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        <title>Mister Credit Blog</title>
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        <description>Il tuo consulente di fiducia per il credito</description>
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            <title>Il blog di Mister Credit</title>
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                <title>Come risparmiare sulle vacanze: 6 soluzioni alternative</title>
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                <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
L'estate è arrivata e, con il caldo e le belle giornate, la voglia di relax raggiunge il suo picco annuale. Ma basta farsi un giro sui principali portali di prenotazione di voli, B&amp;B e hotel per rendersi conto dei rincari che hanno coinvolto il settore, restringendo il budget che possiamo dedicare alle ferie.
Eccoci dunque a domandarci: come possiamo risparmiare in vacanza? Per fortuna, le soluzioni alternative non mancano! In questo post, ne vediamo sei ch... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/07/come-risparmiare-vacanze-6-soluzioni/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>L'estate è arrivata e, con il caldo e le belle giornate, la voglia di relax raggiunge il suo picco annuale. Ma basta farsi un giro sui principali portali di prenotazione di voli, B&amp;B e hotel per rendersi conto dei rincari che hanno coinvolto il settore, restringendo il budget che possiamo dedicare alle ferie.</p>
<p>Eccoci dunque a domandarci:<strong> come possiamo risparmiare in vacanza?</strong> Per fortuna, le soluzioni alternative non mancano! In questo post, ne vediamo sei che possono aiutarci a goderci il meritato riposo senza dare fondo ai risparmi. E no, non parliamo di <a href="/2025/07/vacanze-a-rate-cosa-c-e-da-sapere-per-fare-la-scelta-giusta/">pagare le vacanze a rate</a>, ma di modi per spendere meno per davvero.</p>
<h2 class="h1">Come risparmiare sulle vacanze: 6 soluzioni alternative</h2>
<p>Ecco sei modi da sfruttare per risparmiare sulle vacanze senza rinunciare al relax. Anzi, magari vivendo anche qualche avventura!</p>
<h2 class="h1">Scambio casa</h2>
<p>Utilizzate ormai in tutto il mondo, <strong>le piattaforme di scambio casa</strong> mettono in contatto persone che abitano in diversi paesi e sono disposte a lasciare la loro abitazione a degli estranei (ma controllati e verificati), in cambio della stessa possibilità. I costi si riducono enormemente, dal momento che per alloggiare ovunque nel mondo bisogna pagare solo un abbonamento annuale (in genere inferiore ai 200 € all'anno) e una cauzione di alcune centinaia di euro che viene restituita alla fine del soggiorno, ovviamente a meno di danni.</p>
<h2 class="h1">House sitting</h2>
<p>Anche in questo caso il principio è quello di alloggiare a casa di un estraneo, solo che invece di offrire in cambio casa tua, dovrai <strong>fare alcuni servizi richiesti dal proprietario</strong>, come innaffiare le piante o prendersi cura di un animale domestico.</p>
<h2 class="h1">Volontariato</h2>
<p>Nei paesi anglofoni viene chiamato “<em>voluntourism</em>”, sommando i termini per volontariato e turismo, ed è la pratica di viaggiare in altri paesi <strong>all'interno di iniziative benefiche in cui si svolgono attività di volontariato</strong>. Non necessariamente l'ideale per una vacanza rilassante, ma piuttosto per scoprire nuove realtà, in territori e contesti spesso fuori dalle rotte turistiche tradizionali.</p>
<h2 class="h1">Vacanza-lavoro</h2>
<p>Anche in questo caso poco adatta a chi cerca riposo, la vacanza-lavoro consente di<strong> visitare località spesso anche molto ambite</strong>, ripagando in parte il viaggio con alcune ore di lavoro al giorno, principalmente nei settori del turismo, dell'agricoltura e dell'insegnamento delle lingue. Una soluzione che può fare al caso tuo se cerchi un'esperienza più che un semplice periodo di svago, e per cui anche qui ci sono piattaforme specifiche per far incontrare datori di lavoro e lavoratori-vacanzieri.</p>
<h2 class="h1">Vacanze a piedi o in bicicletta</h2>
<p>Dai percorsi più noti e frequentati – <strong>come il cammino di Santiago o la Via degli dei</strong> – a quelli più lunghi e difficili, sono moltissime le possibilità per chi decide di viaggiare sfruttando solo la forza delle proprie gambe. E se si vuole risparmiare al massimo, è possibile portare con sé tutto l'occorrente per campeggiare. Inoltre, informandosi preventivamente sulle leggi del luogo che si desidera visitare, è possibile piantare la propria tenda nella natura senza spendere un centesimo. Anche questa soluzione, ovviamente, non è adatta a chi cerca una vacanza di tutto riposo, ma è senza dubbio perfetta per chi vuole mettersi alla prova e crearsi ricordi indelebili.</p>
<h2 class="h1">Interrail</h2>
<p>Un tempo popolare soprattutto tra i giovani, l'Interrail in realtà non ha limiti di età. Si tratta di un pass che consente di viaggiare in treno o traghetto in ben 33 paesi europei, pagando un prezzo ridotto rispetto all'acquisto dei singoli biglietti. Indicato per chi vuole accumulare molti chilometri e tappe, per una vacanza all'insegna della scoperta.</p>
<p>Preferisci una vacanza più tradizionale, anche accendendo un prestito? Prova <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/mettinconto/"><strong>METTINCONTO</strong></a>, il servizio di Mister Credit che in sole 24 ore ti offre una panoramica del tuo profilo di affidabilità creditizia e ti aiuta a monitorare le spese e i dati finanziari!</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Come risparmiare sulle vacanze: 6 soluzioni alternative</media:title>
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                <title>Violazione dati Trenitalia: quali sono i rischi per gli utenti</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/07/violazione-dati-trenitalia-rischi-utenti/</link>
                <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
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                    <category><![CDATA[Data breach]]></category>
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                    <category><![CDATA[phishing]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Se sei anche tu tra gli utenti che venerdì 26 giugno hanno ricevuto un'e-mail da Trenitalia con l’avviso di una violazione dei dati personali avvenuta nei sistemi della compagnia, sicuramente ti stai chiedendo di cosa si è trattato esattamente e cosa puoi fare per evitare che le tue informazioni siano usate a scopi malevoli. Ti spieghiamo tutto in questo articolo.
