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        <title>Mister Credit Blog</title>
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        <description>Il tuo consulente di fiducia per il credito</description>
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            <title>Il blog di Mister Credit</title>
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                <title>Cybersicurezza: il 61% degli incidenti dipende da errori umani</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/10/cybersicurezza-incidenti/</link>
                <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Quello della cybersicurezza è diventato negli ultimi anni un tema di grande importanza per le imprese. Come registra anche il nostro osservatorio Cyber, gli attacchi agli account business sono in rapida crescita, con un balzo del +12,7% solo nell'ultimo anno.
Le aziende, passato il periodo in cui venivano colte di sorpresa dagli attacchi, sono oggi consapevoli dei rischi e dell'importanza di dotarsi degli strumenti giusti per proteggere i propri sistemi informa... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/10/cybersicurezza-incidenti/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>Quello della cybersicurezza è diventato negli ultimi anni un tema di grande importanza per le imprese. Come registra anche il nostro <a href="/2026/03/furti-di-dati-nel-dark-web-nel-2025-piu-numerosi-e-gravi/">osservatorio Cyber</a>, gli attacchi agli account business sono in rapida crescita, con un balzo del +12,7% solo nell'ultimo anno.</p>
<p>Le aziende, passato il periodo in cui venivano colte di sorpresa dagli attacchi, sono oggi consapevoli dei rischi e dell'importanza di dotarsi degli strumenti giusti per proteggere i propri sistemi informatici. Tuttavia, in molti casi, quando si tratta di stabilire budget e interventi per migliorare la resistenza contro il cybercrimine, si pensa solo in termini di tecnologia. <strong>Invece, i dati ci dicono che c'è un fattore ancora più importante, quello umano.</strong></p>
<h2 class="h1">Il 61% degli incidenti è causato da errori umani</h2>
<p>A fare luce sulla questione ci pensa uno studio del gruppo Grafton, dal titolo “<a rel="noopener" href="https://it.grafton.com/report/cybersecurity-scarica-il-report/" target="_blank">Il paradosso della cybersecurity. Competenze emergenti, vulnerabilità strutturali e nuovi modelli organizzativi</a>”. Secondo l'indagine, nella quale sono stati intervistati centinaia di professionisti, ben il <strong>61%</strong> degli incidenti che hanno messo in pericolo la cybersicurezza delle imprese è stato causato da errori umani. Non falle nella tecnologia, dunque, ma persone poco formate, distratte o semplicemente incapaci di riconoscere un pericolo.</p>
<p>Sempre nello stesso studio scopriamo che il <strong>50%</strong> delle violazioni dei dati ha a che fare con una formazione insufficiente dei dipendenti. Tuttavia, questa problematica non si riflette nel modo in cui le imprese scelgono di spendere il loro denaro.</p>
<h2 class="h1">Solo il 18% del budget per la cybersicurezza viene speso in formazione</h2>
<p>Lo studio di Grafton ci dice che il 56% del budget destinato alla cybersicurezza nelle aziende viene indirizzato verso le soluzioni tecnologiche, mentre<strong> solo il 18% alla formazione</strong> e il 10% all'assunzione di specialisti. Dunque, si nota una sottovalutazione da parte delle imprese dell'importanza del fattore umano, che invece è cruciale. Al tempo stesso, sembrano esserci difficoltà nella ricerca di persone da inserire nei ruoli ICT, segnalate da ben l'<strong>85%</strong> dei professionisti delle risorse umane intervistati.</p>
<h2 class="h1">Un lavoratore su due non sa individuare i segni più evidenti di phishing</h2>
<p>Uno dei dati più rilevanti che emerge dalla ricerca Grafton riguarda la capacità dei lavoratori di comprendere quando si trovano davanti a un tentativo di phishing. Secondo il report, quasi uno su due non è in grado di riconoscerlo, neanche in caso di segnali evidenti. Questa situazione si colloca in un'epoca in cui le imprese, come dicevamo all'inizio dell’articolo, sono soggette a minacce informatiche sempre più <strong>diversificate e difficili da riconoscere</strong>. Un esempio è la <a href="/2025/06/ceo-scam-in-cosa-consiste-la-truffa-del-ceo/">CEO scam</a>, una delle tante truffe che possono rivelarsi estremamente dannose, sia dal punto di vista del danno reputazionale che di quello puramente economico.</p>
<h2 class="h1">6 principi per migliorare la Cybersecurity Aziendale</h2>
<p>Vediamo ora sei principi che possono aiutarti a creare una robusta protezione attorno ai tuoi sistemi informatici aziendali:</p>
<ol>
<li><strong>Formazione del personale</strong>, il primo punto e il più importante, per le ragioni che abbiamo spiegato poco sopra.</li>
<li><strong>Zero trust</strong>, ovvero fornire ai propri dipendenti l'accesso solo ai dati informatici di cui hanno strettamente bisogno per svolgere il loro lavoro. Così, in caso di compromissione dei loro account, i cybercriminali avranno accesso solo a una minima parte delle informazioni contenute nei sistemi aziendali.</li>
<li><strong>Procedure rigide</strong>. Un cybercriminale che voglia mettere a segno una truffa, avrà molta più difficoltà se le procedure, ad esempio, per effettuare un pagamento a un fornitore, sono rigide e prevedono precise misure di autorizzazione e verifica.</li>
<li><strong>Autenticazione forte</strong>. <a href="/2022/05/02/password-day-2022-come-creare-una-password-sicura-in-5-passaggi/">Password sicure</a>, autenticazione a due fattori, utilizzo di dati biometrici: sono tutte misure da mettere in campo e che non richiedono grandi investimenti tecnologici.</li>
<li><strong>Aggiornamento</strong>. Le protezioni tecniche, come i firewall, i software antintrusione, i VPN, devono sempre essere aggiornate all'ultima versione per prevenire le tipologie di attacchi informatici più recenti.</li>
<li><strong>Monitoraggio delle vulnerabilità informatiche e della diffusione dei dati sul dark web</strong>. Per questo, ci sono servizi come <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet-business/"><strong>SICURNET BUSINESS</strong></a>, che verifica quali sono i rischi informatici a cui la tua azienda è esposta, controlla la circolazione sul dark web dei dati aziendali e tiene la situazione sempre sotto controllo.<br />Vuoi saperne di più su come possiamo aiutare la tua impresa a gestire al meglio i rischi di cybersicurezza? <a href="https://www.mistercredit.it/contatti/">Contattaci</a>!</li>
</ol>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Cybersicurezza: il 61% degli incidenti dipende da errori umani</media:title>
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                <title>A met&#224; tra carta di credito e di debito: i vantaggi delle carte ibride</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/10/a-meta-tra-carta-di-credito-e-di-debito-i-vantaggi-delle-carte-ibride/</link>
                <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 2 minuti
Parliamo spesso del moltiplicarsi delle opzioni di pagamento oggi a disposizione dei consumatori, sia per gli acquisti nei negozi fisici che quelli online. Oggi vogliamo concentrarci su una tipologia ancora poco nota, quella delle carte di credito ibride.
