Educazione finanziaria a scuola: il progetto di Miur e Banca d’Italia

Gestire con attenzione le proprie risorse economiche, capire come funzionano il credito al consumo e la finanza: temi con cui spesso anche noi adulti abbiamo qualche difficoltà. Ecco perché presentare questi argomenti ai ragazzi in età scolare può essere una mossa vincente, in grado di creare cittadini e consumatori più consapevoli.

È per questo che il Ministero della pubblica istruzione e la Banca d’Italia hanno avviato, a partire dall’anno scolastico 2008-2009, un progetto di educazione finanziaria nelle scuole. Tra le materie trattate da questi moduli formativi ci sono “la moneta e gli strumenti di pagamento alternativi al contante, la stabilità dei prezzi e il sistema finanziario”. L’anno scolastico 2014-2015 ha visto la partecipazione di 2.800 classi per un totale di 60.000 studenti.

I risultati, valutati attraverso una serie di test, hanno dimostrato che le conoscenze finanziarie degli studenti sono aumentate dopo la partecipazione alla formazione. Una valutazione positiva, dunque, soprattutto perché i ragazzi che ora sono a scuola si troveranno in futuro ad affrontare un mondo economico e finanziario più complesso di quello che hanno vissuto i loro genitori.

Anche la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (creata dall’Abi), è intervenuta nelle scuole mettendo a disposizione dei ragazzi strumenti per aiutarli a sviluppare un uso consapevole del denaro. Più di trecento le scuole partecipanti, per un totale di 21.500 studenti. La Fondazione ha inoltre avviato una mappatura delle iniziative di educazione finanziaria realizzate da oltre 500 enti pubblici e privati, per dare il via a una vera e propria strategia educativa condivisa a livello nazionale.

Tra le varie risorse disponibili online per i ragazzi, vale la pena dare un’occhiata alla pagina di materiale didattico-informativo della Banca centrale europea. Tra i temi trattati, come funzionano l’euro e la Banca centrale, quali sono i meccanismi che regolano l’inflazione, la stabilità dei prezzi e delle valute, conoscenza delle banconote e delle monete.

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