Violazione dei dati degli utenti Trenitalia: cosa sappiamo
Quello che sappiamo fino ad ora è che l... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/07/violazione-dati-trenitalia-rischi-utenti/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>Se sei anche tu tra gli utenti che venerdì 26 giugno hanno ricevuto un'<strong>e-mail da Trenitalia</strong> con l’avviso di una <strong>violazione dei dati personali</strong> avvenuta nei sistemi della compagnia, sicuramente ti stai chiedendo di cosa si è trattato esattamente e cosa puoi fare per evitare che le tue informazioni siano usate a scopi malevoli. Ti spieghiamo tutto in questo articolo.</p>
<h2 class="h1">Violazione dei dati degli utenti Trenitalia: cosa sappiamo</h2>
<p>Quello che sappiamo fino ad ora è che la violazione dei dati non riguarderebbe tutti gli utenti Trenitalia, anche se il numero di coloro che hanno ricevuto il messaggio dell'azienda è senza dubbio altissimo. Sappiamo poi che non tutti i dati comunicati a Trenitalia sono stati violati, ma quelli coinvolti sono più che sufficienti per metterci in allarme.</p>
<p>Si tratta infatti di:</p>
<ul>
<li><strong>dati anagrafici</strong>, tra cui nome e cognome, data e luogo di nascita;</li>
<li><strong>estremi del documento d'identità</strong>;</li>
<li><strong>informazioni di contatto</strong> (numero di telefono, indirizzo e-mail);</li>
<li><strong>nome del datore di lavoro</strong> del viaggiatore o dell'acquirente;</li>
<li><strong>informazioni di viaggio</strong> (ad esempio la data, l'orario, la tratta, il numero del biglietto);</li>
<li><strong>numero della carta fedeltà</strong>;</li>
<li><strong>eventuali offerte</strong> di cui l'utente ha usufruito sui biglietti acquistati;</li>
<li><strong>altri dati</strong> legati alla generazione del biglietto.</li>
</ul>
<p><strong>Non sono coinvolti</strong>, invece,<strong> i dati di pagamento</strong>, come ad esempio, il numero e il titolare della carta di credito o il relativo codice di sicurezza. Inoltre, il data breach non riguarda le credenziali di accesso al sito Trenitalia.</p>
<p>Andiamo ora a scoprire quali rischi possono correre le persone coinvolte.</p>
<h2 class="h1">Data breach Trenitalia: quali rischi?</h2>
<p>I potenziali rischi che esistono per le persone i cui dati sono coinvolti nella violazione del sistema di Trenitalia sono fondamentalmente due.</p>
<h2 class="h1">Tentativi di truffa, soprattutto phishing ma non solo</h2>
<p>Avendo a disposizione i nostri dati personali, le informazioni di contatto e quelle sui nostri spostamenti, i cybercriminali possono inviarci <strong>messaggi di phishing particolarmente efficaci</strong>.</p>
<p>Pensiamo ad esempio a un'e-mail in cui ci viene detto che abbiamo diritto a un rimborso sul costo del biglietto per un viaggio che abbiamo davvero compiuto. Non solo, potremmo anche ricevere messaggi che non hanno nulla a che vedere con i viaggi in treno, come <a href="/2026/02/truffe-amorose-online-con-ai-piu-efficaci/"><strong>truffe romantiche</strong></a> in cui veniamo contattati sui social da un profilo (falso) che dice di averci notati sul treno, o presso una destinazione verso cui abbiamo viaggiato, e così via.</p>
<p>Dato che i cybercriminali potrebbero avere accesso anche al nome del nostro datore di lavoro, <strong>non siamo immuni nemmeno alle truffe cosiddette <a href="/2025/06/ceo-scam-in-cosa-consiste-la-truffa-del-ceo/">CEO scam</a></strong> e, in generale, agli attacchi che prendono di mira i dipendenti delle aziende per accedere ai sistemi di queste ultime.</p>
<h2 class="h1">Frodi creditizie</h2>
<p>Con dati quasi completi sulla nostra persona (nome, data e luogo di nascita, numero del documento di identità), i criminali potrebbero riuscire a reperire quelli mancanti (come il nostro indirizzo) e <strong>realizzare delle <a href="/2026/01/frodi-creditizie-per-casi-e-importo/">frodi creditizie</a></strong>. Dunque, potrebbero ottenere un prestito a nostro nome, ovviamente senza alcuna intenzione di rimborsarlo.</p>
<p>Ma non temere, c'è molto che puoi fare per proteggerti dai pericoli che abbiamo appena descritto!</p>
<h2 class="h1">Cosa fare per proteggerti</h2>
<p>Vediamo ora alcuni consigli preziosi per evitare di cadere nella rete di un cybercriminale che ha messo le mani sui tuoi dati a seguito della violazione dei sistemi di Trenitalia:</p>
<ul>
<li>Diffida dei messaggi in cui ti viene proposto un vantaggio (un premio o un rimborso), descritto un minaccioso pericolo, e in cui ti si chiede di cliccare urgentemente su un link, contattare subito un certo indirizzo e-mail o numero di telefono. Ricordati, la formula <strong>premio/minaccia + link/contatto + urgenza</strong> deve farti sempre scattare il campanello d'allarme. Non cliccare sui link all'interno di messaggi simili, che siano e-mail, SMS, o messaggi <a href="/2026/05/truffa-ballerina-whatsapp-ghost-pairing/">Whatsapp</a>. Per sicurezza, contatta la società che il destinatario del messaggio dice di essere – ad esempio Trenitalia stessa, o la Posta, la banca, e così via – attraverso i suoi contatti ufficiali.</li>
<li>Se ricevi messaggi di banche o finanziarie in cui vengono citati <strong>prestiti che non hai richiesto</strong>, muoviti immediatamente per capire di che si tratta. Stesso discorso <a href="/2026/06/prestito-rifiutato-cosa-possiamo-fare/">se richiedi un prestito e ti viene rifiutato</a> per motivi che non sai spiegarti.</li>
</ul>
<p>Vuoi sapere se i dati che hai comunicato a Trenitalia sono finiti in cattive mani? <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet/"><strong>SICURNET</strong></a> è il servizio di Mister Credit che monitora la diffusione dei tuoi dati personali e finanziari in rete, inviandoti una notifica immediata quando sono esposti ai malintenzionati, anche sul Dark Web! <br />E se sei un'azienda, c'è <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet-business/"><strong>SICURNET BUSINESS</strong></a>, che verifica quali sono i rischi informatici a cui la tua azienda è esposta, monitora la circolazione sul dark web dei dati aziendali e tiene la situazione sempre sotto controllo. <a href="https://www.mistercredit.it/contatti/">Contattaci</a> per saperne di più!</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Violazione dati Trenitalia: quali sono i rischi per gli utenti</media:title>
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                <title>EUDI Wallet: il tesserino digitale che funziona in tutta l&#39;UE</title>
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                <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Quante volte abbiamo dovuto dimostrare la nostra identità online, ad esempio per aprire un conto bancario, accedere a un servizio pubblico o completare un acquisto? E ancora, a chi non è successo di non avere con sé un documento importante proprio quando ci sarebbe servito, o peggio ancora, di perderlo e di dover affrontare lunghe procedure per recuperarlo? Con l'EUDI (European Digital Identity) Wallet, tutto questo sarà un ricordo.