Cos'è una carta di credito ibrida
Una carta di credito ibrida è una carta che offre tutte le garanzie di una carta di debito, con in più alcuni elementi di flessibilità. Ad esempio, la possibilità di pagare a... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/10/a-meta-tra-carta-di-credito-e-di-debito-i-vantaggi-delle-carte-ibride/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 2 minuti</p>
<p>Parliamo spesso del moltiplicarsi delle opzioni di pagamento oggi a disposizione dei consumatori, sia per gli acquisti nei negozi fisici che quelli online. Oggi vogliamo concentrarci su una tipologia ancora poco nota, quella delle <strong>carte di credito ibride</strong>.</p>
<h2 class="h1">Cos'è una carta di credito ibrida</h2>
<p>Una carta di credito ibrida è una carta che offre tutte le garanzie di una carta di debito, con in più alcuni elementi di flessibilità. Ad esempio, la possibilità di<strong> pagare a rate alcuni acquisti</strong> più corposi, ma comunque di importo limitato, con un massimo di qualche migliaio di euro, e con piani di rimborso che variano dai 3 ai 24 mesi.</p>
<p>Rispetto alle carte di credito classiche, però, prevedono una maggiore <strong>possibilità di personalizzazione</strong>, in particolare per quanto riguarda i limiti di prelievo e di spesa. Per quel che concerne il TAEG sul credito, questo varia a seconda del profilo dell'utente e dei suoi volumi di spesa.</p>
<h2 class="h1">I vantaggi delle carte di credito ibride</h2>
<p>Le carte di credito ibride offrono limiti più rassicuranti rispetto le carte di credito tradizionali, aggiungendo la possibilità di acquistare a credito selezionando il <strong>piano di rateizzazione più adatto alle proprie esigenze</strong>.</p>
<p>Consentono, dunque, più elasticità nella <strong>gestione delle proprie finanze personali</strong>, rendendole più in linea con i cambiamenti delle abitudini di acquisto degli italiani, <a href="/2025/09/mappa-del-credito-2025-aumentano-crediti-scendono-importi/">sempre più avvezzi all'utilizzo del credito</a> anche per tipologie di spese, come vacanze, che un tempo venivano pagate senza ricorrere alle rateizzazioni.</p>
<p>I <a rel="noopener" href="https://tg24.sky.it/economia/2026/06/04/pagamenti-digitali-italia-dati-2025" target="_blank">dati</a> ci dicono che gli italiani hanno ancora una <strong>bassa tendenza all'uso delle carte di credito classiche</strong>, associate all'indebitamento. Nel 2025 infatti il volume delle operazioni compiute con bancomat e carte di debito ha raggiunto l'ammontare di 7,752 miliardi di euro, a fronte dei “soli” 1,829 miliardi per le carte di credito. Le carte prepagate sono molto più utilizzate di queste ultime, con un volume di ben 2,803 miliardi. <br />Le carte di credito ibride rappresentano dunque una soluzione a metà strada, in grado di offrire una modalità di spesa ancora poco orientata verso il credito, ma con delle utili aperture in caso di acquisti importanti.</p>
<p>Vuoi chiedere un prestito o una carta di credito e vuoi conoscere il modo in cui una banca o finanziaria potrebbe valutare la tua richiesta? Verifica il tuo profilo di affidabilità creditizia con <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/mettinconto/"><strong>METTINCONTO</strong></a>, il servizio che ti mette in contatto con gli esperti di CRIF e in sole 24 ore ti offre una panoramica del profilo creditizio e ti aiuta a monitorare le spese e i dati finanziari!</p>]]></content:encoded>
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            <item>
                <title>Osservatorio Cyber: l&#39;Italia ancora tra i paesi pi&#249; colpiti dal cybercrimine</title>
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                <pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
L'Osservatorio Cyber realizzato da CRIF Mister Creditmostra che l’Italia si conferma uno dei paesi presi di mira maggiormente dai cybercriminali. Inoltre, nuove minacce si fanno sempre più forti ed efficaci.
Italia 6° nel mondo per indirizzi e-mail compromessi
Il nostro Paese è il 6° più colpito nel mondo per numero di indirizzi e-mail compromessi che circolano nel Dark Web, a disposizione dei criminali. Considerato che siamo al 25° posto per numero di abitanti... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/09/osservatorio-cyber-italia-cybercrime/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>L'Osservatorio Cyber realizzato da CRIF Mister Creditmostra che l’Italia si conferma uno dei paesi presi di mira maggiormente dai cybercriminali. Inoltre, nuove minacce si fanno sempre più forti ed efficaci.</p>
<h2 class="h1">Italia 6° nel mondo per indirizzi e-mail compromessi</h2>
<p>Il nostro Paese è il <strong>6° più colpito</strong> nel mondo per numero di indirizzi e-mail compromessi che circolano nel Dark Web, a disposizione dei criminali. Considerato che siamo al 25° posto per numero di abitanti, è evidente che esiste una sproporzione tra gli indirizzi e-mail utilizzati e quelli colpiti. Indice del fatto che gli hacker ci prendono particolarmente di mira.</p>
<p>Risultiamo inoltre al <strong>14° posto</strong> nel mondo per dati relativi alle carte di credito presenti nel mondo del cybercrimine. Questa situazione mette tanti cittadini italiani in una condizione di grande vulnerabilità con il rischio diretto di danni economici e frodi, non ultimi i <a href="/2025/06/vittima-di-furto-identita-ecco-cosa-fare-in-5-passaggi/">furti d'identità</a>. Siamo invece più in basso, al 51° posto nel mondo, per numeri di telefono rubati: un dato che espone ad attacchi particolarmente efficaci e subdoli, come lo <a href="/2021/11/29/smishing-la-truffa-via-sms-cos-e-e-come-difendersi/">smishing</a>, le <a href="/2025/12/ultima-truffa-su-whatsapp-rubare-dati-e-identita-truffa-codice-sei-cifre/">truffe su Whatsapp</a> e il <a href="/2021/05/17/vishing-cos-e-e-come-difendersi/">voice phishing</a>.</p>
<p>Per completare il quadro della situazione italiana, l'Osservatorio rileva che ben il 32,3% degli utenti (circa uno su tre) ha ricevuto almeno un alert nel corso dell'ultimo semestre.</p>
<h2 class="h1">2,5 miliardi di dati nel Dark Web nei primi sei mesi del 2026</h2>
<p>Il numero di dati univoci distribuiti nel Dark Web ha raggiunto la cifra vertiginosa di 2,5 miliardi, una vera miniera d'oro di informazioni per i cybercriminali, che possono utilizzarli per compiere le azioni illecite più diverse.</p>
<p>La crescita dei dati rubati va di pari passo con lo sviluppo di sistemi sempre più efficaci per ottenerli. Tra questi ci sono naturalmente gli attacchi phishing potenziati dall'intelligenza artificiale, che li rende particolarmente realistici e difficili da identificare. Ma non solo: emergono con sempre più forza i cosiddetti <strong><em>stealer-as-a-service</em></strong>, ovvero dei malware ( software malevoli) specializzati nel furto di dati dai dispositivi infettati, il cui utilizzo non richiede particolari competenze tecniche. In parole povere, un cybercriminale può “acquistare” i servizi del malware, senza bisogno di essere un grande esperto di tecnologia, e utilizzarli per gli scopi che preferisce.</p>
<h2 class="h1">Infostealer, il nuovo malware che ruba i nostri dati</h2>
<p>Tra i malware specializzati nel furto di informazioni, nella prima metà del 2026 si è distinto in particolare il fenomeno <em><strong>Infostealer</strong></em>. L'Italia è risultata addirittura il 3° paese del mondo più colpito da questo tipo di virus, tanto da meritare un <a rel="noopener" href="https://www.acn.gov.it/portale/w/infostealer-la-minaccia-invisibile-che-apre-la-strada-agli-attacchi-cyber.-primo-report-acn-1" target="_blank">report specifico</a> realizzato dall'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Quest'ultima ha valutato la pericolosità di Infostealer a un livello alto.</p>
<p>Ma come avviene un attacco tramite questa categoria di malware? Tutto parte, com'è spesso il caso, dal phishing. L'utente scarica inconsapevolmente un software malevolo, in genere nascosto dentro app, allegati e piattaforme dall'apparenza legittima. A quel punto, il virus si attiva e ruba silenziosamente le credenziali dal dispositivo, diffondendole poi ai cybercriminali.</p>
