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Anche le auto nel mirino degli hacker: come proteggersi


Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Viaggiare in un'auto che offre servizi connessi a Internet è senza dubbio una comodità, ma si tratta di una comodità non priva di rischi. Come dimostrano molti casi di cronaca degli ultimi anni, infatti, il settore automotive è di grandissimo interesse per i cybercriminali che vogliono impossessarsi dei nostri dati. Scopriamo dunque come proteggerci dagli hacker mentre siamo alla guida della nostra auto!

L'automotive sotto attacco

Da Renault a BMW, passando per Stellantis, Subaru, Volvo, Jaguar Land Rover, Dacia e Volkswagen, sono pochi i grandi marchi di auto a non aver subito seri danni da uno o più attacchi hacker. La ragione è molto semplice: i dati.

I database delle aziende automobilistiche sono infatti una vera e propria miniera di dati personali: quelli dei dipendenti, senza dubbio, ma anche quelli dei clienti, che possono poi essere utilizzati per compiere un ampio ventaglio di attività illegali. Tra queste, ci sono il furto d'identità, magari a scopo di frode creditizia, o lo spear phishing, vale a dire il phishing mirato realizzato con un elevato livello di personalizzazione dei messaggi malevoli, che li rende particolarmente efficaci.

Ma come fanno gli hacker a violare i sistemi informatici delle aziende automotive? Spesso, passando attraverso i sistemi dei loro fornitori, più vulnerabili e meno solidamente protetti. È quanto accaduto a Renault UK, che a causa della vulnerabilità di un fornitore ha subìto un data breach che ha esposto i dati di migliaia di clienti Renault e Dacia.

Il mega furto di dati che ha riguardato circa 800.000 veicoli Volkswagen, Seat, Audi e Skoda a fine 2024 è invece stato causato da un errore di sviluppo nella piattaforma dei veicoli elettrici del gruppo Volkswagen. Nel caso di Subaru, invece, la breccia, per fortuna riparata, sembra, senza grossi danni, è stata dovuta a una vulnerabilità del sistema Starlink dell'azienda.

Quali dati sono in pericolo?

I dati che possono finire nelle mani sbagliate a seguito di un attacco hacker ai sistemi dell'auto (o meglio, della casa produttrice e di tutte le aziende terze a cui si affida per offrire i suoi servizi informatici) sono tra i più importanti e preziosi:

  • Dati anagrafici
  • Informazioni di contatto
  • Documenti d'identità
  • Indirizzo di abitazione
  • Dati di geolocalizzazione.

Questo significa che i cybercriminali, e chiunque decida di acquistare da loro i nostri dati, non solo possono sapere chi siamo e come contattarci, ma anche conoscere nel dettaglio i nostri spostamenti e le nostre abitudini. Questo può metterci in pericolo sia in caso qualcuno voglia farci del male, sia rendere molto più efficaci le truffe compiute ai nostri danni.

Conoscendo le nostre abitudini (ad esempio i nostri ristoranti preferiti, il nome della nostra palestra o della scuola dei nostri figli), i criminali potrebbero realizzare attacchi phishing molto più realistici e difficili da smascherare, o ricattarci minacciando di divulgare informazioni private.

Non è un caso, infatti, che le case automobilistiche di lusso siano tra quelle più prese di mira dagli hacker, che tramite i loro sistemi possono accedere ai dati di personaggi di alto profilo, come politici, imprenditori e manager d'azienda.

Come proteggerci dagli attacchi hacker contro il settore dell'auto

Scopriamo ora alcuni consigli per ridurre al minimo il rischio di vedere violati i nostri dati in questo ambito:

  • Minimizzare i dati condivisi con i sistemi dell'auto, condividendo solo quelli necessari
  • Disattivare i servizi inutilizzati
  • Implementare l'autenticazione a due fattori ovunque possibile, ad esempio sull'app legata alla vettura
  • Non connettere i sistemi dell'auto a reti Wi-Fi pubbliche.

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