Falla in iPhone, Zoom a rischio malware e falsi buoni spesa

Sono state scoperte pericolose falle di sicurezza nell’App Mail di Apple e nel sistema di comunicazione video Zoom che può essere sfruttato dagli hacker per veicolare malware. Attenti alle nuove cybertruffe su Amazon e supermercati

L’Italia continua a essere uno dei Paesi più colpiti dalle truffe dei cyber criminali. Secondo i dati contenuti nel nuovo report annuale di Trend Micro, “The Sprawling Reach of Complex Threats”, il nostro Paese è quarto al mondo per spam ricevuto, al settimo posto per attacchi malware subiti e al secondo posto in Europa per quelli ransomware: 17.120.526 le minacce malware individuate e 851.725 i siti malevoli ospitati in Italia bloccati nel corso del 2019.

Numeri elevatissimi che confermano la crescita costante e la pericolosità del fenomeno. I malintenzionati, come ben sappiamo, escogitano sempre nuovi stratagemmi per entrare in possesso dei dati sensibili di privati e aziende e commettere frodi creditizie.

Come difendersi? Innanzitutto con la conoscenza tempestiva delle nuove minacce. Ecco una rassegna delle cyber truffe segnalate nelle ultime settimane.

FALLA DI SICUREZZA IN IPHONE E IPAD

La società di sicurezza informatica ZecOps ha scoperto una grave falla di sicurezza che riguarda i cellulari e i tablet di Apple. La vulnerabilità, presente già dal 2012, è stata trovata nel client di posta elettronica predefinito di Apple iOS, Posta, e permetterebbe a un utente malintenzionato di rubare dall’esterno i dati contenuti nel dispositivo. Apple è al lavoro su una patch che sarà rilasciata con il prossimo aggiornamento. Per evitare questo tipo di rischi il consiglio è di mantenere sempre aggiornati il sistema operativo e i software di tutti i dispositivi.

ZOOM, ATTENTI AL MALWARE

La notorietà di Zoom, piattaforma di videoconferenza diventata popolare nelle settimane di “lockdown”, è sfruttata dai criminali informatici per diffondere malware – in grado di rubare dati personali e denaro – attraverso versioni “infette” dell’applicazione. Per evitare qualunque rischio, non installiamo Zoom o qualsiasi altra applicazione cliccando su link non verificati, ma solo dal sito ufficiale, dal Play Store o dall’App Store.

LA FALSA EMAIL DA AMAZON

“Il tuo account è stato bloccato!”. È il messaggio contenuto in una falsa email con il logo contraffatto di Amazon che sta circolando in questi giorni e che invita a cliccare su un link per ottenerne lo sblocco. Si tratta di un tentativo di phishing, un’esca per sottrarre i nostri dati personali e finanziari. Per proteggerci da questo tipo di truffe, non clicchiamo mai su link di dubbia provenienza e verifichiamo sempre con la massima attenzione l’autenticità dei siti internet o delle app prima di inserire i nostri dati.

I FALSI BUONI SPESA DEI SUPERMERCATI

Come abbiamo già visto in un altro articolo, i cyber criminali stanno utilizzando la pandemia di COVID-19 per commettere frodi. Tra le più virali in rete in queste ultime settimane è la truffa dei falsi buoni spesa dei supermercati. Con messaggi come “Il supermercato XYZ ha annunciato che regalerà un coupon gratuito di 500 € durante lo stato di emergenza…”, diffusi soprattutto su WhatsApp e sui social network, utilizzando i loghi contraffatti di note catene di supermercati i truffatori invitano i consumatori a cliccare su falsi siti internet dove inserire i propri dati personali per ricevere i fantomatici voucher. Come difendersi? Usiamo sempre il buon senso, diffidiamo di regali e offerte troppo strabilianti per essere reali e non clicchiamo mai su link di cui non siamo sicuri al 100%.

PIÙ SICURI CON MISTER CREDIT

Per approfondire l’argomento cyber sicurezza, possiamo consultare l’alfabeto della sicurezza, con le 21 cose da sapere per tutelarci da truffe, frodi online e furti d’identità.

Infine, per una sicurezza completa, possiamo rivolgerci a servizi come Sicurnet, per controllare la circolazione dei nostri dati personali e finanziari sul web, o come Identikit, che ci avvisa ogni volta che una linea di credito viene aperta a nostro nome.

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