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Il 24 novembre 2025 l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e i sindacati di settore hanno siglato un importante Protocollo d'intesa per la tutela economica delle donne vittime di violenza. Il Protocollo ha lo scopo di chiamare banche e intermediari finanziari a implementare una serie di misure a protezione della sicurezza economica, del credito e del supporto nei percorsi di autonomia, a favore delle donne che subiscono violenza all'interno delle relazioni.
Scopriamo quali sono questi provvedimenti e chi può beneficiarne.
Cominciamo precisando chi sono i soggetti beneficiari delle misure contenute nel Protocollo: si tratta delle donne vittime di violenza inserite in “percorsi di protezione” certificati da centri antiviolenza, case rifugio o servizi sociali del comune di residenza.
Vediamo ora le misure contenute nel Protocollo. La più importante è senza dubbio la sospensione del rimborso delle rate di mutui o prestiti al consumo, che si articola come segue:
ABI e le organizzazioni sindacali si impegnano poi a continuare a collaborare per costruire una rete stabile per un continuo supporto alle vittime, e a promuovere una sensibilizzazione del sistema bancario sul tema della violenza di genere.
A fornirci un quadro di come il tema della violenza di genere si leghi a quello economico ci pensano l'Istat e la rete Dire:
Ma il problema comincia ancora a monte, nel gap di genere nell'accesso al credito, nel tasso di occupazione femminile ancora poco sopra il 50%, e addirittura nell'infanzia e adolescenza, quando le bambine ricevono un'educazione finanziaria spesso più blanda.
Per fortuna, una maggiore sensibilità delle istituzioni, ma anche degli istituti di credito e degli enti preposti alla promozione dell'educazione finanziaria (come FEduF) sta facendo nascere tutta una serie di interventi nella direzione giusta.
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