Volontarietà, sicurezza e in... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/06/eudi-wallet-il-tesserino-digitale-che-funziona-in-tutta-l-ue/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>Quante volte abbiamo dovuto dimostrare la nostra identità online, ad esempio per aprire un conto bancario, accedere a un servizio pubblico o completare un acquisto? E ancora, a chi non è successo di non avere con sé un documento importante proprio quando ci sarebbe servito, o peggio ancora, di perderlo e di dover affrontare lunghe procedure per recuperarlo? Con l'<strong>EUDI</strong> (European Digital Identity) <strong>Wallet</strong>, tutto questo sarà un ricordo.</p>
<h2 class="h1">Volontarietà, sicurezza e interoperabilità: i tre pilastri dell'EUDI Wallet</h2>
<p>Se ti stai chiedendo cos'è l'EUDI Wallet, ecco la risposta: è un portafoglio digitale e standard in tutta l'UE, nel quale conservare documenti digitali come passaporto, patente, certificati di studio, firme giuridicamente vincolanti, e così via. Grazie all’EUDI Wallet questi documenti saranno accettati da tutte le Pubbliche Amministrazioni e le aziende dell'Unione, permettendo di accedere a servizi online e offline, riducendo le barriere burocratiche tra i Paesi.</p>
<p>Per come è stato pensato dai legislatori, l'EUDI Wallet ha al suo centro tre principi fondamentali:</p>
<ul>
<li><strong>Volontarietà</strong> – i cittadini potranno scegliere quali dati condividere. Ad esempio, di fronte a un sito web che ci chiede di dimostrare la nostra maggiore età, possiamo condividere solo l'informazione “ho più di 18 anni” e non il nostro documento d'identità. Sarà il sistema del wallet a certificare la legittimità della nostra affermazione, senza condividere i nostri dati con il richiedente.</li>
<li><strong>Sicurezza</strong> – il sistema sarà realizzato a partire da misure di sicurezza all'avanguardia, per evitare violazioni e furti di dati, che invece, possono avvenire con relativa facilità su sistemi più piccoli e datati. Pensiamo alle molte violazioni subite, ad esempio, dai <a href="/2021/09/20/ransomware-cos-e-e-sanita-nel-lazio/">sistemi delle autorità sanitarie</a>.</li>
<li><strong>Interoperabilità</strong> – l'EUDI Wallet potrà essere utilizzato in tutti i paesi dell'UE, consentendo un riconoscimento transnazionale dei documenti in tutta semplicità.</li>
</ul>
<p>Dall'apertura di un conto corrente alla richiesta di un prestito bancario, dalla firma elettronica di documenti al riconoscimento di titoli di studio per candidarsi per un lavoro: sono moltissimi i casi d’uso in cui il passaporto digitale europeo potrà semplificare la vita dei cittadini UE. Altri esempi sono la possibilità di conservare e condividere prescrizioni mediche da mostrare in farmacia, dimostrare la tua identità quando registri una SIM telefonica o esibire documenti di viaggio velocemente. <br />Ma quando sarà finalmente disponibile? Vediamolo subito.</p>
<h2 class="h1">La roadmap dell'EUDI Wallet: l'arrivo entro fine 2026</h2>
<p>L’Italia parte già avvantaggiata: strumenti come SPID, CIE e app IO hanno aperto la strada all’identità digitale prima rispetto ad altri Paesi europei. Questi non spariranno, ma saranno integrati nel nuovo Wallet UE, adeguandosi agli standard stabiliti dall'Unione con il Regolamento (EU) 2024/1183.</p>
<p>Quali saranno, dunque, i passaggi di implementazione del nuovo portafoglio digitale europeo? Vediamoli subito:</p>
<ul>
<li><strong>24 dicembre 2026</strong> – gli Stati membri devono rendere disponibile il wallet ai cittadini.</li>
<li><strong>24 dicembre 2027</strong> – PA (Pubbliche Amministrazioni) nazionali e imprese avranno l’obbligo di accettarlo come metodo di identificazione digitale.</li>
</ul>
<p>L'EUDI Wallet renderà più semplici e sicure tutte le procedure che richiedono documenti ufficiali d'identità nell'UE, in particolare quelli digitali. Un vantaggio che potrebbe contribuire a ridurre i <a href="/2025/06/vittima-di-furto-identita-ecco-cosa-fare-in-5-passaggi/">furti d'identità</a> e le <a href="/2026/01/frodi-creditizie-per-casi-e-importo/">frodi creditizie</a> sempre più diffusi anche per la facilità con cui i nostri documenti vengono trafugati in rete.</p>
<p><br />Temi che i tuoi dati e documenti personali possano finire nelle mani sbagliate? Prova <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet/"><strong>SICURNET</strong></a>, il nostro servizio che monitora la loro diffusione in rete (incluso il Dark Web!) e ti notifica immediatamente se sono esposti a un pericolo, aiutandoti anche a risolvere il problema.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                <title>Prestito rifiutato? Come comportarsi e quando riprovare</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/06/prestito-rifiutato-cosa-possiamo-fare/</link>
                <pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
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                    <category><![CDATA[mettinconto business]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 5 minuti
Come sta reagendo il sistema bancario, in particolare riguardo ai prestiti, di fronte alle incertezze della situazione geopolitica? Secondo i dati di Bankitalia e della Banca Centrale Europea (BCE), nei primi mesi del 2026 si nota un irrigidimento dei criteri per ottenere credito, con conseguenze importanti sull'accesso da parte di imprese e famiglie. Questo non significa, però, che ottenere il prestito che desideri sia diventato impossibile: ecco perché nell’a... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/06/prestito-rifiutato-cosa-possiamo-fare/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 5 minuti</p>
<p>Come sta reagendo il sistema bancario, in particolare riguardo ai prestiti, di fronte alle incertezze della situazione geopolitica? Secondo i dati di Bankitalia e della Banca Centrale Europea (BCE), nei primi mesi del 2026 si nota un<strong> irrigidimento dei criteri per ottenere credito</strong>, con conseguenze importanti sull'accesso da parte di imprese e famiglie. <br />Questo non significa, però, che ottenere il prestito che desideri sia diventato impossibile: ecco perché nell’articolo ti offriremo alcuni consigli per aumentare le tue possibilità, anche dopo un rifiuto.</p>
<h2 class="h1">Credito 2026: Crescono i rifiuti di fronte alle richieste di credito</h2>
<p>L<a rel="noopener" href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.pr260428~6b156107c1.en.html" target="_blank">'indagine firmata dalla BCE</a> sul sistema creditizio traccia un ritratto del mondo bancario caratterizzato da una maggiore prudenza rispetto al 2025. Con i prezzi dell'energia in crescita e l'aumento dell'incertezza sul piano internazionale, le banche scelgono di rendere più severi i criteri di accesso al credito, sia per i consumatori che per le imprese, con conseguente aumento dei rifiuti.</p>
<h2 class="h1">Più difficile ottenere un credito</h2>
<p>Nel primo trimestre del 2026, a livello europeo (ma con una tendenza a una maggiore stabilità in Italia) le banche hanno reagito alle notizie che provengono dai fronti internazionali<strong> irrigidendo le condizioni per ottenere un credito</strong>. Situazione che dovrebbe confermarsi anche nel secondo trimestre. <br />Questo significa che ottenere un prestito può diventare più difficile, sia per quanto riguarda il credito alle imprese che quello al consumo, mentre sono meno toccati i mutui. Un clima di <strong>prudenza</strong> che punta a favorire la<strong> sostenibilità</strong> dei prestiti, evitando il <a href="/2026/03/sovraindebitamento-5-consigli-per-evitarlo/">sovraindebitamento</a>.</p>
<h2 class="h1">Diminuiscono le richieste</h2>
<p>I dati europei ci dicono che non sono solo le banche ad essere prudenti in questa fase, ma anche le imprese e i consumatori. Se le richieste di credito che riguardano i mutui restano invariate, quelle da parte delle aziende sono infatti diminuite del 2%, e quelle per il credito al consumo sono calate addirittura dell'11%. Un segnale del fatto che sia le imprese, sia i consumatori europei preferiscono rimandare le spese di fronte al clima di incertezza.</p>
<h2 class="h1">Come aumentare le possibilità di ottenere un credito nel 2026</h2>
<p>In questa prima metà del 2026, con le banche che si fanno più attente a concedere credito, l'<a href="/2025/10/affidabilita-creditizia-come-funziona-come-migliorarla/">affidabilità creditizia</a> diventa una questione più importante che mai sia per i consumatori, che per le aziende. Ma la maggiore prudenza delle banche non deve spingerci a rinunciare al prestito che ci serve per i nostri progetti, e al contrario funge da garanzia, in condizioni economiche internazionali più complesse, della nostra capacità di ripagarlo in modo sostenibile per le nostre finanze.</p>