<h2 class="h1">Infostealer: Come proteggersi</h2>
<p>Vediamo ora come è possibile proteggersi da questa tipologia di malware:</p>
<ul>
<li><strong>La formazione è cruciale.</strong> Come sempre quando si parla di phishing, il fattore umano è il più importante. Infatti, imparare a riconoscere gli attacchi e a non cascare nella rete è il punto di partenza.</li>
<li><strong>Implementare l'autenticazione a più fattori su tutti gli account importanti</strong>, come e-mail, social media, home banking, account aziendali e così via. Anche qualora le credenziali vengano compromesse, i criminali non potranno comunque accedere.</li>
<li><strong>Mantenere aggiornate le tecnologie</strong> affinché possano utilizzare sempre le protezioni sviluppate più di recente.</li>
<li><strong>Monitorare la diffusione dei dati sul Dark Web</strong>. Servizi come <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet/">SICURNET</a> e <a href="https://www.mistercredit.it/servizi/sicurnet-business/">SICURNET BUSINESS</a>, rispettivamente per persone e aziende, consentono di essere allertati qualora i propri dati più importanti finissero nelle mani dei cybercriminali e di intervenire tempestivamente. Così, potrai proteggere i tuoi dati, la tua identità e la tua reputazione creditizia.</li>
</ul>
<p>Vuoi saperne di più? <a href="https://www.mistercredit.it/contatti/">Contattaci</a>.</p>]]></content:encoded>
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                <title>Con la psicologia decisioni finanziarie pi&#249; consapevoli: Intervista al Professor Edoardo Lozza</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/09/psicologia-denaro-intervista-edoardo-lozza/</link>
                <pubDate>Mon, 21 Sep 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
                    <category><![CDATA[credito]]></category>
                    <category><![CDATA[psicologia]]></category>
                    <category><![CDATA[intervista]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Le scoperte e le intuizioni della psicologia possono aiutarci ad avere un approccio migliore con il denaro e a prendere decisioni finanziarie più sagge? La risposta è sì. Ce lo insegna il Professor Edoardo Lozza, docente di psicologia economica e psicologia del marketing e del consumo presso l'Università Cattolica di Milano, nonché autore del libro Psicologia del denaro: un approccio storico-genetico.
Perché per molte persone il denaro è un'ossessione, al punto... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/09/psicologia-denaro-intervista-edoardo-lozza/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>Le scoperte e le intuizioni della psicologia possono aiutarci ad avere un approccio migliore con il denaro e a prendere decisioni finanziarie più sagge? La risposta è sì. Ce lo insegna il Professor Edoardo Lozza, docente di psicologia economica e psicologia del marketing e del consumo presso l'Università Cattolica di Milano, nonché autore del libro <a rel="noopener" href="https://www.feduf.it/content/psicologia-del-denaro-un-approccio-storico-genetico" target="_blank">Psicologia del denaro: un approccio storico-genetico</a>.</p>
<h2 class="h1">Perché per molte persone il denaro è un'ossessione, al punto che finiscono per desiderarlo anche al di là di finalità precise di spesa?</h2>
<p>La teoria economica considera il denaro un semplice mezzo di scambio. La psicologia mostra invece che, nella nostra mente, il denaro diventa facilmente un fine, che a volte, può davvero ossessionare le persone.<br />Il motivo è che il denaro è uno straordinario "contenitore simbolico". Non rappresenta soltanto la possibilità di acquistare beni, ma può incarnare diversi <strong>valori simbolici</strong> come sicurezza, libertà, potere, riconoscimento sociale, perfino amore e valore personale. <br />Quando questo accade, smettiamo di desiderare ciò che il denaro permette di ottenere e iniziamo a desiderare il denaro stesso.<br />C'è poi una caratteristica unica del denaro: è astratto e potenzialmente<strong> infinito</strong>. Se desidero una casa, una volta acquistata, il desiderio si esaurisce. Se invece inseguo il denaro come simbolo di successo o sicurezza, non esiste mai una quantità sufficiente. È una corsa senza traguardo.<br />Le neuroscienze mostrano inoltre che l'anticipazione di un guadagno attiva gli stessi circuiti cerebrali della ricompensa e che si legano alle principali forme di dipendenza. Per questo, in alcuni casi, il rapporto con il denaro può assumere caratteristiche simili a una dipendenza.</p>
<h2 class="h1">Perché invece altre persone – <a href="/2024/03/06/esiste-un-gap-di-genere-nel-rapporto-con-il-denaro/">spesso più donne che uomini</a> – hanno difficoltà ad affrontare il tema e si sentono incapaci di gestire il proprio denaro?</h2>
<p>Qui bisogna essere molto cauti: non esiste alcuna predisposizione biologica. Le differenze osservate sono soprattutto culturali e storiche.</p>
<p>Per secoli la gestione del patrimonio è stata una prerogativa prevalentemente maschile. Questa lunga storia lascia ancora oggi tracce nelle aspettative sociali, nell'educazione familiare e nella fiducia che uomini e donne sviluppano verso le proprie competenze finanziarie.<br />Nelle nostre ricerche emerge, ad esempio, che le donne si sottovalutano costantemente nelle competenze finanziarie (soggettive: <strong>self efficacy finanziaria</strong>, cioè quanto pensi di sapere), anche quando le competenze reali (oggettive:<strong> financial literacy</strong>, cioè quanto ne sai davvero) sono identiche! <br />La buona notizia è che queste differenze si riducono quando aumentano non solo <a href="/2025/11/educazione-finanziaria-intervista-a-giovanna-boggio-robutti/">educazione finanziaria</a> e autonomia economica, ma anche familiarità con la gestione del denaro e senso di autoefficacia percepita.</p>
<h2 class="h1">Quali sono i principali bias cognitivi che ci impediscono un rapporto obiettivo e sereno con i soldi?</h2>
<p>Ce ne sono moltissimi, qui selezionerò quelli che sono più diffusi.<br />Il primo e a mio avviso più importante è la cosiddetta “<strong>Focusing illusion</strong>”: ci illudiamo che il denaro possa risolvere ogni nostro problema, che la relazione fra denaro e felicità sia perfettamente lineare, e dunque ci focalizziamo solo su guadagnare più denaro…trascurando tutta un’altra serie di fattori, dalle amicizie profonde agli affetti familiari, che contano molto di più nel “creare” felicità e benessere.<br />Oltre a questo, esistono bias di matrice puramente cognitiva, come ad esempio:</p>
<ul>
<li><strong>l'avversione alle perdite</strong>, per cui soffriamo molto di più per una perdita di quanto gioiamo per un guadagno equivalente e per questo – ad esempio – spesso manteniamo investimenti sbagliati troppo a lungo, oppure compriamo qualcosa soltanto perché "è in sconto";</li>
<li><strong>l'ancoraggio</strong>, per cui il primo prezzo che vediamo diventa un punto di riferimento, e questo è il motivo per cui i negozi mostrano prima il prezzo pieno e poi lo sconto.</li>
</ul>
<p>O bias di natura più psicosociale, come<strong> l'effetto confronto sociale</strong>, per il quale la soddisfazione economica dipende sorprendentemente poco dal reddito assoluto e molto da quanto guadagniamo rispetto alle persone che prendiamo come riferimento. Oggi i social amplificano enormemente questo fenomeno.<br />Infine, esistono bias di matrice quasi neuropsicologica, come il "<strong>dolore del pagamento</strong>": diversi studi hanno mostrato che pagare fa letteralmente male, attivando le aree celebrali associate alle sensazioni di dolore o disgusto. Il contante rende questo dolore molto evidente; i pagamenti elettronici lo attenuano e proprio per questo spesso ci portano a spendere di più. Per la maggior parte delle persone, dunque, pagare con una carta o con uno smartphone rende il denaro meno tangibile, riduce la percezione della spesa e può favorire consumi più impulsivi. Ma anche in questo caso la cultura vince sulla biologia: i più giovani, abituati dalla nascita al denaro virtuale, soffrono di più quando pagano cashless rispetto a quando usano i contanti.</p>
