Vai al sito Mister Credit

IL BLOG DI
MISTER CREDIT

Come usare l'IA senza rinunciare alla privacy


Tempo di lettura stimato: 3 minuti

L'intelligenza artificiale è ormai entrata nelle nostre vite: che sia sul lavoro, nello studio, per ricevere risposte rapide alle nostre domande, per generare immagini o persino come “amico” virtuale con il quale sfogarci, la usiamo su base quotidiana o quasi. Ma, come avvisano molti esperti – tra cui il Professor Matteo Flora, che abbiamo intervistatol'IA presenta alcune problematiche per la nostra privacy, che non possiamo ignorare. La situazione è ancora più critica soprattutto in questo periodo di transizione in cui non è stata ancora redatta e implementata una regolamentazione completa sulle tecnologie di IA.

L'intelligenza artificiale è un rischio per la privacy?

Le statistiche ci dicono che sono ormai 13 milioni gli italiani che usano l'IA e, di fronte alla questione della privacy, molti adottano un approccio che potremmo definire fatalista. Se vogliamo utilizzare l'intelligenza artificiale, si dicono, il prezzo è quello di consentire alle aziende che operano nel settore di avere accesso ai nostri dati sensibili.

Ma è davvero così? La risposta è no. Si può, e si deve, utilizzare l'IA senza rinunciare alla privacy. Basta mettere in campo alcuni accorgimenti, che diventano ancora più importanti quando l'AI è uno strumento di lavoro, in azienda o nella propria attività professionale, ed entrano in gioco anche problematiche di conformità con le leggi italiane ed europee, come il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati). Andiamo a vedere quali sono.

Leggere le informative sulla privacy degli strumenti di AI

Conoscere le policy riguardanti la privacy degli strumenti di intelligenza artificiale è indispensabile per sapere esattamente quali dati utilizzano e se sono previste delle opzioni di opt-out (cioè, la possibilità di negare o revocare il consenso). In effetti, alcune aziende lasciano più libertà di scelta agli utenti rispetto ad altre: ecco che si può pensare di passare a quelle che offrono maggiori opportunità in termini di opt-out, o che fanno della privacy degli utenti un vero punto di forza.

Anonimizzazione dei documenti

Un'altra pratica fondamentale da applicare per conciliare IA e privacy è l'anonimizzazione dei documenti. Questo significa che tutti i dati personali presenti nei documenti che condividiamo con un tool di IA vanno rimossi e sostituiti da dei segnaposto (ad esempio Persona A, Persona B, ecc.). È possibile farlo manualmente, oppure utilizzare degli appositi software. Tieni a mente che non occorre eliminare solo i nomi, ma anche le date, i luoghi e qualunque elemento di riconoscibilità. D'altra parte, le IA non hanno bisogno di sapere tutto di noi (o dei nostri clienti) per fornirci le risposte di cui abbiamo bisogno, dal momento che funzionano sulla base di schemi e comportamenti.

Utilizzo dell'IA in locale

L'opzione migliore per proteggere la propria privacy in relazione all'IA è quella di smettere di usare gli strumenti in cloud per passare a quelli che funzionano in locale, vale a dire direttamente sul proprio hardware, senza inviare le informazioni all'esterno. Questa scelta è possibile sia su smartphone che su PC, ma è necessario possedere scheda grafica (GPU) e memoria di buon livello.

Vuoi un alleato in più per proteggere la tua privacy online? SICURNET è il servizio di Mister Credit che monitora la diffusione dei tuoi dati personali e finanziari in rete 24 ore su 24 e 365 giorni l'anno, inviandoti una notifica immediata quando sono esposti ai malintenzionati, anche sul Dark Web!

Hai un'azienda? C'è SICURNET BUSINESS, che verifica quali sono i rischi informatici a cui la tua azienda è esposta, monitora la circolazione sul dark web dei tuoi dati aziendali e tiene la situazione sempre sotto controllo.