Dalle auto smart a quelle senza pilota: ma sono sicure?

Sembrava dovesse essere materia per la fantascienza ancora per parecchi anni e invece le auto senza pilota potrebbero diventare una realtà diffusa nel giro di qualche anno. Certo, non ci sono ancora le auto volanti, ma la tecnologia con cui sono equipaggiati i veicoli oggi sul mercato è sorprendente. E fragile.

Sono già state fatte alcune prove di hacking delle automobili disponibili sul mercato e, purtroppo, gli attacchi sono andati a buon fine. Le varie unità di controllo elettroniche e la rete che le collega, anche a causa del fatto che sono collegate a internet, sono state controllate a distanza da esperti di sicurezza. Un virus all’interno del sistema (attraverso una connessione Bluetooth o un cd con una traccia infetta inserito nel lettore dell’auto) e da remoto potevano controllare chiusura centralizzata, climatizzatore, freni e acceleratore. Non solo: gli autori dell’esperimento sono stati in grado di modificare anche i valori di alcuni indicatori, come il livello di benzina o la pressione delle gomme. In un caso sono anche riusciti a mettere in folle un’auto che stava percorrendo l’autostrada, disattivando i freni. I rischi per la sicurezza sono evidenti, anche se la ricerca cerca di trovare nuove soluzioni.

Anche i sistemi di apertura, chiusura e messa in moto wireless sono finiti nel mirino di alcuni ricercatori che, con un kit da poche centinaia di dollari, sono stati in grado di aprire e mettere in moto molte automobili di diversi produttori.

I veicoli senza pilota attualmente in sperimentazione sono dotati di un gran numero di sensori in grado di analizzare in tempo reale ciò che accade intorno per preparare le possibili risposte a cambiamenti di situazione. L’obiettivo è che queste risposte siano migliori di quelle scelte da un essere umano. Anche in questo caso i rischi legati alla sicurezza sono seri. Un ricercatore ha infatti “accecato” il sistema Lidar, il sensore a cui si affidano le auto senza pilota, tra cui la Google Car. Grazie all’uso di un processore e di un laser a bassa energia, il sensore è stato messo fuori uso, generando un comportamento imprevedibile del veicolo.

Insomma, sembra che ci sia ancora parecchia strada da fare per vedere le auto senza pilota nelle nostre strade. E come anche nel caso degli elettrodomestici “intelligenti”, ci sono ancora molti punti controversi in termini di sicurezza e privacy. Se è possibile chiedere alle aziende di investire in sicurezza anche noi, come consumatori, dobbiamo essere consapevoli degli strumenti che usiamo e dei rischi che possono comportare.

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