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Il contrasto al cyberbullismo tra nuove leggi e campagne informative


È stata presentata a ottobre la campagna #cuoriconnessi, promossa dalla Polizia di Stato per contrastare bullismo e cyberbullismo, informando e incontrando i giovani che ne sono spesso vittime indifese. Oltre a incontri sul territorio nazionale, esiste anche un sito, Nocyberbullismo.it, che contiene informazioni utili per i ragazzi. La Polizia ha anche reso disponibili alcuni consigli importanti:

  • raccontare a genitori, insegnanti o a persona adulta di fiducia le prepotenze subite, in modo da valutare se sporgere denuncia;
  • non rispondere alle persecuzioni ma salvare tutti i messaggi minacciosi, annotare i tempi delle telefonate, i luoghi virtuali della persecuzione, per circostanziare al meglio l'eventuale denuncia;
  • cambiare il proprio indirizzo e-mail o il numero di cellulare se possibile;
  • segnalare al sito commissariatodips.it comportamenti scorretti e vessatori subiti online.

Nel frattempo, la Camera dei deputati ha approvato una legge su bullismo e cyberbullismo, legge che ora è tornata all’analisi del Senato. La legge definisce come bullismo “l'aggressione o la molestia, da parte di singoli o più persone, nei confronti di una o più vittime allo scopo di ingenerare in essi timore, ansia o isolamento ed emarginazione” e come cyberbullismo il “fenomeno che si manifesta attraverso un atto o una serie di atti di bullismo che si realizzano attraverso la rete telefonica, la rete Internet, i social network, la messaggistica istantanea o altre piattaforme telematiche”. La legge prevede che la vittima di cyberbullismo possa chiedere di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti ritenuti offensivi entro 48 ore, per poi passare, in caso di inadempienza, al Garante della Privacy. In ogni scuola sarà nominato un professore referente per le iniziative contro le varie forme di bullismo, anche per creare una relazione più stretta tra ragazzi, famiglie e scuola in caso di problemi. La legge ha attirato alcune critiche, in particolare perché “scaricherebbe” la responsabilità del contrasto al cyberbullismo su operatori di Rete, scuole e Garante della privacy e perché la possibilità di chiedere ai gestori dei siti di oscurare determinati contenuti si pone su un confine molto delicato tra repressione dei reati e censura. In ogni caso, secondo gli ultimi dati, il cyberbullismo sembra un fenomeno in crescita: stando ai dati pubblicati dal quotidiano laRepubblica a fine novembre, il 35% dei ragazzi italiani dagli 11 ai 19 anni (e in particolare le ragazze tra gli 11 e i 14 anni) ha subito atti di bullismo (sondaggio Doxa Kids). Il primo strumento che possiamo dare ai ragazzi perché possano difendersi è l’educazione ai media digitali, anche con strumenti come Happy new web, i 12 suggerimenti di Mister Credit per navigare sereni.