#Zerobullismo: un contest per dire stop al cyberbullismo e ai bulli della rete

“Utilizza la tua creatività per dire stop al bullismo in rete o per raccontare il mondo dei social”. È questo l’obiettivo di #Zerobullismo, un concorso nazionale – organizzato con il contributo dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza – rivolto alla “Generazione Zero”, ovvero a tutti i bambini degli ultimi anni di scuola Primaria, ai ragazzi di scuola Secondaria e ai giovani delle Superiori.

Per sensibilizzare a un uso consapevole delle nuove tecnologie e contro il cyberbullismo, #Zerobullismo invita a raccontare una storia, inventata o realmente accaduta, attraverso un testo scritto, un video oppure un’opera musicale, che tratti uno di questi temi: “l’uso delle nuove tecnologie e dei nuovi mezzi di comunicazione, ponendo particolare attenzione ai social; la consapevolezza della utilità della rete e delle nuove tecnologie ed i rischi; la privacy delle informazioni e delle immagini; il cyberbullismo”.

È possibile partecipare individualmente, con un gruppo di amici oppure come scuola, entro il 31 maggio 2019. Le storie selezionate dalla giuria verranno premiate a luglio all’Italia Campus Party a Milano. Per maggiori informazioni: www.zerobullismo.com.

CYBERBULLISMO, LE COSE ESSENZIALI DA SAPERE PER CONOSCERLO, COMBATTERLO E PREVENIRLO

Cos’è il cyberbullismo e come viene definito dalla legge

Quando si parla di cyberbullismo si fa riferimento a una forma di bullismo online che utilizza le nuove tecnologie per intimorire, molestare, deridere e danneggiare altre persone.
La normativa definisce il cyberbullismo come “Qualsiasi forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione e diffusione illecita di dati personali realizzata per via telematica a danno di un minore, allo scopo di isolarlo, attaccarlo o metterlo in ridicolo” (cfr. art. 1, legge n. 71/2017).

Le modalità con cui le persone realizzano atti di cyberbullismo sono molteplici, ad esempio:

  • Pettegolezzi sui social
  • Diffusione di immagini o video imbarazzanti
  • Furto d’identità al fine di danneggiare l’immagine della vittima sui profili social
  • Insulti e minacce pubbliche (social) o private (chat/mail)

Cosa fare se si è vittima di Cyberbullismo: a chi rivolgersi e come tutelarsi
Un minore che subisca un atto di cyberbullismo può chiedere al gestore del sito internet o del social media su cui è stato pubblicato un contenuto che lo riguarda ritenuto offensivo di rimuoverlo, oscurarlo, o bloccarne la diffusione. La richiesta può essere mandata direttamente dal minore, se ha più di 14 anni, altrimenti dal genitore o dal soggetto che ne ha la responsabilità. Entro 48 ore dall’invio della richiesta, se il gestore non provvede (o non è stato possibile identificarlo), l’interessato può chiedere l’intervento del Garante privacy, che provvede entro 48 ore.

Modulo per denunciare il cyberbullismo
Per segnalare questi episodi si può scaricare e compilare il “Modello per segnalare episodi di bullismo sul web o sui social network e chiedere l’intervento del Garante per la protezione dei dati personali” e inviarlo per e-mail all’indirizzo: cyberbullismo@gpdp.it
PIÙ EDUCAZIONE DIGITALE CONTRO IL CYBERBULLISMO

Per aiutare i nostri figli a difendersi dal cyberbullismo e dai pericoli della Rete l’arma migliore che abbiamo a disposizione è l’educazione digitale. Uno strumento come Happy new web, i 12 suggerimenti di Mister Credit per navigare sereni, può essere un buon punto di partenza.

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