<p>Vediamo ora alcuni consigli da adottare per aumentare le possibilità di ottenere un credito:</p>
<ul>
<li><strong> Ripaga i tuoi impegni in modo regolare e puntuale</strong>. Dimostrando di essere un buon pagatore, trasmetterai fiducia alla banca o alla finanziaria che esaminerà la tua richiesta.</li>
<li><strong>Evita il sovraindebitamento</strong>. Oggi le banche sono meno propense ad assumersi dei rischi, e tenderanno a rifiutare un prestito a chi ha molti altri crediti aperti, soprattutto se sommando le diverse rate, si rischia di non poter sostenere il piano di rimborso.</li>
<li><strong>Valuta attentamente le tue capacità di rimborso</strong>. Anche qui, la parola chiave è sostenibilità. Il rapporto tra debiti e reddito è considerato sano se rimane al di sotto del 25-30%.</li>
</ul>
<h2 class="h1">Cosa fare dopo il rifiuto di un prestito</h2>
<p>La banca <a href="/2025/11/prestito-rifiutato-come-fare-dopo-quanto-tempo-riprovare/">ha rigettato la tua richiesta di credito</a>? In caso di rifiuto di una richiesta di prestito, si possono applicare questi suggerimenti:</p>
<ul>
<li><strong>Diminuire la cifra</strong> oggetto del credito, dal momento che le banche vedranno come più sostenibile un indebitamento ridotto.</li>
<li><strong>Aggiungere un garante</strong> che fornisca alla banca un ulteriore elemento di rassicurazione.</li>
<li><strong>Attendere un po' di tempo</strong> per evitare un nuovo rifiuto, che andrà a influire negativamente sulle <a href="/2024/05/cattivo-pagatore-ecco-quanto-dura-l-iscrizione/">informazioni già registrate nei SIC</a>. Tieni presente che quelle che riguardano i rifiuti delle richieste di prestito vengono automaticamente cancellate dai SIC dopo 90 giorni.</li>
</ul>
<p>Vuoi un aiuto in più per valutare la tua affidabilità creditizia? C'è <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/mettinconto/"><strong>METTINCONTO</strong></a>, il servizio che ti offre una panoramica della tua attuale situazione creditizia e ti aiuta a individuare qual è il momento giusto per richiedere il prestito che desideri. <br />E se hai un'impresa, c'è <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/mettinconto-business-365/"><strong>METTINCONTO BUSINESS</strong></a>, che ti aiuta a capire come un istituto di credito potrebbe valutare il merito creditizio in caso di nuove richieste di affidamento.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Prestito rifiutato? Come comportarsi e quando riprovare</media:title>
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            <item>
                <title>Come usare l&#39;IA senza rinunciare alla privacy</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/06/come-usare-ia-privacy/</link>
                <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
                    <category><![CDATA[Sicurnet]]></category>
                    <category><![CDATA[Sicurnet Business]]></category>
                    <category><![CDATA[ai]]></category>
                    <category><![CDATA[privacy]]></category>
                    <category><![CDATA[ai e privacy]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
L'intelligenza artificiale è ormai entrata nelle nostre vite: che sia sul lavoro, nello studio, per ricevere risposte rapide alle nostre domande, per generare immagini o persino come “amico” virtuale con il quale sfogarci, la usiamo su base quotidiana o quasi. Ma, come avvisano molti esperti – tra cui il Professor Matteo Flora, che abbiamo intervistato – l'IA presenta alcune problematiche per la nostra privacy, che non possiamo ignorare. La situazione è ancora... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/06/come-usare-ia-privacy/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>L'intelligenza artificiale è ormai entrata nelle nostre vite: che sia sul lavoro, nello studio, per ricevere risposte rapide alle nostre domande, per generare immagini o persino come “amico” virtuale con il quale sfogarci, la usiamo su base quotidiana o quasi. Ma, come avvisano molti esperti – tra cui <a href="/2025/05/le-sfide-dell-ia-alla-nostra-privacy-intervista-a-matteo-flora/">il Professor Matteo Flora, che abbiamo intervistato</a> – <strong>l'IA presenta alcune problematiche per la nostra privacy</strong>, che non possiamo ignorare. La situazione è ancora più critica soprattutto in questo periodo di transizione in cui non è stata ancora redatta e implementata una regolamentazione completa sulle tecnologie di IA.</p>
<h2 class="h1">L'intelligenza artificiale è un rischio per la privacy?</h2>
<p>Le statistiche ci dicono che sono ormai <a rel="noopener" href="https://www.infodata.ilsole24ore.com/2025/07/31/in-italia-13-milioni-usano-lintelligenza-artificiale/" target="_blank">13 milioni</a> gli italiani che usano l'IA e, di fronte alla questione della privacy, molti adottano un approccio che potremmo definire <strong>fatalista</strong>. Se vogliamo utilizzare l'intelligenza artificiale, si dicono, il prezzo è quello di consentire alle aziende che operano nel settore di avere accesso ai nostri dati sensibili.</p>
<p>Ma è davvero così? La risposta è no. Si può, e si deve, utilizzare l'IA senza rinunciare alla privacy. Basta mettere in campo alcuni accorgimenti, che diventano ancora più importanti quando l'AI è uno strumento di lavoro, in azienda o nella propria attività professionale, ed entrano in gioco anche problematiche di <strong>conformità</strong> con le leggi italiane ed europee, come il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati). Andiamo a vedere quali sono.</p>
<h2 class="h1">Leggere le informative sulla privacy degli strumenti di AI</h2>
<p>Conoscere le policy riguardanti la privacy degli strumenti di intelligenza artificiale è indispensabile per sapere esattamente quali dati utilizzano e se sono previste delle opzioni di <strong>opt-out</strong> (cioè, la possibilità di negare o revocare il consenso). In effetti, alcune aziende lasciano più libertà di scelta agli utenti rispetto ad altre: ecco che si può pensare di passare a quelle che offrono maggiori opportunità in termini di opt-out, o che fanno della privacy degli utenti un vero punto di forza.</p>
<h2 class="h1">Anonimizzazione dei documenti</h2>
<p>Un'altra pratica fondamentale da applicare per conciliare IA e privacy è l'anonimizzazione dei documenti. Questo significa che tutti i dati personali presenti nei documenti che condividiamo con un tool di IA <strong>vanno rimossi e sostituiti da dei segnaposto</strong> (ad esempio Persona A, Persona B, ecc.). È possibile farlo manualmente, oppure utilizzare degli appositi software. Tieni a mente che non occorre eliminare solo i nomi, ma anche le date, i luoghi e qualunque elemento di riconoscibilità. D'altra parte, le IA non hanno bisogno di sapere tutto di noi (o dei nostri clienti) per fornirci le risposte di cui abbiamo bisogno, dal momento che funzionano sulla base di schemi e comportamenti.</p>
<h2 class="h1">Utilizzo dell'IA in locale</h2>
<p>L'opzione migliore per proteggere la propria privacy in relazione all'IA è quella di smettere di usare gli strumenti in cloud per passare a quelli che funzionano<strong> in locale</strong>, vale a dire direttamente sul proprio hardware, senza inviare le informazioni all'esterno. Questa scelta è possibile sia su smartphone che su PC, ma è necessario possedere scheda grafica (GPU) e memoria di buon livello.</p>
<p>Vuoi un alleato in più per proteggere la tua privacy online? <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet/"><strong>SICURNET</strong></a> è il servizio di Mister Credit che monitora la diffusione dei tuoi dati personali e finanziari in rete 24 ore su 24 e 365 giorni l'anno, inviandoti una notifica immediata quando sono esposti ai malintenzionati, anche sul Dark Web!</p>
<p>Hai un'azienda? C'è <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet-business/"><strong>SICURNET BUSINESS</strong></a>, che verifica quali sono i rischi informatici a cui la tua azienda è esposta, monitora la circolazione sul dark web dei tuoi dati aziendali e tiene la situazione sempre sotto controllo.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                <title>Il buy now pay later cresce: + 23% nel 2025 in Italia</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/06/buy-now-pay-later-italia/</link>
                <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
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                    <category><![CDATA[buy now pay later]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 4 minuti
I nuovi dati elaborati da CRIF nel suo Market Outlook sul BNPL delineano una tendenza netta sull'impiego della modalità di acquisto nota come “buy now pay later”, che mostra una crescita a due cifre su base annua. Spieghiamo dunque meglio, per chi non lo sapesse, di cosa si tratta e quali sono i vantaggi che offre ai consumatori.