<h2 class="h1">Esistono delle peculiarità culturali importanti, o gli esseri umani sono tutto sommato tutti uguali?</h2>
<p>Quello che cambia profondamente è il significato che ogni società attribuisce al denaro.<br />Il denaro non è sempre stato quello che immaginiamo oggi. Prima ancora della moneta coniata, le società funzionavano soprattutto attraverso <strong>credito, debito e dono</strong> (e non con il baratto, come vorrebbero farci credere alcuni economisti). La storia economica e l'antropologia mostrano che il denaro modifica nel tempo anche il nostro modo di concepire le relazioni umane.<br />Per questo il rapporto con il denaro è sempre anche un prodotto della cultura. In alcune società prevale il valore della sicurezza, in altre quello dell'autonomia individuale, in altre ancora quello del prestigio sociale. Cambiano i significati attribuiti al denaro, sia a livello culturale, ma spesso anche a livello individuale, soprattutto per ragioni storiche, culturali ed esperienziali.</p>
<h2 class="h1">In che modo le scoperte della psicologia possono aiutarci a migliorare la nostra gestione finanziaria?</h2>
<p>La psicologia non ci può suggerire quali investimenti fare, ma può insegnare qualcosa di ancora più importante: come evitare che le emozioni e i bias decidano al posto nostro.<br />Ad esempio:</p>
<ul>
<li>imparare a riconoscere il proprio stile monetario, cioè il valore simbolico che ciascuno di noi attribuisce al denaro, per poter distinguere i bisogni reali dai significati simbolici attribuiti ai soldi;</li>
<li>prendere decisioni importanti "a freddo", evitando i momenti di euforia o panico;</li>
<li>programmare risparmio e investimenti in anticipo, così da non dover ogni volta combattere con le nostre emozioni e il nostro limitato self-control;</li>
<li>essere consapevoli dei meccanismi psicologici usati dal marketing (anche quello finanziario), dai prezzi psicologici al dolore del pagamento.</li>
</ul>
<p>In definitiva, la psicologia ci aiuta a sostituire le reazioni automatiche con decisioni più consapevoli.<br />Mi piace sintetizzarlo così: l'educazione finanziaria ci insegna come funzionano i soldi, ma la psicologia (o l’educazione affettiva al denaro) ci insegna come funzioniamo noi quando abbiamo a che fare con i soldi.</p>]]></content:encoded>
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                <title>Mappa del credito: l&#39;uso del credito cresce ancora in Italia</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/09/mappa-del-credito-credito-in-crescita-italia/</link>
                <pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Gli italiani sono sempre più propensi a utilizzare il credito per sostenere sia i grandi progetti che i consumi: è una tendenza che la Mappa del credito, elaborata da noi di Mister Credit e CRIF, sottolinea ormai da molto tempo. La sua edizione più recente non solo la conferma, ma fa emergere un altro importante dato, ovvero che a crescere oggi è anche la rata media pro capite.
60,7% degli italiani maggiorenni ha un credito attivo
È una crescita dell'1,8% rispe... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/09/mappa-del-credito-credito-in-crescita-italia/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>Gli italiani sono sempre più propensi a utilizzare il credito per sostenere sia i grandi progetti che i consumi: è una tendenza che la Mappa del credito, elaborata da noi di Mister Credit e CRIF, sottolinea ormai da molto tempo. La sua edizione più recente non solo la conferma, ma fa emergere un altro importante dato, ovvero che <strong>a crescere oggi è anche la rata media pro capite.</strong></p>
<h2 class="h1">60,7% degli italiani maggiorenni ha un credito attivo</h2>
<p>È una crescita dell'<strong>1,8%</strong> rispetto al 2025 quella che riguarda la percentuale di italiani maggiorenni con un contratto di credito attivo. In particolare, la quota più significativa tra le forme di credito è stabilmente occupata dai prestiti finalizzati, a conferma dell'importanza che ha assunto il ricorso ai finanziamenti per sostenere i consumi delle famiglie.</p>
<p>Se, infatti, i mutui rappresentano il <strong>23,9%</strong>, dato sostanzialmente stabile negli ultimi due anni, i prestiti personali arrivano al <strong>30,4%</strong> (in crescita dell'1,1% rispetto al 2025). Registra, invece, una leggera flessione al ribasso (-1,4% dal 2025) la quota dei prestiti finalizzati, che però rimane saldamente al comando con il <strong>45,7%</strong>.</p>
<h2 class="h1">Crescono rata media e importo residuo</h2>
<p>In controtendenza rispetto all'anno scorso risulta la crescita della rata media mensile e dell'importo residuo per estinguere il credito. La prima è oggi <strong>di 285 € pro capite</strong> rispetto ai 278 € del 2025 e del 2024. L'importo medio residuo è invece di <strong>32.899 €</strong>, in crescita rispetto ai 31.637 € del 2025, ma ancora lontano dagli oltre 35.000 € del 2024.</p>
<p>Il trend pare dunque quello di un aumento dell'ammontare del debito, e di conseguenza delle rate, a carico degli italiani, probabilmente legato alla crescita della quota dei mutui. Nonostante questo, però, rimane contenuto il rischio di credito, che risulta pari all'1,5%.<a href="/2025/06/come-chiedere-un-prestito-i-consigli-di-bankitalia/"> Ottenere un prestito</a> resta una sfida per molti, complice un approccio prudente da parte delle banche. Una cautela che, d'altra parte, aiuta a garantire una maggiore sostenibilità dei prestiti erogati.</p>
<h2 class="h1">Toscana, Lazio e Valle d'Aosta le regioni con maggiore ricorso al credito</h2>
<p>Sono tendenzialmente le regioni del centro-Nord quelle in cui si registra un ricorso più elevato al credito. In testa troviamo la <strong>Toscana</strong>, dove ben il 69,2% della popolazione maggiorenne ha un finanziamento attivo, seguita dal <strong>Lazio</strong> (67,4%) e dalla <strong>Valle d'Aosta</strong> (66,5%). Tra le regioni meno indebitate ci sono il Trentino-Alto Adige (37,9%), la Basilicata (48,8%) e il Molise (53,3%).</p>
<p>Se il Trentino-Alto Adige ha il primato di regione con il minore ricorso al credito, ha però anche quello della rata più elevata con una media pro capite di 455 € al mese. Seguono la Lombardia, il Veneto, l'Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia. Le stesse regioni sono anche in vetta alla classifica dell'esposizione residua media, intesa come somma degli importi pro capite ancora da rimborsare per estinguere i finanziamenti in essere.</p>
<h2 class="h1">I quarantenni i più indebitati</h2>
<p>Interessanti anche i dati che riguardano le fasce d'età in cui si fa maggiore richiesta di finanziamenti. In effetti, ben <strong>4 persone su 5 tra i 41 e i 50 anni</strong> risultano avere un credito attivo. Il ricorso è inferiore tra i più giovani, dal momento che scende al 30,7% sotto i 30 anni.</p>
<p>E per quanto riguarda il genere delle persone che accedono al credito? Per il 59% si tratta di uomini. La quota delle donne cresce significativamente solo per quanto riguarda i mutui, che spesso sono suddivisi tra più persone. Le donne inoltre tendono ad avere a carico rate più basse.</p>
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<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Mappa del credito: l&#39;uso del credito cresce ancora in Italia</media:title>
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                <title>Hate speech online: le donne ancora il primo bersaglio dell’odio in rete</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/09/hate-speech-online/</link>
                <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
                    <category><![CDATA[odio online]]></category>
                    <category><![CDATA[intolleranza]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
È capitato a tutti noi, anzi spesso avviene a scadenza quotidiana: leggiamo una notizia sui social, magari diffusa dalla pagina di un importante quotidiano, e nei commenti si scatena una vera tempesta d'odio, con decine o centinaia di profili che intervengono attaccando talvolta chi ha compiuto un crimine e talvolta la vittima.
