Le tracce che lasciamo online e la nostra identità digitale

Abbiamo sottolineato più volte quanto sia importante fare attenzione a ciò che condividiamo online perché, parafrasando una frase che si sente spesso nei film americani, “tutto quello che condividiamo potrà essere usato contro di noi”.

Oltre alle foto e ai post sui social network, dobbiamo considerare anche i tanti profili che creiamo: alcuni magari li usiamo quotidianamente per anni, mentre di altri ci dimentichiamo quasi subito. Ma chi sarebbe in grado di ricordarsi quanti profili ha creato nel tempo? E quante informazioni personali ha dato per aprire questi profili?  Su Hdblog.it ci hanno provato: dal 2010 al 2017, l’autore dell’articolo ha creato ben 164 account (tutti legati allo stesso indirizzo di posta elettronica) su diversi siti, che in totale, nello stesso periodo di tempo, gli hanno inviato quasi 30.000 mail.

Per quanto le preoccupazioni sul rispetto della privacy inizino a essere diffuse, siamo probabilmente ancora molto disposti a fornire tutti i dati che ci vengono richiesti se in cambio abbiamo servizi facili e veloci. Ma, come si dice in rete: “se il servizio è gratis, il prodotto sei tu.”

Perché per le aziende i nostri dati sono molto preziosi: grazie all’enorme quantità di informazioni che lasciamo online e che vengono pazientemente raccolte, la profilazione dei consumatori è sempre più precisa.

Questo ci dovrebbe far pensare un attimo di più ogni volta che vogliamo aprire un nuovo profilo e ogni volta che stiamo per condividere qualcosa online. Dovremmo chiederci se ne vale davvero la pena, se siamo davvero disposti a perdere un altro pezzetto della nostra sfera privata per qualche piccola comodità. Anche perché spesso cancellare i nostri dati e i nostri profili è una procedura complicata e a volte non sempre possibile.

Esistono comunque una serie di software e accorgimenti che ci permettono di nascondere quello che facciamo da sguardi indiscreti.

Se poi ci interessa essere informati sulla circolazione dei nostri dati (perché una volta che sono in giro, la sicurezza al 100% non esiste), possiamo rivolgerci a un servizio come Sicurnet, per evitare che possano essere usati per scopi illeciti.

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