Vai al sito Mister Credit

IL BLOG DI
MISTER CREDIT

Il Protocollo d'intesa per la tutela economica delle donne vittime di violenza


Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Il 24 novembre 2025 l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e i sindacati di settore hanno siglato un importante Protocollo d'intesa per la tutela economica delle donne vittime di violenza. Il Protocollo ha lo scopo di chiamare banche e intermediari finanziari a implementare una serie di misure a protezione della sicurezza economica, del credito e del supporto nei percorsi di autonomia, a favore delle donne che subiscono violenza all'interno delle relazioni.

Scopriamo quali sono questi provvedimenti e chi può beneficiarne.

Chi può beneficiarne

Cominciamo precisando chi sono i soggetti beneficiari delle misure contenute nel Protocollo: si tratta delle donne vittime di violenza inserite in “percorsi di protezione” certificati da centri antiviolenza, case rifugio o servizi sociali del comune di residenza.

Principali misure del Protocollo di tutela

Vediamo ora le misure contenute nel Protocollo. La più importante è senza dubbio la sospensione del rimborso delle rate di mutui o prestiti al consumo, che si articola come segue:

  • Sospensione del pagamento della quota capitale delle rate in caso di mutuo ipotecario o finanziamento di credito col consumo a rimborso rateale, per tutta la durata del “percorso di protezione” fino a un massimo di 18 mesi.
  • Attivazione entro 30 o 45 giorni lavorativi (in caso di finanziamenti cartolarizzati) della sospensione dal momento dell'accoglimento della richiesta.
  • Nessuna commissione o interesse di mora si applicano al periodo di sospensione.
  • Estensione del piano di ammortamento di una durata pari a quella del periodo di sospensione.

ABI e le organizzazioni sindacali si impegnano poi a continuare a collaborare per costruire una rete stabile per un continuo supporto alle vittime, e a promuovere una sensibilizzazione del sistema bancario sul tema della violenza di genere.

Il legame tra violenza di genere e denaro

A fornirci un quadro di come il tema della violenza di genere si leghi a quello economico ci pensano l'Istat e la rete Dire:

  • Il 6,6% delle donne che ha o ha avuto un partner ha subito o subisce violenza economica. In numeri assoluti, si parla di 92.000 donne nel 2025.
  •  Tra coloro che non si considerano economicamente indipendenti, la percentuale che  subisce violenza economica è  il 42,4%.
  • Oltre la metà (53,6%) delle donne che subiscono violenza economica non ha un reddito proprio.
  • Una persona su tre accolta in un centro antiviolenza della rete Dire è disoccupata, e il 44% delle lavoratrici o pensionate non ha un reddito sicuro.

Ma il problema comincia ancora a monte, nel gap di genere nell'accesso al credito, nel tasso di occupazione femminile ancora poco sopra il 50%, e addirittura nell'infanzia e adolescenza, quando le bambine ricevono un'educazione finanziaria spesso più blanda.

Per fortuna, una maggiore sensibilità delle istituzioni, ma anche degli istituti di credito e degli enti preposti alla promozione dell'educazione finanziaria (come FEduF) sta facendo nascere tutta una serie di interventi nella direzione giusta.