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Pericoli del Web: per due ragazzi su tre il luogo più pericoloso


Tempo di lettura stimato: 4 minuti

L'Osservatorio indifesa di Terre des hommes 2026, che ha intervistato 2000 italiani sotto i 30 anni, permette di avere una panoramica interessante e, purtroppo, inquietante, sulla violenza subìta dai giovani e giovanissimi nel nostro Paese. I risultati ci dicono qualcosa che potrebbe stupire molti adulti, magari quegli stessi che trovano che i giovani passino troppo tempo sul web: il luogo percepito come più pericoloso dagli under 30 italiani e italiane è proprio internet.

Il web il luogo più pericoloso per due giovani su tre

Alla domanda “Dove ritieni sia più probabile che si verifichino episodi di violenza?”, oltre il 60% ha citato proprio il web. La percentuale più alta si riscontra tra le bambine e ragazze, che risponde che sì, internet è un luogo pieno di pericoli, in quasi il 67% dei casi.

L'indagine offre anche un elenco di quelli che sono, sempre secondo i giovani italiani, i principali rischi del web. Al primo posto si classifica la condivisione non consensuale delle proprie foto private (fattispecie nota come revenge porn), seguita da molestie, cyberbullismo e stalking. Proseguendo, si incontrano l'alienazione dalla vita reale, il furto d'identità e la violazione della privacy, la solitudine e, infine, la sensazione di emarginazione.

Il genere, com'è facile comprendere, influisce molto sulle risposte. A temere revenge porn e molestie sono, in primo luogo, le persone non binarie, seguite dalle femmine e, poi, dai maschi. Nello specifico, questi ultimi sono maggiormente preoccupati di problemi come l'alienazione dalla vita reale, la solitudine e l'emarginazione.

Una maggiore regolamentazione necessaria per due terzi degli intervistati

Sono sempre due giovani e giovanissimi su tre a pensare che una più stringente regolamentazione della rete permetterebbe di limitare la violenza online, in particolare tra le ragazze (72,3% contro il 54,9% dei maschi). Per quanto riguarda i ragazzi, seppur la maggioranza ritenga che le regole servano, mostrano un elevato scetticismo sulla loro efficacia unito alla propensione a temere che possano limitare le libertà personali.

Gli intervistati si dimostrano molto consapevoli sull'importanza delle leggi anche in relazione al revenge porn. In effetti, quasi il 93% sa che, in caso questo avvenga, può denunciare. Un risultato importante e senza dubbio frutto delle campagne di sensibilizzazione che hanno come pubblico proprio i più giovani.

8 su 10 hanno avuto contatti indesiderati sul web

Circa l’80% dei ragazzi e delle ragazze ha dichiarato di essere stato contattato sul web da degli sconosciuti. Si è visto che, se le persone non binarie e le ragazze reagiscono principalmente con fastidio, i maschi si mostrano più incerti, o addirittura curiosi, evidenziando come l'esperienza della rete sia spesso determinata proprio dal genere.

Come nel caso dello sharenting e di molte altre questioni che riguardano la rete, anche questa volta i giovani e i giovanissimi si dimostrano molto consapevoli dei rischi degli ambienti digitali che frequentano, anche più degli adulti. Dunque, sarebbe utile se le differenti generazioni dialogassero maggiormente su queste tematiche per supportarsi a vicenda e ridurre i pericoli online.

6 consigli per i genitori

A tal proposito, vediamo ora alcuni consigli utili che possono aiutare i genitori a proteggere i figli nel loro uso della rete:

  • Conosci la legge, informandoti sulle norme contro il cyberbullismo, la diffamazione e il revenge porn.
  • Fai attenzione ai cambiamenti. Se tuo figlio o tua figlia mostra dei cambiamenti di umore o comportamenti inspiegabili, non desidera più frequentare luoghi che prima amava (ad esempio la scuola) e così via, potrebbe aver subìto una qualche forma di abuso.
  • Non banalizzare o sminuire le sofferenze. Frasi come “non è niente”, “passerà” o “succede a tutti” non aiutano, anzi possono spingere i ragazzi a chiudersi e non condividere ciò che gli accade.
  • Controlla i dispositivi dei più piccoli. È vero, i ragazzi hanno bisogno della loro privacy, ma questa non può andare a discapito della loro sicurezza. Meglio, naturalmente, non farlo di nascosto ma condividendo le proprie intenzioni e motivazioni.
  • Conserva i contenuti dannosi: potrebbero essere utili in caso di abusi ripetuti per rafforzare una denuncia.
  • Cerca aiuto. Ricordati che esistono molte realtà a supporto dei giovani che subiscono violenza online, tra cui, ad esempio, la Fondazione Carolina.