Cos'è il buy now pay later
Spesso abbreviato con l'acronimo BNPL, il buy now pay later è una formula di pagamento diffusa nel mondo d... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/06/buy-now-pay-later-italia/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 4 minuti</p>
<p>I nuovi dati <a rel="noopener" href="https://www.crif.it/risorse/ricerche/bnpl-italia-ii-semestre-2025/" target="_blank">elaborati da CRIF</a> nel suo Market Outlook sul BNPL delineano una tendenza netta sull'impiego della modalità di acquisto nota come “<strong>buy now pay later</strong>”, che mostra una crescita a due cifre su base annua. <br />Spieghiamo dunque meglio, per chi non lo sapesse, di cosa si tratta e quali sono i vantaggi che offre ai consumatori.</p>
<h2 class="h1">Cos'è il buy now pay later</h2>
<p>Spesso abbreviato con l'acronimo BNPL, il buy now pay later è una formula di pagamento diffusa nel mondo del commercio elettronico, che consente di <strong>acquistare beni pagandoli in seguito</strong> (la traduzione è infatti “compra ora, paga più tardi”)<strong> a rate e senza commissioni.</strong> <br />Nei fatti, si tratta di una forma di mini finanziamento che è andata sempre più a sostituire le modalità di credito finalizzato tradizionali, che infatti sono in calo. Il BNPL viene utilizzato per l'acquisto di beni come elettronica, elettrodomestici ed articoli per la casa, ma anche prodotti per la persona e viaggi, permettendo a chi acquista di dilazionare il costo su alcuni mesi (in genere da tre a sei) senza, appunto, l'onore delle commissioni. <br />Un interessante sostegno ai consumi particolarmente apprezzato dagli italiani, soprattutto in momenti di incertezza economica e spinta inflazionistica, come affermano i dati di CRIF.</p>
<h2 class="h1">Buy now pay later in Italia: +23% in un anno</h2>
<p>Con una crescita a due cifre che si assesta al <strong>+23% nel 2025</strong>, e una straordinaria impennata addirittura del <strong>+220% rispetto al primo semestre del 2022</strong>, il buy now pay later è ormai entrato nelle abitudini di acquisto degli italiani. Una crescita senza dubbio da ricercare in facilità, rapidità e diversa percezione da parte dei consumatori, i quali tendono a vedere il BNPL più come un facilitatore di pagamenti che come un credito. <br />In parallelo, il cosiddetto segmento “Small ticket”, vale a dire i prestiti sotto i 1500 euro, ha visto una <strong>diminuzione del 10% annuo</strong>. <br />Sono soprattutto le <strong>donne</strong> a scegliere la formula del buy now pay later, rappresentando il 55% degli utenti, così come i giovani, dove il 34% appartiene alla <strong>Gen Z</strong> e il 29% sono Millennial.<br />La percentuale delle persone “<strong>new to credit</strong>”, cioè chi è al primo approccio al credito, che sceglie il BNPL è più che doppia (19% contro 8%) rispetto al credito finalizzato tradizionale, mentre l'ammontare medio è contenuto, con oltre il <strong>60%</strong> dei ticket che non supera i 1000 euro. Infine, il tasso di default resta basso, inferiore persino ai classici Small ticket, mentre è elevata la propensione al riutilizzo di questa modalità in diverse occasioni.</p>
<h2 class="h1">Cosa ci dice il boom del buy now pay later sul mondo del credito italiano</h2>
<p>Quello che possiamo trarre da questi interessanti dati è senza dubbio un cambiamento nelle abitudini di accesso al credito, riguardante soprattutto le giovani generazioni, che cercano opzioni più agili e digitali. Grazie alla sua immediatezza e facilità di uso, il BNPL si è integrato semplicemente nelle scelte di pagamento di molti italiani, i quali, una volta provato, sono portati a riutilizzarlo.</p>
<p>Per gli operatori del settore, appare come un'importante modalità di inclusione creditizia per le nuove generazioni e per gli utenti che tendono ad essere meno propensi ad accendere dei prestiti, come le donne.</p>
<p>Desideri richiedere un prestito e vuoi conoscere il modo in cui una banca o finanziaria potrebbe valutare la tua candidatura? Prova <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/mettinconto/"><strong>METTINCONTO</strong></a>, il servizio di Mister Credit che in sole 24 ore ti offre una panoramica del tuo profilo di affidabilità creditizia e ti aiuta a monitorare le spese e i dati finanziari!</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Il buy now pay later cresce: + 23% nel 2025 in Italia</media:title>
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                <title>Boom delle truffe su Vinted e piattaforme simili grazie alle immagini generate dall&#39;IA</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/06/boom-truffe-vinted-immagini-ia/</link>
                <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
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                    <category><![CDATA[truffe vinted]]></category>
                    <category><![CDATA[deepfake]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
La rete può creare straordinarie connessioni tra le persone, che possono portare anche a ottime opportunità commerciali. Ne sono un esempio le piattaforme di vendita tra privati, di cui una delle più note in Italia è Vinted. Nata in Lituania e attiva in ventuno Paesi, con migliaia di transazioni che si svolgono ogni giorno principalmente di abbigliamento, accessori, piccoli oggetti, giocattoli e libri, non è tuttavia l'unica del suo tipo. Tra gli altri esempi c... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/06/boom-truffe-vinted-immagini-ia/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>La rete può creare straordinarie connessioni tra le persone, che possono portare anche a ottime opportunità commerciali. Ne sono un esempio le piattaforme di vendita tra privati, di cui una delle più note in Italia è Vinted. Nata in Lituania e attiva in ventuno Paesi, con migliaia di transazioni che si svolgono ogni giorno principalmente di abbigliamento, accessori, piccoli oggetti, giocattoli e libri, non è tuttavia l'unica del suo tipo. Tra gli altri esempi ci sono Subito.it, Wallapop, eBay, Facebook Marketplace.</p>
<p>Il funzionamento delle piattaforme di questa categoria è molto semplice: ogni utente può vendere o acquistare oggetti tramite annunci pubblici, con un sistema di pagamenti che, in genere, sblocca la cifra concordata solo una volta che l'acquirente riceve e verifica l'ordine. Un sistema che purtroppo, grazie all'uso improprio dell'IA generativa, sta dando origine a un boom di truffe. Scopriamo come funzionano le frodi su Vinted e su siti simili, e come proteggersi.</p>
<h2 class="h1">Come funzionano le truffe su Vinted</h2>
<p>Le truffe su Vinted e su piattaforme dello stesso tipo che sfruttano le immagini generate dall'IA possono svolgersi ai danni sia di chi vende, sia di chi acquista, ma spesso sono soprattutto i venditori a farne le spese. Gli acquirenti tendono infatti a essere maggiormente tutelati dai meccanismi della piattaforma – la possibilità di sbloccare il pagamento solo dopo la ricezione del pacco e la verifica del contenuto – e dalla legge, tramite il diritto di recesso che consente la restituzione del bene acquistato online entro 14 giorni dalla consegna, con conseguente rimborso.</p>
<h2 class="h1">Vediamo dunque come funzionano le frodi che avvengono ai danni di chi vende:</h2>
<ul>
<li>il venditore pubblica sulla piattaforma un <strong>annuncio, corredato di foto</strong>;</li>
<li>effettua una<strong> vendita e spedisce l'ordine</strong>;</li>
<li>al momento della ricezione, l'acquirente <strong>segnala il bene come non corrispondente</strong> alle aspettative o danneggiato, inviando al sistema di assistenza <strong>una serie di immagini “come prova”</strong>;</li>
<li>le foto allegate mostrano il prodotto acquistato, ma <strong>irrimediabilmente danneggiato</strong>. Anche se appaiono estremamente realistiche, le immagini sono, in realtà, generate utilizzando l'intelligenza artificiale proprio sulla base di quelle postate in origine dal venditore;</li>
<li>a quel punto la piattaforma considera la <strong>vendita non valida</strong>, restituisce il pagamento all'acquirente (che può tenersi l'oggetto) e, talvolta, addirittura blocca il venditore, accusandolo di attività truffaldina.</li>
