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Iperconnessi fin dalla tenera età, giovani e giovanissimi vivono dalla loro esposizione al mondo online conseguenze spesso molto più gravi di quello che noi adulti immaginiamo. Lo dicono, tra gli altri, i dati di un recente studio pubblicato da una nostra vecchia conoscenza, la Fondazione Carolina, realtà che ormai da molti anni si occupa di cyberbullismo e disagio giovanile legato in particolare all'uso del digitale.
Tra i minori di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, ben tre su quattro sperimentano forme di malessere legate all'uso della rete: è uno degli inquietanti dati che emergono dallo studio di Re.Te., il Centro di recupero e supporto terapeutico per i disagi giovanili lanciato dalla Fondazione Carolina.
In particolare, lo studio parla di ben 700.000 adolescenti iperconnessi, che a causa del troppo tempo trascorso in rete rischiano di perdere il senso della realtà. I bambini al di sotto dei 14 anni trascorrono online fino a 8 ore al giorno nelle giornate di scuola, e circa 10 ore nei giorni di vacanza.
Un ambiente, quello online, in cui, secondo uno studio pubblicato dalla Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss), due ragazzi su tre tra gli 11 e i 24 anni hanno ricevuto almeno una volta messaggi sessualmente espliciti, e in cui il 12,8% di loro ha condiviso immagini intime di altre persone senza il loro consenso.
E gli adulti? Purtroppo, sempre secondo i ragazzi stessi, non conoscono davvero quello che accade in rete ai loro figli.
Oltre la metà degli adulti, secondo i ragazzi oggetto dello studio, non conoscono il significato di termini che indicano fenomeni molto comuni nel mondo dei giovanissimi. Tra questi il sexting, cioè lo scambio di messaggi sessualmente espliciti, e il vamping, ovvero le nottate trascorse online, in genere davanti allo smartphone.
Non solo, ma a seguito dell'indagine “Tu come stai?”, durante la quale la Fondazione Carolina ha intervistato 5.600 giovani e giovanissimi, il 55% ha dichiarato di non avere al proprio fianco adulti capaci di prendersi davvero cura di loro. Adulti che troppo spesso consegnano ai loro figli uno smartphone troppo presto, prima dei 10 anni in 4 casi su 10.
Sono moltissime le iniziative che la Fondazione Carolina ha lanciato dal momento in cui noi abbiamo intervistato il suo Segretario Generale Ivano Zoppi.
Tra queste c'è Di.Re., il Centro per il Recupero Terapeutico dei disagi giovanili, che offre servizi psicologico-educativi a supporto dei giovani tra gli 11 e i 21 anni e delle loro famiglie. Con un percorso personalizzato e un approccio olistico, Di.Re. si occupa di affrontare un ampio spettro di problematiche giovanili in crescita negli ultimi anni, dall'inserimento sociale in seguito al compimento di reati all'isolamento sociale, passando per l'ansia, la dipendenza da internet e, naturalmente, il cyberbullismo.
Vuoi contattarli per saperne di più o ricevere supporto? Puoi trovarli al numero di telefono 3298019584 o all'indirizzo e-mail rete@fondazionecarolina.org
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