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Educazione finanziaria per i giovani: come gestire il denaro


Qual è il rapporto tra i giovani della Gen Z (i nati tra la fine degli anni '90 e i primi anni '10) con il denaro? Lo rivela un’indagine condotta da Nomisma tra le ragazze e i ragazzi dai 18 ai 25 anni. Il risultato mostra alcuni tratti che non possono non destare qualche preoccupazione ed evidenziare, se ce ne fosse ancora bisogno, l'importanza dell'educazione finanziaria già in giovane età.

Da dove vengono le entrate in denaro

La ricerca rivela come 8 ragazze e ragazzi su 10 hanno avuto negli ultimi 12 mesi del denaro da gestire in autonomia, denaro che nel 57% dei casi proviene principalmente da un qualche tipo di lavoro, nel 37% da regali, nel 32% dalla “paghetta” dei genitori, il 30% da somme che vengono date all'occorrenza sempre dai genitori. Fin qui tutto abbastanza normale, ma c'è anche una cospicua parte di giovani che dichiara di ricevere principalmente il suo denaro da investimenti (18%), attività sui social (14%) e scommesse (12%). Un altro 10% l'ha avuto in prestito dagli amici.

Insomma, una buona parte dei giovani ha dichiarato di ricevere somme importanti da scommesse, pubblicità e altre attività sui social, investimenti e prestiti tra amici. Se bisogna specificare che parliamo di cifre che tendono ad essere basse (l'entrata media è di 842 € al mese), non si può non sottolineare i potenziali rischi di ricavare una parte significativa del proprio denaro nei modi citati.

1 su 5 acquista senza riflettere

Se il 42% delle ragazze e dei ragazzi tra i 18 e i 22 anni valuta con attenzione la propria disponibilità di denaro prima di acquistare qualcosa (cifra che scende leggermente al 39% nella fascia tra i 23 e i 25 anni), 1 giovane su 5 (19%) non pensa a quanto ha in tasca prima di compiere un acquisto.

Ma dove spendono i membri della Gen Z tra i 18 e i 25 anni? Principalmente in cibi e bevande da consumare a casa (48%) e fuori casa (42%). Seguono l'abbigliamento, le calzature e gli accessori (40%), i viaggi e il divertimento (entrambi al 33%). Le spese più tipiche della vita adulta, come le bollette e l'affitto, sono citate da un numero più basso di intervistati (rispettivamente 25% e 18%).

Il 35% ha un credito da restituire, il 10% investe

I prestiti riguardano ben il 35% degli intervistati, a riprova di quanto si siano diffusi negli ultimi anni grazie ad una maggiore facilità di ottenere pagamenti rateali anche, ad esempio, per piccole spese effettuate su internet. Quando si tratta di ripagare le rate, però, una parte rilevante degli intervistati, ovvero il 13%, ha dichiarato di aver avuto delle difficoltà.

Gli investimenti, com'è facile prevedere, riguardano una parte minoritaria delle ragazze e dei ragazzi. Solo il 10% ricava mensilmente del denaro da un qualche investimento, nella maggior parte dei casi con il consiglio di un membro della famiglia. Tuttavia, 2 giovani su 10 dichiarano di investire in criptovalute e altri prodotti simili, e solo il 20% di chi investe è in grado di valutare correttamente i rischi.

L'importanza dell'educazione finanziaria in famiglia e a scuola

Spesso si tende a pensare che prestiti, investimenti e gestione del denaro in generale siano temi che riguardano gli adulti, ma la realtà è che il proprio rapporto con il denaro si costruisce in gran parte in giovane età. Ecco perché è così importante l'educazione finanziaria, prima di tutto in famiglia (che rimane il principale punto di riferimento di ragazzi e ragazze quando si parla di denaro), ma anche nella scuola.

Comportamenti rischiosi come spendere troppo denaro rispetto alle proprie disponibilità, magari affidandosi al credito, o fare affidamento su fonti di entrate imprevedibili come scommesse e investimenti poco sicuri, rappresentano cattive abitudini che possono avere conseguenze anche in futuro. Ad esempio, andando ad intaccare il proprio profilo di affidabilità creditizia, rendendo più difficile ottenere crediti negli anni a seguire, magari per progetti più importanti come l'acquisto di una casa.

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