</ul>
<h2 class="h1">Quando l'IA aiuta i cybercriminali</h2>
<p>Come dimostra, purtroppo, l'incremento delle truffe online legate all'uso di strumenti di intelligenza artificiale, le nuove tecnologie possono rappresentare un grande aiuto per i cybercriminali. Grazie ad essa si possono infatti <strong>generare dei <a href="/2026/04/deepfake-ultra-realistici-come-riconoscerli/">video deepfake</a>, dei <a href="/2024/10/deepfake-vocali-l-ultima-frontiera-delle-truffe-via-audio/">deepfake vocali</a>, o delle immagini</strong>, come nel caso appena descritto. E se le truffe su Vinted possono fare danni di al massimo poche centinaia di euro, ben più pericolose sono <strong>le <a href="/2026/02/truffe-amorose-online-con-ai-piu-efficaci/">truffe amorose</a></strong>, dove la vittima, ingannata da foto e video falsi, può ritrovarsi a regalare una fetta significativa del suo patrimonio a un partner inesistente.</p>
<p>Ad oggi, non esistono strumenti pienamente efficaci in grado di prevenire un utilizzo malevolo dell'IA, anche se alcuni esempi, come <a href="/2026/02/il-caso-grok-rischi-intelligenza-artificiale/">il caso Grok</a>, ci dicono che delle <strong>limitazioni possono essere messe in campo</strong> dalle aziende tecnologiche che realizzano gli strumenti. In attesa di una maggiore regolamentazione del settore, dobbiamo quindi essere noi utenti a proteggerci.</p>
<h2 class="h1">Come evitare le truffe su Vinted e sulle piattaforme simili</h2>
<p>Al momento, esistono solo due modi, purtroppo non sempre efficaci, per tutelarsi dalle truffe su Vinted e sulle altre piattaforme simili quando si vende un oggetto:</p>
<ul>
<li><strong>filmare l'operazione di imballaggio</strong> dell'oggetto stesso, mostrando chiaramente le sue condizioni al momento della spedizione;</li>
<li>in caso di contestazione da parte dell'acquirente, <strong>richiedere che questo invii un video in tempo reale</strong> della merce in cui, da più angolazioni, siano visibili i presunti danni.</li>
</ul>
<p>Vuoi proteggerti dalle frodi su internet? <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet/"><strong>SICURNET</strong></a> è il servizio di Mister Credit che monitora la diffusione in rete dei tuoi dati, anche nel Dark web, e ti aiuta a intervenire in caso siano a rischio, proteggendo la tua identità da truffe e furti d'identità. Scopri come funziona <a rel="noopener" href="https://www.youtube.com/watch?v=V0ygg14b26U" target="_blank" data-anchor="?v=V0ygg14b26U">guardando questo video</a>!</p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Boom delle truffe su Vinted e piattaforme simili grazie alle immagini generate dall&#39;IA</media:title>
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                <title>Affitti brevi: occorrono politiche territoriali e una visione di sviluppo. Intervista al Prof. Umberto Martini</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/05/affitti-brevi-intervista-umberto-martini/</link>
                <pubDate>Mon, 25 May 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
                    <category><![CDATA[affittabile]]></category>
                    <category><![CDATA[affitti brevi]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 4 minuti
Quella degli affitti brevi e del loro impatto su città e territori è una questione di grande importanza, al punto da aver innescato tutta una serie di provvedimenti da parte del Governo, soprattutto nell'ultimo anno. Per farne una panoramica e scoprire delle possibili soluzioni, abbiamo intervistato il Professor Umberto Martini, docente all'Università di Trento ed esperto di gestione della destinazione turistica, marketing territoriale e turismo sostenibile.
In... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/05/affitti-brevi-intervista-umberto-martini/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 4 minuti</p>
<p><strong>Quella degli affitti brevi e del loro impatto su città e territori</strong> è una questione di grande importanza, al punto da aver innescato tutta una serie di provvedimenti da parte del Governo, soprattutto nell'ultimo anno. Per farne una panoramica e scoprire delle possibili soluzioni, abbiamo intervistato il <strong>Professor Umberto Martini</strong>, docente all'Università di Trento ed esperto di <strong>gestione della destinazione turistica, marketing territoriale e turismo sostenibile</strong>.</p>
<h2 class="h1">In che modo gli affitti brevi stanno trasformando le città italiane e i territori a forte vocazione turistica in generale?</h2>
<p>Per prima cosa vorrei chiarire un punto: occorre <strong>non confondere l'escursionismo con il turismo</strong>. Quando parliamo di persone che arrivano la mattina e se ne vanno la sera, quello non è turismo. Il turismo è quando si trascorre almeno una notte presso la meta che si desidera visitare. Storicamente l'unico modo per farlo era quello di rivolgersi a delle <strong>strutture professionali</strong>, ovvero gli hotel. A partire dal boom economico degli anni '60 queste strutture sono cresciute di numero, concentrandosi spesso, nelle città, nelle cinture periferiche, mentre i centri storici ne hanno sempre ospitato una quota molto ridotta. Quando si è diffusa la possibilità delle prenotazioni di <strong>appartamenti e stanze</strong>, quello che chiamiamo il settore ricettivo <strong>extra alberghiero</strong>, si è verificato invece un <strong>cambiamento radicale</strong>. Innanzitutto, c'è stata una <strong>moltiplicazione spesso incontrollata dei posti letto</strong>. La capacità ricettiva per molto tempo è stata il primo elemento in grado di controllare l'impatto del turismo sui territori, perché agendo su di essa naturalmente si limita il numero delle persone che possono alloggiare in un luogo. Il boom delle varie piattaforme ha improvvisamente <strong>rimosso questa barriera</strong>, innescando un effetto duplice, <strong>lato domanda e lato offerta</strong>. Sul lato offerta, ha generato una nuova opportunità per tantissime persone, che avendo la fortuna di risiedere in luoghi turistici si sono trovate con in mano una <strong>fonte di reddito considerevole</strong>, e soprattutto, decisamente competitiva rispetto ad altre forme di locazione. Sul lato domanda, ha dato vita a una risposta entusiastica, per più motivi. Il primo è la <strong>convenienza economica</strong>, però c'è un altro aspetto che viene a volte sottovalutato, ed è quello <strong>esperienziale</strong>. A differenza degli hotel, questi alloggi extra alberghieri molto spesso si trovano nei <strong>centri storici</strong>, oppure in località bellissime della costa o della montagna, e in più escono da un'idea ormai un po' standardizzata di hotel. Il turista vuole fare un'esperienza, non solo acquistare un servizio. Per fare un esempio, un conto è andare ad Amsterdam e dormire in un hotel situato nella cintura esterna della città, un altro è prendere un appartamentino in centro accanto a un canale, in una magnifica casetta olandese. Gli hotel del centro, al contrario, erano spesso un po' degradati e avevano perso in parte la loro forza attrattiva. Mettendo insieme tutti questi punti, diventano chiare le ragioni del successo degli <strong>alloggi turistici extra alberghieri</strong>. Dall'altra parte, questo come dicevo comporta la <strong>rottura assoluta del limite alla capacità ricettiva</strong>. E il fatto che molti proprietari decidano di lasciare del tutto i loro immobili nei centri cittadini per affittarli in questo modo e trasferirsi in periferia, sta cambiando da un punto di vista proprio <strong>sociale, culturale ma anche del tipo di vita</strong> il centro storico di molte città. E nel caso delle località balneari o montane, abbiamo paesi che in stagione sono popolatissimi, ma nel resto dell'anno si spopolano. Questo ha ricadute importanti sui prezzi per chi poi cerca un appartamento in cui vivere, e si ritrova con canoni gonfiati dalla massiccia presenza della locazione turistica.</p>
<h2 class="h1">Qual è, appunto, l'impatto di questo panorama da lei così ben descritto sugli affitti a lungo termine?</h2>
