Se il robot (o il giocattolo) ti spia

Spesso siamo così entusiasti dei nuovi gadget tecnologici da far passare in secondo piano la nostra sicurezza e la difesa della nostra vita privata. Ma gli elettrodomestici “intelligenti” sono davvero lì solo rendere la nostra vita più facile o hanno altre funzioni (relativamente) nascoste? E quali sono i rischi per la nostra privacy?

 

Abbiamo già sottolineato come qualsiasi dispositivo connesso a internet possa essere usato all’insaputa del suo proprietario e finire sotto il controllo di altre persone, come nel caso dei frigoriferi usati per inviare migliaia di messaggi di spam.

 

Con l’arrivo dei cosiddetti assistenti domestici, come Google Home o Amazon Echo, i rischi sembrano moltiplicarsi. Basati sul riconoscimento vocale, questi dispositivi permettono di controllare una serie di funzioni della casa (aria condizionata, tapparelle, apertura di porte e cancelli…). Amazon Echo, per esempio, permette anche di fare acquisti su Amazon usando comandi vocali. Ma questo assistente sembra prendere ordini da qualsiasi voce che sente e non solo dai legittimi proprietari. Così una bambina che voleva una casa delle bambole l’ha acquistata senza rendersene conto e, quando la notizia è passata alla televisione, la frase ripetuta dal presentatore è stata ascoltata da altri dispositivi in altre case, facendo partire così una serie di ordini non richiesti.

 

Nonostante il caso sia stato risolto positivamente e nonostante ci sia la possibilità di attivare un codice di sicurezza per gli acquisti, il caso dimostra comunque quali rischi possano correre i consumatori. Anche perché gli assistenti domestici possono registrare tutti i suoni che captano nell’ambiente, spesso a prescindere dalla volontà degli utenti. Maggiordomi virtuali che potenzialmente si trasformano in spie in grado di recuperare molte informazioni sulla nostra vita personale.

 

L’ultimo allarme, alla fine del 2016, ha riguardato anche i giocattoli, quelli cosiddetti “intelligenti”. Giochi in grado di interagire con i bambini, sì, ma anche in grado di registrare suoni e video, accumulando così una vastissima quantità di informazioni personali sui bambini e sulle loro famiglie. Non solo: le informazioni così registrate vengono conservate su server la cui sicurezza non è sempre a prova di hacker. Una violazione dei server potrebbe comportare un furto di dati sensibili molto delicati (come immagini e geolocalizzazione di minori).

 

La prima e più importante difesa è la nostra consapevolezza: informiamoci sui prodotti che ci interessano prima di comprarli, leggiamo le istruzioni e le informative sul trattamento dei dati. Se qualcosa non ci convince, stiamo dal lato della sicurezza!

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