attacchi-informaticiIl 2016 è stato un anno in cui gli attacchi informatici hanno avuto un peso significativo: dai milioni di profili violati di Yahoo! agli attacchi di ottobre che hanno parzialmente bloccato internet (in particolare negli Stati Uniti).

In questi anni abbiamo visto come all’evoluzione tecnologica corrisponda una evoluzione delle minacce e dei rischi: da un lato questo avviene perché affidiamo sempre più dati e informazioni al digitale, dall’altro perché sono sempre di più i dispositivi connessi (compresi gli elettrodomestici).

E saranno proprio gli oggetti connessi a trasformarsi in bersagli: stampanti, frigoriferi, telecamere di sorveglianza, impianti di condizionamento potranno essere colpiti e usati come “armi” per lanciare altri attacchi informatici.

Le aziende continueranno a essere un obiettivo strategico. I dati che conservano potranno essere non solo sottratti ma anche modificati, causando enormi danni di reputazione e di fiducia sui mercati. Non sono da escludere nemmeno sabotaggi a infrastrutture industriali né vere e proprie cyber-rapine.

Continueranno a diffondersi ransomware (il software che “sequestra” i dati e chiede il pagamento di un riscatto per sbloccarli) e altre forme di malware particolarmente insidiose, tra cui i cosiddetti “impianti passivi”, ovvero malware o backdoor praticamente impossibili da identificare finché non sono attivati.

Come ogni anno, le analisi e le previsioni degli esperti di sicurezza cercano di metterci in guardia contro i rischi principali. Se da un lato è importante che le aziende migliorino i loro standard di protezione dei dati e dei dispositivi, anche noi possiamo fare la nostra parte per limitare l’esposizione ai potenziali pericoli.

Tra smartphone, computer ed elettrodomestici intelligenti scegliamo password sicure, aggiorniamo i software, non abbocchiamo alle esche che i criminali ci tendono e limitiamo la diffusione dei nostri dati personali.