identità fittizie online: una storia vera

Sappiamo che le identità fasulle, in particolare sui social network, sono usate dai truffatori per sottrarre denaro o informazioni personali sensibili. A questo proposito, abbiamo recentemente parlato delle cosiddette truffe romantiche, spesso messe in atto sui siti di incontri. A volte i falsi profili simulano una identità e cercano di ottenere la fiducia dei suoi contatti.

 

Ma cosa succede se qualcuno crea da zero un’identità?

 

Il cinema e la serie tv hanno raccontato storie di questo tipo: tra le pieghe della finzione narrativa, possiamo comunque capire quanto sia un settore vivo e possibilmente redditizio per chi non ha scrupoli a muoversi nell’illegalità.

 

Un esperimento ancora diverso è stato fatto da Andrew O’Hagan, giornalista e scrittore scozzese. Nel suo libro “La vita segreta. Tre storie vere dell’era digitale”, racconta di come abbia creato un’identità digitale perfetta e credibile a partire dal nome di un uomo morto una trentina di anni prima (una tecnica spesso usata dalla polizia per dare un’identità agli agenti sotto copertura).

 

Dopo aver raccolto informazioni sulla vita dell’uomo (morto a vent’anni), il giornalista ha iniziato a creare la sua vita online: indirizzo email, profili sui social network e anche un volto: per crearlo è stato sufficiente “fondere” il visto del giornalista con quello di altri due uomini disponibili a farsi ritrarre. Agendo sui social, O’Hagan ha inventato la personalità di questa identità creando profili su altre piattaforme, indicando i suoi interessi, tra siti e pagine seguite.

 

Dopo aver procurato dei bitcoin al suo personaggio e dopo un giro nel lato oscuro della rete, l’autore è riuscito ad avere documenti falsi: patente e passaporto, contraffatti in un modo da sembrare veri anche a un occhio esperto.

 

Nato come progetto per capire la tendenza a estremizzare l’invenzione di sé, il personaggio inventato era reale al 100% per tutti quelli che interagivano con lui, e anche per lo stato britannico. Tutto questo in poche settimane di lavoro, molti clic e un po’ di soldi spesi al mercato nero per procurarsi documenti contraffatti.

 

Quante identità finte ci sono online? Difficile saperlo. Di sicuro questo racconto ci fa capire, ancora una volta, quanto sia importante fare attenzione alla circolazione dei nostri dati (un valido strumento in nostro aiuto è Sicurnet) e quanto dobbiamo stare attenti nelle nostre interazioni online.

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