Hai mai cercato il tuo nome su Google?

Inserire nome e cognome e vedere cosa il motore di ricerca restituisce di noi: come resistere alla tentazione? La maggior parte di noi l’ha fatto almeno una volta, anche solo per curiosità. Una ricerca del Pew Research Center del 2012 ha anche rivelato che la tendenza a “cercarsi” su internet è in aumento. Gli anglosassoni hanno coniato addirittura un termine specifico per questa attività: egosurfing.

Nessuno stupore, se consideriamo l’importanza della reputazione online al giorno d’oggi: che sia per una selezione di lavoro o per l’accesso all’università, le tracce che abbiamo lasciato sul web potrebbero compromettere la nostra carriera.

La responsabile della ricerca del Pew, Mary Madden, spiegava al Corriere della Sera: “impiegati, esaminatori, partner: tutti utilizzano i motori di ricerca per scavare nel passato e nel presente delle persone. Per questo motivo la gestione della reputazione online è diventata un affare sociale e professionale per molti nell’era digitale”.

Oltre a ciò che scegliamo di condividere, spesso ci sono molte altre informazioni che diamo senza esserne consapevoli (uno degli esempi più chiari è la geolocalizzazione dei dispositivi mobili).

Se è vero che la reputazione online è diventata anche un business (chi può “ripulire” la vostra immagine digitale può chiedere fino a diecimila euro), è vero che siamo sempre noi i primi a poter decidere quali informazioni e quali dati condividere online. Non solo facendo attenzione a ciò che pubblichiamo sui nostri profili ma anche leggendo le informative sulla privacy dei servizi e delle applicazioni che usiamo ogni giorno.

Un atteggiamento fatto di consapevolezza e attenzione ci permetterà di evitare conseguenze spiacevoli: quasi tutti i servizi hanno ormai strumenti avanzati per la gestione della privacy (compresi i contenuti che ci riguardano pubblicati dai nostri contatti). Per esempio, possiamo verificare le autorizzazioni di Facebook e controllare (e cancellare) ciò che Google sa di noi.

E se cerchiamo uno strumento in più, che tenga sotto controllo la circolazione dei nostri dati personali e finanziari in rete, possiamo rivolgerci a Sicurnet.

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