privacy-dati-garanteAll’inizio dell’estate, il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro ha presentato una relazione alla Camera parlando di innovazione e protezione della privacy dei cittadini.

“Nella società digitale, noi siamo i nostri dati e la vulnerabilità dei dati è vulnerabilità delle nostre persone”, ha esordito Soro. Ne abbiamo parlato spesso anche qui sul blog di Mister Credit: dati personali e big data, informazioni che le aziende raccolgono su di noi ogni giorno per poi proporci pubblicità e contenuti personalizzati.

In tutto questo, la difesa della nostra vita privata passa prima di tutto dalla consapevolezza e dalla conoscenza degli strumenti che usiamo. Ecco perché, secondo il garante, “c’è bisogno di una nuova alfabetizzazione che promuova comportamenti attivi e informati per gestire con prudenza i nostri dati e, dunque, anche l’approccio divulgativo diventa parte essenziale dei compiti dell’Autorità. Tutte le istituzioni sono chiamate a un supplemento di impegno per ridurre e cancellare la distanza che separa la tutela dei cittadini nello spazio digitale rispetto a quelle consolidate e garantite nello spazio fisico.

Altra preoccupazione, oltre alla raccolta di dati da parte delle aziende, la raccolta del traffico dei cittadini da parte dei governi: sui media continuano ad arrivare rivelazioni sull’attività della NSA americana, ma altri Paesi – come la Francia – hanno approvato leggi emergenziali che puntano a un controllo massiccio e indiscriminato delle comunicazioni. Come è possibile tutelare i cittadini di fronte a questa situazione?

In questo caso consapevolezza e conoscenza dei cittadini potrebbero non essere sufficienti. I governi devono fare la loro parte per non sacrificare le libertà civili in nome di una male interpretata sicurezza. Ancora, nelle parole di Soro: “dobbiamo contrastare la ricorrente tentazione di considerare le libertà civili come un lusso che non ci possiamo permettere di fronte alla minaccia terroristica”.

E mentre anche il concetto di privacy continua a cambiare (e cambierà ancora di più in futuro), gli strumenti che abbiamo per non renderci e per non rendere i nostri dati vulnerabili è un uso consapevole di tutto ciò che abbiamo a portata di clic.