social-network-identitaAbbiamo sempre più strumenti per raccontarci e raccontare la nostra vita online. Dalle fotografie alle nostre preferenze di lettura, dagli aggiornamenti su Facebook ai video, dai tweet alla nostra attività sportiva: ogni informazione che condividiamo su Internet rivela qualcosa in più di noi e contribuisce a creare l’immagine che diamo di noi stessi.

E l’immagine che scegliamo di presentare pubblicamente è ciò che noi stessi selezioniamo, ciò che vogliamo che gli altri vedano di noi.

Scrive lo psicoterapeuta Alberto Rossetti che “la distinzione tra mondo online e mondo offline sta scomparendo. Non è infatti più possibile tracciare una linea di demarcazione netta tra ciò che è online e ciò che offline. Viviamo muovendoci costantemente tra queste due dimensioni, spesso senza accorgercene.” L’esperto sottolinea anche che “se è vero che io posso cercare di capire chi sono guardando lo schermo del mio smartphone, è altrettanto vero che quello specchio digitale ci restituisce un’immagine facilmente manipolabile.

La questione, posta in questi termini, ci interroga da un punto di vista molto personale. Ma la condivisione della nostra immagine, della nostra vita, pone anche altre domande.

Affidando a un’azienda privata l’espressione della mia individualità, quale controllo posso avere sui contenuti che ho scelto di pubblicare? A essere in ballo c’è la nostra privacy, ma c’è anche la possibilità per le aziende di utilizzare le informazioni che noi stessi comunichiamo a scopi di marketing.

C’è chi immagina che nel prossimo futuro scambieremo i nostri dati in cambio di servizi e comodità (in parte accade già, in effetti). E se, grazie a uno smartwatch, una persona (o un’azienda) potrebbe essere in grado di leggere le nostre emozioni, affrontare questi interrogativi oggi può renderci più consapevoli nella nostra vita online.