mrc_nl_37Lo abbiamo visto la settimana scorsa: in Italia, le frodi creditizie realizzate attraverso furti di identità continuano ad aumentare.

Nel primo semestre 2013 i casi individuati sono stati più di 10.000. Davanti a un fenomeno illegale sempre più diffuso, dobbiamo essere consapevoli dei rischi che corriamo.

Gli strumenti più usati dai ladri di identità sono: clonazione della carta di credito, spam, phishing, adesione a contratti falsi e vishing (cioè telefonate che fingono di provenire dalla propria banca).

Come difenderci da queste insidie?

Prima di tutto dobbiamo alzare il nostro livello di allerta: meglio essere diffidenti che vittime di truffa. Attenzione anche a ciò che condividiamo online: spesso i ladri di identità ricorrono a informazioni che noi stessi abbiamo pubblicato su siti e social network. Un esempio semplice? Se abbiamo condiviso una foto del nostro cane e il suo nome è la password della nostra casella di posta elettronica abbiamo fatto un grande regalo ai malintenzionati.

Le informazioni contenute nei nostri profili pubblici possono essere usate anche per preparare esche perfette per farci cadere in trappola: è il meccanismo che sta alla base del phishing e delle altre truffe che arrivano via email. Attenzione ai messaggi che ci arrivano in buchetta, quindi.

Un’altra importante barriera difensiva sono le password che scegliamo per i servizi a cui siamo iscritti: è meglio usare una password diversa per ogni profilo e assicurarsi che sia a prova di violazione.

Non bisogna dimenticare di aggiornare sempre programmi e sistemi operativi: spesso le vulnerabilità delle vecchie versioni sono utilizzate per installare software malevolo (in grado di spiare e rubare le nostre password, per esempio).

Computer, smartphone e tablet sono a rischio anche quando decidiamo di rivenderli o di buttarli: dobbiamo essere sicuri che i nostri dati siano stati eliminati definitivamente, perché altrimenti recuperarli potrebbe non essere così difficile se il ladro di identità dispone degli strumenti giusti.

Ma non è solo alla tecnologia che dobbiamo fare attenzione: c’è anche chi recupera dati sensibili dalla spazzatura. Ogni volta che buttiamo un documento che contiene informazioni su di noi, è meglio renderlo illeggibile prima che finisca nel cestino.

Paranoia? No: quando si tratta della sicurezza dei nostri dati, l’attenzione non è mai abbastanza!