<p>È chiaro che c'è una forma di <strong>concorrenza</strong>. Un affitto a lungo termine ha dei vincoli contrattuali che legittimamente salvaguardano l'interesse non solo del proprietario ma anche dell'affittuario, il quale ha bisogno di una <strong>stabilità a lungo termine</strong>. D'altra parte, i proprietari rispondono a un <strong>incentivo economico</strong>, massimizzando il proprio reddito con gli affitti turistici. E qui ci può essere solo un intervento di sistema.</p>
<h2 class="h1">Qualcosa si è fatto, con l'<a href="/2025/06/affitti-brevi-cosa-cambia-col-cin-nuove-regole/">introduzione del CIN</a>, il <a href="/2026/01/cosa-dice-legge-di-bilancio-2026-bonus-casa-edilizia-affitti/">limite di due appartamenti per l'apertura della </a><br /><a href="/2026/01/cosa-dice-legge-di-bilancio-2026-bonus-casa-edilizia-affitti/">partita IVA</a>, eccetera. Secondo lei questi interventi possono essere sufficienti oppure no?</h2>
<p>Perché i provvedimenti funzionino occorrono<strong> meccanismi severi di verifica della prenotazione</strong> e <strong>pagamenti tracciabili</strong> come per qualsiasi altra attività ricettiva professionale. Poi però c'è un discorso più ampio, che non riguarda tanto il governo nazionale, quanto i governi locali. Se io faccio il sindaco della mia città, mi va bene che il centro storico progressivamente si svuoti di residenti e diventi un luogo turistico, con tutti i cambiamenti che questo comporta, ad esempio, a livello commerciale? Mi va bene che ci sia il fenomeno noto come<strong> gentrificazione</strong>, in base al quale il centro storico diventa un luogo vocato al turismo, mentre tutto il resto viene espulso? È una questione che devono decidere il sindaco e chi lo elegge. Agire da un punto di vista delle norme comunali, provinciali, regionali sul tema della destinazione delle case, degli appartamenti, visti i temi di natura sociale e culturale che la questione va a toccare, secondo me rientra nelle responsabilità degli amministratori locali, prima che del governo nazionale.</p>
<h2 class="h1">Infatti volevamo proprio chiederle: quale ruolo possono assumere gli enti locali? Qualche esempio l'abbiamo già visto, forse più all'estero che in Italia.</h2>
<p>L'unico modo che io vedo possibile a livello locale per intervenire è quello di <strong>porre dei limiti</strong>, cioè introdurre delle normative che regolamentino la questione. È un po' quello di cui si lamentano i proprietari di alberghi, che denunciano una <strong>concorrenza sleale</strong> da parte di strutture ricettive che di fatto non sono sottoposte ai loro stessi vincoli e doveri. Qui io mi sento di dare ragione alla categoria degli albergatori, bisogna introdurre delle <strong>regole che siano valide per tutti</strong>, anche se su questo abbiamo accumulato un grande ritardo. <br />Bisognava avere la forza, qualche anno fa, di portare l'attenzione su questo fenomeno e sui <strong>rischi che porta con sé</strong>, perché un conto è imporre delle regole prima che un fenomeno prenda piede, e un conto è cercare di intervenire a cose fatte, quando ormai si è sviluppata tutta un'inerzia di comportamenti sia della domanda che dell'offerta.<br />Ora la questione fondamentale è il <strong>progetto di sviluppo di un territorio o di un comune</strong>, che è di responsabilità delle amministrazioni locali. Un progetto che può essere anche condiviso con la cittadinanza.<br />Oggi abbiamo da una parte chi protesta perché<strong> non trova una casa in cui vivere</strong>, e dall'altra i proprietari che rivendicano il diritto di fare quello che vogliono dei loro immobili. Si tratta di due posizioni entrambe legittime, ma che inevitabilmente si scontrano. <br />Bisognerebbe creare, e credo che la responsabilità sia appunto dei comuni, delle situazioni dove si affronta la questione in termini proprio metodologicamente seri e con tutte le <strong>competenze necessarie</strong>, con lo scopo di trovare un equilibrio. I comuni hanno diversi strumenti in mano per trovare una soluzione. Occorre creare delle vere e proprie <strong>politiche a livello territoriale</strong> che vengano costruite e pianificate per rispondere a questa situazione, prima che diventi troppo conflittuale.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                <title>Pericoli del Web: per due ragazzi su tre il luogo pi&#249; pericoloso</title>
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                <pubDate>Mon, 18 May 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Furto d'identità]]></category>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
                    <category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
                    <category><![CDATA[sharenting]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 4 minuti
L'Osservatorio indifesa di Terre des hommes 2026, che ha intervistato 2000 italiani sotto i 30 anni, permette di avere una panoramica interessante e, purtroppo, inquietante, sulla violenza subìta dai giovani e giovanissimi nel nostro Paese. I risultati ci dicono qualcosa che potrebbe stupire molti adulti, magari quegli stessi che trovano che i giovani passino troppo tempo sul web: il luogo percepito come più pericoloso dagli under 30 italiani e italiane è propr... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/05/pericoli-del-web-due-ragazzi-su-tre-luogo-pericoloso/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 4 minuti</p>
<p>L'<a rel="noopener" href="https://networkindifesa.terredeshommes.it/osservatorio-indifesa/" target="_blank">Osservatorio indifesa di Terre des hommes 2026</a>, che ha intervistato 2000 italiani sotto i 30 anni, permette di avere una panoramica interessante e, purtroppo, inquietante, sulla violenza subìta dai giovani e giovanissimi nel nostro Paese. I risultati ci dicono qualcosa che potrebbe stupire molti adulti, magari quegli stessi che trovano che i giovani passino troppo tempo sul web: il luogo percepito come più pericoloso dagli under 30 italiani e italiane è proprio internet.</p>
<h2 class="h1">Il web il luogo più pericoloso per due giovani su tre</h2>
<p>Alla domanda “Dove ritieni sia più probabile che si verifichino episodi di violenza?”, <strong>oltre il 60% ha citato proprio il web</strong>. La percentuale più alta si riscontra tra le bambine e ragazze, che risponde che sì, internet è un luogo pieno di pericoli, in quasi il 67% dei casi.</p>
<p>L'indagine offre anche un elenco di quelli che sono, sempre secondo i giovani italiani, i principali rischi del web. Al primo posto si classifica la <strong>condivisione non consensuale delle proprie foto private</strong> (fattispecie nota come <em>revenge porn</em>), seguita da <strong>molestie, <a href="/2025/09/cyberbullismo-in-crescita-i-consigli-per-i-genitori/">cyberbullismo</a> e stalking</strong>. Proseguendo, si incontrano l'alienazione dalla vita reale, il <a href="/2025/06/vittima-di-furto-identita-ecco-cosa-fare-in-5-passaggi/">furto d'identità</a> e la violazione della privacy, la solitudine e, infine, la sensazione di emarginazione.</p>
<p>Il genere, com'è facile comprendere, influisce molto sulle risposte. A temere revenge porn e molestie sono, in primo luogo, le persone non binarie, seguite dalle femmine e, poi, dai maschi. Nello specifico, questi ultimi sono maggiormente preoccupati di problemi come l'alienazione dalla vita reale, la solitudine e l'emarginazione.</p>
<h2 class="h1">Una maggiore regolamentazione necessaria per due terzi degli intervistati</h2>
<p>Sono sempre due giovani e giovanissimi su tre a pensare che una più stringente regolamentazione della rete permetterebbe di limitare la violenza online, in particolare tra le ragazze (72,3% contro il 54,9% dei maschi). Per quanto riguarda i ragazzi, seppur la maggioranza ritenga che le regole servano, mostrano un elevato scetticismo sulla loro efficacia unito alla propensione a temere che possano limitare le libertà personali.</p>
<p>Gli intervistati si dimostrano molto consapevoli sull'importanza delle leggi anche in relazione al <em>revenge porn</em>. In effetti, quasi il 93% sa che, in caso questo avvenga, <strong>può denunciare</strong>. Un risultato importante e senza dubbio frutto delle campagne di sensibilizzazione che hanno come pubblico proprio i più giovani.</p>
