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Gli italiani sono sempre più propensi a utilizzare il credito per sostenere sia i grandi progetti che i consumi: è una tendenza che la Mappa del credito, elaborata da noi di Mister Credit e CRIF, sottolinea ormai da molto tempo. La sua edizione più recente non solo la conferma, ma fa emergere un altro importante dato, ovvero che a crescere oggi è anche la rata media pro capite.
È una crescita dell'1,8% rispetto al 2025 quella che riguarda la percentuale di italiani maggiorenni con un contratto di credito attivo. In particolare, la quota più significativa tra le forme di credito è stabilmente occupata dai prestiti finalizzati, a conferma dell'importanza che ha assunto il ricorso ai finanziamenti per sostenere i consumi delle famiglie.
Se, infatti, i mutui rappresentano il 23,9%, dato sostanzialmente stabile negli ultimi due anni, i prestiti personali arrivano al 30,4% (in crescita dell'1,1% rispetto al 2025). Registra, invece, una leggera flessione al ribasso (-1,4% dal 2025) la quota dei prestiti finalizzati, che però rimane saldamente al comando con il 45,7%.
In controtendenza rispetto all'anno scorso risulta la crescita della rata media mensile e dell'importo residuo per estinguere il credito. La prima è oggi di 285 € pro capite rispetto ai 278 € del 2025 e del 2024. L'importo medio residuo è invece di 32.899 €, in crescita rispetto ai 31.637 € del 2025, ma ancora lontano dagli oltre 35.000 € del 2024.
Il trend pare dunque quello di un aumento dell'ammontare del debito, e di conseguenza delle rate, a carico degli italiani, probabilmente legato alla crescita della quota dei mutui. Nonostante questo, però, rimane contenuto il rischio di credito, che risulta pari all'1,5%. Ottenere un prestito resta una sfida per molti, complice un approccio prudente da parte delle banche. Una cautela che, d'altra parte, aiuta a garantire una maggiore sostenibilità dei prestiti erogati.
Sono tendenzialmente le regioni del centro-Nord quelle in cui si registra un ricorso più elevato al credito. In testa troviamo la Toscana, dove ben il 69,2% della popolazione maggiorenne ha un finanziamento attivo, seguita dal Lazio (67,4%) e dalla Valle d'Aosta (66,5%). Tra le regioni meno indebitate ci sono il Trentino-Alto Adige (37,9%), la Basilicata (48,8%) e il Molise (53,3%).
Se il Trentino-Alto Adige ha il primato di regione con il minore ricorso al credito, ha però anche quello della rata più elevata con una media pro capite di 455 € al mese. Seguono la Lombardia, il Veneto, l'Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia. Le stesse regioni sono anche in vetta alla classifica dell'esposizione residua media, intesa come somma degli importi pro capite ancora da rimborsare per estinguere i finanziamenti in essere.
Interessanti anche i dati che riguardano le fasce d'età in cui si fa maggiore richiesta di finanziamenti. In effetti, ben 4 persone su 5 tra i 41 e i 50 anni risultano avere un credito attivo. Il ricorso è inferiore tra i più giovani, dal momento che scende al 30,7% sotto i 30 anni.
E per quanto riguarda il genere delle persone che accedono al credito? Per il 59% si tratta di uomini. La quota delle donne cresce significativamente solo per quanto riguarda i mutui, che spesso sono suddivisi tra più persone. Le donne inoltre tendono ad avere a carico rate più basse.
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