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SIC: cos’è e come funziona un Sistema di Informazioni Creditizie


Oggi vogliamo parlarvi di un tema di interesse per tutti coloro che richiedono un prestito, che si tratti di singoli cittadini o aziende: parliamo dei SIC.

In questa breve guida ti spiegheremo cosa sono i SIC, come funzionano e che cosa significano per chi richiede un finanziamento.

Cos’è il SIC

L’acronimo SIC sta per “Sistema di informazioni creditizie”, ed è una banca dati di proprietà privata che raccoglie le informazioni sui finanziamenti che gli istituti di credito hanno erogato o che sono stati richiesti da singoli cittadini o aziende.

Sono nati per permettere alle società che erogano i prestiti di verificare l'affidabilità creditizia del richiedente in maniera rapida ed efficiente, e per poter fornire in tempi brevi una risposta basata su informazioni solide.

In pratica, accedendo alle informazioni contenute in un SIC una banca può scoprire se la persona o azienda che ha richiesto un prestito è affidabile e avrà le capacità economiche per ripagarlo, se ha già dei finanziamenti in atto, se in passato non è stata in grado di rimborsare un finanziamento, o se al contrario l'ha fatto in maniera regolare.

Il più importante SIC italiano è quello di CRIF e si chiama EURISC.

Quali informazioni su di me hanno i SIC?

Se ti stai chiedendo quali informazioni relative ai tuoi prestiti sono contenute nel SIC i SIC raccolgono solo i dati relativi ai finanziamenti in essere e a quelli passati, che, come da normativa, vengono conservati solo per un certo periodo di tempo.

Le informazioni relative ai finanziamenti emessi e ripagati in modo regolare vengono conservate sul SIC per 36 mesi dal momento in cui il finanziamento scade o viene interamente ripagato. Per quanto riguarda le informazioni negative, invece, rimangono in memoria per più o meno tempo a seconda della loro gravità.

Ad esempio, se una richiesta di finanziamento viene rifiutata da un istituto di credito o il richiedente la abbandona, tale dato rimarrà nel SIC per 90 giorni. Una morosità di due rate (o relativa a due mesi) e poi regolarizzata viene mantenuta in memoria per un anno dal momento in cui la regolarizzazione è avvenuta. Morosità più importanti, ma sanate, vengono conservate per 24 mesi, mentre quelle non sanate per 36 mesi.
Non è dunque corretto pensare di “essere stato segnalato al SIC”: il SIC è una mera banca dati, contenenti tutte le informazioni creditizie, non solo quelle relative ai mancati pagamenti.

Se sono registrato in un SIC significa che sono un cattivo pagatore?

No, essere registrato in un SIC significa soltanto aver avuto in qualche modo a che fare con un finanziamento, quando lo si è ottenuto ma anche solo richiesto. Non è insomma niente di negativo!

Per quanto riguarda il concetto di “cattivo pagatore” e come si fa a diventarlo, in un altro post abbiamo già affrontato l'argomento, ma facciamo un riassunto.

Perché un inadempimento, cioè un mancato pagamento di una rata, in un prestito venga registrato in un SIC occorre che esso riguardi due rate o due mesi di rimborso. Inoltre, l'istituto di credito ha l'obbligo di avvisare il cliente, dandogli 15 giorni per rimettersi in regola o verificare che non ci siano stati disguidi.

Se questo non è possibile, la segnalazione verrà di conseguenza effettuata e rimarrà in memoria con i tempi citati più sopra e stabiliti per legge, non a discrezione del SIC o degli Istituti di Credito. Non quindi per sempre.

Rifiuto di un prestito: come influisce il SIC

Per quanto riguarda la relazione tra l'esito di una richiesta di prestito e i SIC, è importante fare una precisazione. Le banche e le finanziarie non decidono se erogare o meno un finanziamento solo sulla base delle informazioni contenute nei SIC, ma anche di criteri come il reddito e altre garanzie.

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