Il cosiddetto “hate speech”, il discorso d'odio, trova un terreno particolarmente fertile in rete, grazie all'anonimato che il mondo on... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/09/hate-speech-online/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>È capitato a tutti noi, anzi spesso avviene a scadenza quotidiana: leggiamo una notizia sui social, magari diffusa dalla pagina di un importante quotidiano, e nei commenti si scatena una vera tempesta d'odio, con decine o centinaia di profili che intervengono attaccando talvolta chi ha compiuto un crimine e talvolta la vittima.</p>
<p>Il cosiddetto “hate speech”, il discorso d'odio, trova un terreno particolarmente fertile in rete, grazie all'anonimato che il mondo online consente, alle poche conseguenze che gli autori subiscono e alla distanza che il mezzo digitale permette di interporre tra sé e il proprio bersaglio. Un odio che da ormai parecchi anni <strong>Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti</strong> si pone l'obiettivo di misurare.</p>
<p>Il risultato è la <a rel="noopener" href="https://www.voxdiritti.it/wp-content/uploads/2026/04/MAPPA-DELLINTOLLERANZA-9.pdf" target="_blank"><strong>Mappa dell'intolleranza</strong></a>, un importantissimo ritratto del discorso online in Italia, con una misurazione precisa e sistematica dei discorsi di odio che aiuta a comprenderne volume e bersagli.</p>
<p>La nona edizione della Mappa ha analizzato 2 milioni di contenuti estratti da<a href="/2026/02/il-caso-grok-rischi-intelligenza-artificiale/"> X (ex Twitter)</a> su temi di attualità, classificandoli in positivi e negativi e stabilendo, con un’analisi qualitativa, se si tratta di contenuti che propagano stereotipi o di odio vero e proprio. I risultati di questo ritratto dell'hate speech italiano non lasciano spazio a dubbi.</p>
<h2 class="h1">Il 56% dei contenuti è negativo</h2>
<p>Questo dato conferma un'abitudine purtroppo nota tra gli internauti: chi scrive un post o commenta, spesso lo fa per diffondere odio, hate speech appunto. Il 56% del dibattito è, infatti, portatore di assunzioni negative, a fronte di un misero 4% di contenuti positivi e di un restante 40% di argomenti neutri.</p>
<p>Tra gli account di cui è possibile identificare il genere, gli uomini rappresentano la fetta decisamente più grande di coloro che diffondono contenuti negativi, con un netto <strong>61%</strong>. Tuttavia, quelli prodotti da donne hanno una capacità maggiore di stimolare interazioni.</p>
<h2 class="h1">Le donne rimangono la categoria più presa di mira</h2>
<p>Nonostante sia in discesa rispetto all'impressionante dato del 2024, la misoginia rimane ancora il principale fronte dell'hate speech online, raccogliendo da sola il 37% dei tweet. Seguono l'antisemitismo con il 29%, la xenofobia e l'islamofobia, entrambi al 13%. Abilismo (5%) e omotransfobia (3%) chiudono la classifica con valori minoritari. La misoginia, pur mantenendo il primato, registra una contrazione sul totale che potrebbe apparire come un dato positivo, ma in realtà, sottolinea Vox, significa soprattutto che è ormai talmente radicata nel nostro linguaggio, che gli insulti che la contraddistinguono vengono utilizzati a prescindere dal loro ancoraggio originale.</p>
<p>La Mappa conferma una tendenza già vista in passato: il discorso d'odio vive dei picchi in <strong>corrispondenza di alcuni casi di cronaca</strong> o di alcune iniziative politiche di particolare risonanza mediatica. Ad esempio, la misoginia conosce un incremento impressionante all'indomani dei casi di <strong>femminicidio</strong> più discussi, così come i discorsi omofobi si concentrano in particolare nelle giornate del <strong>Pride</strong> o in seguito ad aggressioni ai danni di persone LGBTQIA+.</p>
<h2 class="h1">Viralità controllata</h2>
<p>“Ciò che emerge con forza è che i contenuti negativi non si diffondono in modo casuale, ma seguono pattern precisi e ricorrenti”: è quanto affermano gli esperti di Vox prendendo in esame la diffusione virale di determinati post d'odio, che hanno a supporto una vera e propria rete di utenti che li rilancia e ne spinge le interazioni. Bastano <strong>pochi account che agiscono in sinergia</strong> per creare un’esplosione improvvisa di discorsi ostili. Questo è un elemento che riveste grande importanza nell'orientare i dibattiti attorno a molti temi in rete.</p>
<p>Una rete che, purtroppo, e la Mappa dell'Intolleranza lo conferma, è un luogo in cui i meccanismi della moderazione sono incapaci di bloccare l'hate speech, e in cui gli account agiscono in modo coordinato per rendere virali discorsi discriminatori, trasformandoli in senso comune.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                <title>Frodi creditizie ancora in crescita: +23,8% nel 2025</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/07/frodi-creditizie-in-crescita/</link>
                <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
L’ultima edizione dell'Osservatorio CRIF riferita ai dati del 2025 non offre conclusioni rassicuranti sul mondo delle frodi creditizie. Infatti, numero e volume delle truffe non accennano a diminuire.
