Furto d’identità e personaggi famosi

I furti di identità, in aumento, non risparmiano nemmeno i personaggi più conosciuti. Qualcuno potrebbe pensare che, grazie alla loro notorietà, potrebbero essere più tutelati. Ma non è sempre così, come dimostrano i seguenti casi di cronaca.

È successo a presentatori tv, come Fabio Fazio: qualcuno aveva aperto una pagina Facebook a suo nome e in molti l’avevano presa per ufficiale, almeno fino alla smentita (su Twitter) del diretto interessato: “Ribadisco che non ho alcun profilo Fb e che trovo inaudito che non sia un reato appropriarsi dell’identità altrui”. Gli autori della pagina hanno poi chiarito l’equivoco e il caso si è risolto senza nessun danno. Ma non fila sempre così liscia.

Grazie ai social network, è facile per chiunque creare un profilo che finga di essere quello di un personaggio famoso. Tra i nomi che sembrano essere più gettonati troviamo quelli di Monica Bellucci e di Fiorello, di Alessia Marcuzzi e di Belen Rodriguez. Di solito questo avviene con intenti parodici (e spesso è specificato), ma non è sempre così, come nel caso del falso account Twitter di Moira Orfei, con tweet che spesso contenevano affermazioni al limite della volgarità e del rischio diffamazione. L’account è stato sospeso grazie a una segnalazione perché violava le regole per la gestione di account parodici di personaggi famosi.

Le vittime sono anche scrittori. Gianluca Mercadante ha scoperto che qualcuno usava una sua foto per un profilo Facebook a cui corrispondeva un altro nome. Mercadante si è rivolto alla Polizia postale che ha confessato di avere le mani piuttosto legate. “Bisogna perciò riflettere a lungo su cosa pubblicare via internet”, ha commentato a La Stampa lo scrittore, “perché una volta messo lì non è più nostro – e abbiamo spesso sottoscritto a priori tanto di contratto affinché ciò avvenga nella piena legalità”.

Un altro scrittore vittima di furto d’identità e questa volta con annessa truffa è stato Giuseppe Culicchia. L’episodio risale al 2007 e da allora molto è cambiato nella conoscenza del reato e nella gestione delle denunce (procedura che rimane comunque complessa). Si può leggere il racconto divertente (a posteriori) dell’avventura dello scrittore per recuperare la sua identità, tra stupore, Polizia e uffici legali, fax e richieste contrastanti.

[AGGIORNAMENTO] Nemmeno il Papa viene risparmiato dal fenomeno del furto d’identità sul web. Domenica 6 luglio è stata hackerata una pagina non ufficiale dedicata proprio a Papa Francesco. Questo evento ha portato in evidenza le moltissime pagine dedicate a Papa Bergoglio, tutte ricche di likers: nessuna è ufficiale, visto che il pontefice ha preferito Twitter come canale di comunicazione social.

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