<h2 class="h1">8 su 10 hanno avuto contatti indesiderati sul web</h2>
<p>Circa l’<strong>80% dei ragazzi e delle ragazze ha dichiarato di essere stato contattato sul web da degli sconosciuti</strong>. Si è visto che, se le persone non binarie e le ragazze reagiscono principalmente con fastidio, i maschi si mostrano più incerti, o addirittura curiosi, evidenziando come l'esperienza della rete sia spesso determinata proprio dal genere.</p>
<p>Come nel caso dello <a href="/2025/02/sharenting-quando-i-genitori-condividono-troppo/">sharenting</a> e di molte altre questioni che riguardano la rete, anche questa volta i giovani e i giovanissimi si dimostrano molto consapevoli dei rischi degli ambienti digitali che frequentano, anche più degli adulti. Dunque, sarebbe utile se le differenti generazioni dialogassero maggiormente su queste tematiche per supportarsi a vicenda e ridurre i pericoli online.</p>
<h2 class="h1">6 consigli per i genitori</h2>
<p>A tal proposito, vediamo ora alcuni consigli utili che possono aiutare i genitori a proteggere i figli nel loro uso della rete:</p>
<ul>
<li><strong>Conosci la legge</strong>, informandoti sulle norme contro il cyberbullismo, la diffamazione e il revenge porn.</li>
<li><strong>Fai attenzione ai cambiamenti.</strong> Se tuo figlio o tua figlia mostra dei cambiamenti di umore o comportamenti inspiegabili, non desidera più frequentare luoghi che prima amava (ad esempio la scuola) e così via, potrebbe aver subìto una qualche forma di abuso.</li>
<li><strong>Non banalizzare o sminuire le sofferenze.</strong> Frasi come “non è niente”, “passerà” o “succede a tutti” non aiutano, anzi possono spingere i ragazzi a chiudersi e non condividere ciò che gli accade.</li>
<li><strong>Controlla i dispositivi dei più piccoli.</strong> È vero, i ragazzi hanno bisogno della loro privacy, ma questa non può andare a discapito della loro sicurezza. Meglio, naturalmente, non farlo di nascosto ma condividendo le proprie intenzioni e motivazioni.</li>
<li><strong>Conserva i contenuti dannosi</strong>: potrebbero essere utili in caso di abusi ripetuti per rafforzare una denuncia.</li>
<li><strong>Cerca aiuto</strong>. Ricordati che esistono molte realtà a supporto dei giovani che subiscono violenza online, tra cui, ad esempio, la <a rel="noopener" href="https://www.fondazionecarolina.org/2021/" target="_blank">Fondazione Carolina</a>.</li>
</ul>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                <title>Affitto Sostenibile: quanto pagare in base allo stipendio</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/05/affitto-sostenibile-quanto-pagare/</link>
                <pubDate>Mon, 11 May 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
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                    <category><![CDATA[affitto]]></category>
                    <category><![CDATA[affitto sostenibile]]></category>
                    <category><![CDATA[affitti brevi]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Un tema fondamentale per chiunque viva in un immobile in locazione è la sostenibilità dell'affitto rispetto al reddito. Un argomento particolarmente attuale visto l'aumento medio dei canoni riscontrato negli ultimi anni, spinto a sua volta da un'offerta di immobili troppo scarsa. Quanto bisognerebbe dunque pagare di affitto in base allo stipendio? Vediamolo subito.
Quale percentuale dello stipendio spendere in affitto?
Su questo punto, gli studiosi sono concord... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/05/affitto-sostenibile-quanto-pagare/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>Un tema fondamentale per chiunque viva in un immobile in locazione è la sostenibilità dell'affitto rispetto al reddito. Un argomento particolarmente attuale visto l'<a href="/2026/04/aumento-affitti-offerta-insufficiente/">aumento medio dei canoni</a> riscontrato negli ultimi anni, spinto a sua volta da un'offerta di immobili troppo scarsa. <br />Quanto bisognerebbe dunque pagare di affitto in base allo stipendio? Vediamolo subito.</p>
<h2 class="h1">Quale percentuale dello stipendio spendere in affitto?</h2>
<p>Su questo punto, gli studiosi sono concordi: la percentuale dello stipendio (o, più in generale, del reddito) da versare per l'affitto non dovrebbe superare il <strong>30-35%</strong>, vale a dire un terzo. Ciò significa che se il proprio salario netto è di 1.500 €, l'affitto non dovrebbe essere superiore a 500 € al mese.</p>
<p>Se si va oltre questa percentuale, può essere complicato per una famiglia o un single riuscire ad affrontare spese improvvise. Nel caso in cui la soglia superi la metà del salario/reddito, si passa ad un livello ancora più critico, in cui le capacità di spesa si riducono ulteriormente e il canone non è più sostenibile già sul breve e medio termine.</p>
<h2 class="h1">Gli affitti nelle città italiane sono sostenibili?</h2>
<p>Secondo una <a rel="noopener" href="https://www.economymagazine.it/affitti-il-mercato-divide-litalia-in-tre-e-non-e-tutto-sostenibile/" target="_blank">ricerca</a> realizzata dalla società Locare, la risposta è no, almeno se parliamo di città grandi, soprattutto nel Nord e Centro.</p>
<p>Il caso più eclatante è quello di <strong>Milano</strong>, dove per un bilocale di 60 metri quadri in una zona semi centrale occorre spendere fino al <strong>65,7%</strong> dello stipendio netto medio. Una percentuale praticamente doppia rispetto alla soglia di sostenibilità. Al secondo posto c’è <strong>Roma</strong>, con il <strong>55,3%</strong>, e poco più sotto troviamo <strong>Napoli</strong> a <strong>48,8%</strong>, sempre considerando la stessa tipologia di immobile. Arriva “quasi” alla sostenibilità <strong>Torino</strong>, con il <strong>37,3%</strong>, mentre le cose vanno meglio al Sud: per il solito bilocale da 60 metri quadri, a <strong>Palermo</strong> occorre spendere il <strong>29,6%</strong> del proprio reddito.</p>
<h2 class="h1">Scarsa offerta e affitti brevi: le ragioni dei canoni elevati</h2>
<p>Diversi motivi per cui i canoni di affitto sono così alti nelle città italiane sono quelli evidenziati dall’<a href="/2026/04/aumento-affitti-offerta-insufficiente/">Osservatorio Affitti CRIF</a>:</p>
<ul>
<li>r<strong>ischi di morosità e danni percepiti come troppo elevati</strong> dai proprietari di immobili, che per questo spesso preferiscono lasciare sfitte le case</li>
<li><strong>aumentano le persone interessate all'affitto</strong>, spesso chi è single e le coppie senza figli, mentre diminuiscono le famiglie con figli, tradizionalmente più propense ad acquistare</li>
<li>le <strong>opportunità di lavoro</strong> sono sempre più concentrate nei grandi centri urbani</li>
<li>gli <a href="/2026/02/affitti-brevi-le-novita-2026/"><strong>affitti brevi</strong></a> hanno rimosso dal mercato della locazione residenziale un grande numero di immobili, che ora vengono invece destinati ai turisti.</li>
</ul>
<h2 class="h1">Affittabile, un aiuto in più per proprietari e inquilini</h2>
<p>Non a caso, nell'elenco poco sopra abbiamo messo come primo punto la questione della fiducia dei proprietari nel buon esito di un contratto di affitto. Basti pensare che il 31% dichiara di aver scelto di non affittare il proprio immobile per timori di danni o morosità.</p>
<p><a href="https://www.mistercredit.it/servizi/affittabile/"><strong>AFFITTABILE</strong></a> nasce proprio per offrire uno strumento in più ai potenziali inquilini per dimostrare<strong> la propria affidabilità creditizia ai proprietari</strong>: grazie a un report facile da consultare, sarà possibile far conoscere la propria situazione economica, insieme ai comportamenti virtuosi nei pagamenti, in modo da avere una garanzia sulla <strong>capacità di pagare regolarmente</strong> il canone di locazione.</p>
<p><a rel="noopener" href="https://www.youtube.com/watch?v=hKQBkMiMqUo" target="_blank" data-anchor="?v=hKQBkMiMqUo">Guarda come funziona in questo video</a>, o <a href="https://www.mistercredit.it/contatti/">contattaci</a> per saperne di più!</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Affitto Sostenibile: quanto pagare in base allo stipendio</media:title>
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