165 milioni di euro frodati in Italia nel 2025
Le frodi creditizie, dicevamo, continuano a crescere, registrando nel 2025 un +23,8% nel numero dei casi rispetto ai dati del 2024, andando a raggiungere quota 38.300. Inoltre, mentre il valore medio scende del -10,6%... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/07/frodi-creditizie-in-crescita/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>L’ultima edizione dell'Osservatorio CRIF riferita ai dati del 2025 non offre conclusioni rassicuranti sul mondo delle frodi creditizie. Infatti, <strong>numero e volume delle truffe non accennano a diminuire.</strong></p>
<h2 class="h1">165 milioni di euro frodati in Italia nel 2025</h2>
<p>Le frodi creditizie, dicevamo, continuano a crescere, registrando nel 2025 un +23,8% nel numero dei casi rispetto <a href="/2025/07/frodi-creditizie-quasi-31000-casi-nel-2024/">ai dati del 2024</a>, andando a raggiungere quota <strong>38.300</strong>. Inoltre, mentre il valore medio scende del -10,6%, l’importo totale aumenta della stessa percentuale, arrivando a <strong>165 milioni di euro frodati.</strong></p>
<h2 class="h1">Gli uomini giovani i più frodati</h2>
<p>Si riconferma ancora una volta la tendenza che vede le persone di sesso maschile rappresentare i due terzi (66,4%) delle vittime di frode creditizia. Allo stesso tempo, colpisce la crescita (<strong>+13,8%</strong>) delle vittime comprese<strong> tra i 18 e i 30 anni</strong>, la fascia d’età che risulta più colpita.</p>
<p>Dal momento che la frode creditizia ha alla base il <a href="/2025/06/vittima-di-furto-identita-ecco-cosa-fare-in-5-passaggi/">furto d’identità</a> – è infatti a partire da quelle rubate che i criminali riescono a ottenere prestiti a nome d’altri –, anche avere comportamenti imprudenti in rete espone i propri dati personali al rischio di essere violati, aumentando la probabilità di vederli utilizzati per compiere illeciti.</p>
<h2 class="h1">Un terzo delle frodi riguarda prestiti finalizzati</h2>
<p>Per la precisione, il <strong>32,1%</strong> dei prestiti oggetto di frode è finalizzato all’acquisto di beni e servizi. Cambia la tipologia dei prodotti acquistati: al primo posto, in crescita del <strong>+53,1%</strong>, ci sono i beni di consumo e le spese personali, seguiti dagli elettrodomestici e dai prodotti nelle categorie elettronica-informatica-telefonia, che arrivano al 18,5%. Insomma, pare che i truffatori preferiscano spendere il credito ottenuto illegalmente su generi di consumo e non più su prodotti ad alto prezzo e facilmente rivendibili.</p>
<h2 class="h1">Crescono le frodi sul Buy now, pay later</h2>
<p>Sempre più diffusa soprattutto per gli acquisti in rete, <strong>la formula</strong><a href="/2026/06/buy-now-pay-later-italia/"><strong> Buy now, pay later</strong></a> (<strong>BNPL</strong>, “compra ora, paga più tardi” in italiano) consente di acquistare dei beni pagandoli in seguito, a rate e senza commissioni. Utilizzata soprattutto per importi di piccole dimensioni, è una metodologia di credito che sta crescendo molto nel nostro paese e che, a quanto pare, ha attirato anche l’attenzione dei truffatori, arrivando ormai a rappresentare il 6,5% delle frodi creditizie.</p>
<h2 class="h1">Circa il 60% delle frodi viene scoperto dopo almeno 6 mesi</h2>
<p>Sempre l’Osservatorio di CRIF sottolinea un’altra realtà a cui è importante prestare attenzione: per scoprire una frode creditizia circa il 41,7% delle vittime impiega almeno 6 mesi, con un incredibile <strong>17,9%</strong> che lo scopre dopo più di 5 anni. Spesso, a destare l’allarme delle persone è una <a href="/2025/06/come-chiedere-un-prestito-i-consigli-di-bankitalia/">richiesta di prestito</a> che non va a buon fine apparentemente senza motivo, e il cui rifiuto risulta essere dovuto a un precedente credito non rimborsato, di cui la vittima non sapeva nulla.</p>
<p>Temi che i tuoi dati personali possano finire nelle mani sbagliate? Prova <strong>SICURNET</strong>, il servizio di Mister Credit che monitora la loro diffusione online (incluso il Dark Web!) e ti notifica immediatamente se sono esposti a un pericolo, aiutandoti a risolvere il problema.<br />Vuoi anche proteggere la tua identità digitale? <strong>Scopri<a href="https://www.mistercredit.it/servizi/identikit/"> IDENTIKIT</a></strong>, il nostro servizio che ti avvisa se i tuoi dati vengono usati per chiedere prestiti o finanziamenti a tua insaputa.</p>
<p>Vuoi saperne di più? Non esitare a <a href="https://www.mistercredit.it/contatti/">contattarci</a>!</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Frodi creditizie ancora in crescita: +23,8% nel 2025</media:title>
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            <item>
                <title>IA come consulente finanziaria: metterci la testa &#232; fondamentale. Intervista a Giorgia Nardelli</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/07/ia-consulente-finanziaria/</link>
                <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Sicurezza Online]]></category>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
                    <category><![CDATA[IA e consulenza finanziaria]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Sempre più persone si rivolgono alle IA per ricevere consigli in materia finanziaria. A dirlo sono i dati provenienti dagli USA (non abbiamo statistiche italiane), i quali affermano che il 55% degli statunitensi utilizza una o più intelligenze artificiali per gestire il proprio denaro. Ma è una scelta saggia? Per rispondere a questa e altre domande, abbiamo intervistato Giorgia Nardelli, giornalista esperta di diritti dei consumatori e finanza personale, che co... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/07/ia-consulente-finanziaria/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>Sempre più persone si rivolgono alle IA per ricevere consigli in materia finanziaria. A dirlo sono i <a rel="noopener" href="https://finance.yahoo.com/markets/crypto/articles/55-americans-now-ai-financial-091000582.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAFQKfbjL1EVf_vOMKZHYJjF0pewbhwB-UN9H1OcsGtWl32QuQwNBXWF_Dw7sJfP2ESY-Iwlj2mfgRjCs4MG12LMwt4WvkOfLWupZ7aZHz7xJBGPHzf7kHYaJttrFz4RUPoKV-xiewxHL6Z3mH3j5Wi7qDXJkjVMxEI2iz5xgtRtE" target="_blank" data-anchor="?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAFQKfbjL1EVf_vOMKZHYJjF0pewbhwB-UN9H1OcsGtWl32QuQwNBXWF_Dw7sJfP2ESY-Iwlj2mfgRjCs4MG12LMwt4WvkOfLWupZ7aZHz7xJBGPHzf7kHYaJttrFz4RUPoKV-xiewxHL6Z3mH3j5Wi7qDXJkjVMxEI2iz5xgtRtE">dati provenienti dagli USA</a> (non abbiamo statistiche italiane), i quali affermano che il 55% degli statunitensi utilizza una o più intelligenze artificiali per gestire il proprio denaro. Ma è una scelta saggia? Per rispondere a questa e altre domande, abbiamo intervistato <strong>Giorgia Nardelli, giornalista esperta di diritti dei consumatori e finanza personale</strong>, che collabora con varie testate, tra cui <a rel="noopener" href="https://www.rameplatform.com/magazine/" target="_blank">Rame</a>.</p>
<h2 class="h1"><br />Sempre più persone utilizzano l’IA per ottenere consigli sulla gestione delle loro finanze e persino sugli investimenti, sia tramite i tool generalisti (come ChatGPT, Gemini, ecc...) che tramite strumenti specifici per questo compito: ritiene che tutti questi possano essere dei “consulenti” finanziari affidabili?</h2>
<p>No, o almeno non nel senso letterale del termine. Da utente che utilizza l’IA e da giornalista che si occupa di finanza personale posso dire che, quando consultiamo un Bot, dovremmo avere la consapevolezza che questi strumenti non possiedono una reale cognizione di cosa suggeriscono, non possono da questo punto di vista sostituire il fattore umano. Possono, però, essere di grande aiuto per spiegare, semplificare concetti complessi, decodificare termini tecnici, dare informazioni. Oppure possono fare “il lavoro sporco”: come impostare per esempio un piano di risparmio, a patto di valutare e verificare un minimo le risposte ottenute. “Metterci la testa” è fondamentale.</p>
<h2 class="h1">Quali sono i potenziali rischi associati all’uso dell’IA per ottenere informazioni e consigli finanziari?</h2>
<p>I pericoli principali hanno a che fare soprattutto con le indicazioni personalizzate, quando ci spingiamo a chiedere cosa conviene fare su una determinata questione. L’IA non può darci consigli tagliati per noi, non conosce il contesto. Dobbiamo anche tenere presente, a questo proposito, che la macchina è eccessivamente “accondiscendente”: nelle risposte tende a compiacere e ad assecondare l’utente, e questa “attitudine” può influenzare le sue risposte. Ancora: l’IA ragiona elaborando dati e non tiene conto di come siamo fatti, del nostro vissuto, delle nostre preferenze, ragione per cui, se non siamo noi capaci di darle tutti gli elementi, fornisce indicazioni fuori fuoco.</p>
<h2 class="h1">Gli strumenti di IA sono oggi attrezzati per agire in modo etico di fronte alle richieste degli utenti in materia finanziaria?</h2>
<p>L’IA agisce senza alcuna consapevolezza delle ripercussioni delle proprie risposte e non ne paga le conseguenze, è questo il punto. La scelta da questo punto di vista ricade solo sull’utente.</p>
<h2 class="h1">In quali casi non bisognerebbe mai affidarsi all’IA?</h2>
<p>Quando si cercano decisioni definitive o formule “magiche” su investimenti e strategie finanziarie. Domande come: “Mi conviene adesso investire su tali azioni o in tali mercati?” possono essere estremamente pericolose. Senza contare che certe decisioni vanno prese con consapevolezza, anche e soprattutto in base alla propria situazione finanziaria, ai propri obiettivi e all’orizzonte temporale. Può diventare invece utile per avere informazioni, interrogandola sull’andamento del mercato o di un titolo, sullo scenario attuale e sui possibili scenari futuri, sui possibili rischi legati a un investimento, perché risponde sulla base dei dati che trova. È, però, fondamentale chiederle di selezionare le fonti ed essere precisi. La qualità dei quesiti che poniamo fa la differenza.</p>
<h2 class="h1">E in quali può invece essere una buona alleata?</h2>
<p>Abbiamo visto che può essere preziosa per decodificare documenti complessi come i contratti o i documenti informativi, domandando per esempio il significato di certe diciture, o chiedendo di riassumerne i punti principali, come i costi, oppure, le franchigie ed esclusioni, se si tratta di una polizza assicurativa, magari facendo una veloce verifica finale. Molti la usano anche per leggere le bollette, è un’ottima idea. Se invece dobbiamo scegliere tra più prodotti, è affidabile nel mettere a confronto diverse proposte, e a trovare la più conveniente o la più adatta sulla base di determinate esigenze. Infine, può supportare la costruzione di un budget o formulare strategie di risparmio. Il segreto sta nell’istruirla correttamente, dare tutte le informazioni necessarie, interrogarla punto per punto.<br />Le risposte che ci fornisce richiedono il più delle volte passaggi successivi, chiarimenti, specifiche, per ottenere il meglio bisogna essere pignoli. E soprattutto decidere con la propria testa.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                <title>Piano Casa 2026: novit&#224; e provvedimenti in breve</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/07/piano-casa-2026/</link>
                <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
Divenuto legge nei primi giorni di luglio con l’approvazione al Senato, il Piano Casa 2026 è senza dubbio uno dei provvedimenti più significativi del governo in carica. Nato dall’esigenza di affrontare la crisi abitativa, con i rincari dei prezzi di affitto e vendita, amplificata dal boom degli affitti brevi, propone alcune misure che serviranno a condurre, nell’arco di dieci anni, all’assegnazione di 100.000 alloggi a prezzi calmierati e 60.000 alloggi popolar... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/07/piano-casa-2026/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>Divenuto legge nei primi giorni di luglio con l’approvazione al Senato, il Piano Casa 2026 è senza dubbio uno dei provvedimenti più significativi del governo in carica. <br />Nato dall’esigenza di affrontare la crisi abitativa, con i <a href="/2026/04/aumento-affitti-offerta-insufficiente/">rincari dei prezzi di affitto</a> e vendita, amplificata dal boom degli <a href="/2026/05/affitti-brevi-intervista-umberto-martini/">affitti brevi</a>, propone alcune misure che serviranno a condurre, nell’arco di dieci anni, <strong>all’assegnazione di 100.000 alloggi a prezzi calmierati e 60.000 alloggi popolari oggi inutilizzati.</strong><br />Ma andiamo a vedere i dettagli del Piano.</p>
<h2 class="h1">Cosa prevede il Piano Casa 2026: I quattro punti principali</h2>
<p>Il Piano Casa 2026 ha come cardine quattro provvedimenti, che andremo poi ad approfondire:</p>
<ul>
<li><strong>sfratti rapidi;</strong></li>
<li><strong>affitti calmierati ai dipendenti pubblici essenziali;</strong></li>
<li><strong>incentivi agli investimenti privati nell’edilizia convenzionata;</strong></li>
<li><strong>recupero di 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica.</strong></li>
</ul>
<h2 class="h1">Sfratti rapidi</h2>
<p>Questo provvedimento, più che un vantaggio per chi ha bisogno di una casa, rappresenta un beneficio per i proprietari. Si velocizzano infatti i tempi per ottenere il titolo esecutivo dopo l’ordinanza di sfratto. Questo sarà emesso con procedura d’urgenza, e l’inquilino dovra abbandonare l'abitazione <strong>entro 10-15 giorni</strong>, dopo i quali ci sarà l’intervento delle forze dell’ordine.</p>
<h2 class="h1">Affitti calmierati ai dipendenti pubblici essenziali</h2>
<p><strong>Forze dell’ordine, personale sanitario e insegnanti</strong> potranno accedere agli alloggi a canone calmierato, in aggiunta alle categorie già previste. Una misura che vuole intervenire in quei casi, ormai purtroppo sempre più comuni, di rinuncia al posto di lavoro da parte di lavoratori che non riescono a permettersi un affitto nelle grandi città. Viene inoltre stabilita una penale pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo nella liberazione dell’immobile.</p>
<h2 class="h1">Incentivi agli investimenti privati nell’edilizia convenzionata</h2>
<p>Il Piano Casa prevede uno stanziamento di 10 miliardi di euro da conferire al settore privato per la realizzazione di alloggi di edilizia integrata, vale a dire, in parte a prezzi di mercato e in parte a prezzi calmierati, che dovrebbe portare all’assegnazione di <strong>100.000 nuovi alloggi</strong> a canone regolamentato. Questi ultimi andrebbero assegnati a famiglie con<a href="/2025/02/isee-2025-cosa-cambia-quali-sono-i-bonus/"> ISEE</a> superiore a 20.000 euro, e quindi al di sopra del limite per accedere alle case popolari, ma per cui i canoni di locazione di mercato rappresentano oltre il 30% del reddito medio disponibile.</p>
<h2 class="h1">Recupero di 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica</h2>
<p>Vengono previste procedure accelerate e semplificazioni amministrative, oltre allo stanziamento di fondi, per la ristrutturazione e la manutenzione di 60.000 abitazioni pubbliche, che saranno poi messe sul mercato in affitto o in vendita <strong>a prezzi inferiori almeno del 33% a quelli di mercato.</strong></p>
<p>Riuscirà il Piano Casa ad alleviare gli effetti della crisi abitativa che colpisce tante città italiane? Naturalmente, a dirlo sarà il tempo. Ma, se ti serve aiuto per affittare un immobile, prova<a href="https://www.mistercredit.it/servizi/affittabile/"><strong> AFFITTABILE</strong></a>, il servizio di Mister Credit per i potenziali inquilini che vogliono dimostrare la <strong>propria affidabilità creditizia</strong> ai proprietari. Grazie a un report facile da consultare, sarà possibile far conoscere la propria situazione economica, insieme ai comportamenti virtuosi nei pagamenti, in modo da avere una garanzia sulla <strong>capacità di pagare regolarmente</strong> il canone di locazione.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
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                        <media:title type="plain">Piano Casa 2026: novit&#224; e provvedimenti in breve</media:title>
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            <item>
                <title>Come risparmiare sulle vacanze: 6 soluzioni alternative</title>
                <link>https://blog.mistercredit.it/2026/07/come-risparmiare-vacanze-6-soluzioni/</link>
                <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 12:00:00 +00:00</pubDate>
                <dc:creator><![CDATA[MisterCreditTeam]]></dc:creator>
                    <category><![CDATA[Credito]]></category>
                    <category><![CDATA[mettinconto]]></category>
                    <category><![CDATA[risparmio]]></category>
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                    <category><![CDATA[prestito]]></category>
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                <description><![CDATA[Tempo di lettura stimato: 3 minuti
L'estate è arrivata e, con il caldo e le belle giornate, la voglia di relax raggiunge il suo picco annuale. Ma basta farsi un giro sui principali portali di prenotazione di voli, B&amp;B e hotel per rendersi conto dei rincari che hanno coinvolto il settore, restringendo il budget che possiamo dedicare alle ferie.
Eccoci dunque a domandarci: come possiamo risparmiare in vacanza? Per fortuna, le soluzioni alternative non mancano! In questo post, ne vediamo sei ch... <a class="more - link" href="https://blog.mistercredit.it/2026/07/come-risparmiare-vacanze-6-soluzioni/">Continue Reading &#8594;</a>]]></description>
                <content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 13px;">Tempo di lettura stimato: 3 minuti</p>
<p>L'estate è arrivata e, con il caldo e le belle giornate, la voglia di relax raggiunge il suo picco annuale. Ma basta farsi un giro sui principali portali di prenotazione di voli, B&amp;B e hotel per rendersi conto dei rincari che hanno coinvolto il settore, restringendo il budget che possiamo dedicare alle ferie.</p>
<p>Eccoci dunque a domandarci:<strong> come possiamo risparmiare in vacanza?</strong> Per fortuna, le soluzioni alternative non mancano! In questo post, ne vediamo sei che possono aiutarci a goderci il meritato riposo senza dare fondo ai risparmi. E no, non parliamo di <a href="/2025/07/vacanze-a-rate-cosa-c-e-da-sapere-per-fare-la-scelta-giusta/">pagare le vacanze a rate</a>, ma di modi per spendere meno per davvero.</p>
<h2 class="h1">Come risparmiare sulle vacanze: 6 soluzioni alternative</h2>
<p>Ecco sei modi da sfruttare per risparmiare sulle vacanze senza rinunciare al relax. Anzi, magari vivendo anche qualche avventura!</p>
<h2 class="h1">Scambio casa</h2>
<p>Utilizzate ormai in tutto il mondo, <strong>le piattaforme di scambio casa</strong> mettono in contatto persone che abitano in diversi paesi e sono disposte a lasciare la loro abitazione a degli estranei (ma controllati e verificati), in cambio della stessa possibilità. I costi si riducono enormemente, dal momento che per alloggiare ovunque nel mondo bisogna pagare solo un abbonamento annuale (in genere inferiore ai 200 € all'anno) e una cauzione di alcune centinaia di euro che viene restituita alla fine del soggiorno, ovviamente a meno di danni.</p>
<h2 class="h1">House sitting</h2>
<p>Anche in questo caso il principio è quello di alloggiare a casa di un estraneo, solo che invece di offrire in cambio casa tua, dovrai <strong>fare alcuni servizi richiesti dal proprietario</strong>, come innaffiare le piante o prendersi cura di un animale domestico.</p>
<h2 class="h1">Volontariato</h2>
<p>Nei paesi anglofoni viene chiamato “<em>voluntourism</em>”, sommando i termini per volontariato e turismo, ed è la pratica di viaggiare in altri paesi <strong>all'interno di iniziative benefiche in cui si svolgono attività di volontariato</strong>. Non necessariamente l'ideale per una vacanza rilassante, ma piuttosto per scoprire nuove realtà, in territori e contesti spesso fuori dalle rotte turistiche tradizionali.</p>
<h2 class="h1">Vacanza-lavoro</h2>
<p>Anche in questo caso poco adatta a chi cerca riposo, la vacanza-lavoro consente di<strong> visitare località spesso anche molto ambite</strong>, ripagando in parte il viaggio con alcune ore di lavoro al giorno, principalmente nei settori del turismo, dell'agricoltura e dell'insegnamento delle lingue. Una soluzione che può fare al caso tuo se cerchi un'esperienza più che un semplice periodo di svago, e per cui anche qui ci sono piattaforme specifiche per far incontrare datori di lavoro e lavoratori-vacanzieri.</p>
<h2 class="h1">Vacanze a piedi o in bicicletta</h2>
<p>Dai percorsi più noti e frequentati – <strong>come il cammino di Santiago o la Via degli dei</strong> – a quelli più lunghi e difficili, sono moltissime le possibilità per chi decide di viaggiare sfruttando solo la forza delle proprie gambe. E se si vuole risparmiare al massimo, è possibile portare con sé tutto l'occorrente per campeggiare. Inoltre, informandosi preventivamente sulle leggi del luogo che si desidera visitare, è possibile piantare la propria tenda nella natura senza spendere un centesimo. Anche questa soluzione, ovviamente, non è adatta a chi cerca una vacanza di tutto riposo, ma è senza dubbio perfetta per chi vuole mettersi alla prova e crearsi ricordi indelebili.</p>
<h2 class="h1">Interrail</h2>
<p>Un tempo popolare soprattutto tra i giovani, l'Interrail in realtà non ha limiti di età. Si tratta di un pass che consente di viaggiare in treno o traghetto in ben 33 paesi europei, pagando un prezzo ridotto rispetto all'acquisto dei singoli biglietti. Indicato per chi vuole accumulare molti chilometri e tappe, per una vacanza all'insegna della scoperta.</p>
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