smartwatch cuore privacySono gli ultimi gadget tecnologici ad arrivare sul mercato e recentemente anche Apple ha deciso di partecipare alla corsa, presentando il suo modello di orologio intelligente. Ma di cosa parliamo quando parliamo di smartwatch? Si tratta di orologi che sono veri e propri computer, che possono eseguire applicazioni (come quelle di smartphone e tablet) e che di solito sono equipaggiati con strumenti come GPS, cardiofrequenzimetro, termometro…

Gli smartwatch, come altri dispositivi personali connessi a internet, possono raccogliere e inviare informazioni su di noi. In materia di privacy, anche con questi nuovi orologi, non dobbiamo abbassare la guardia, anzi. Un recente studio ha messo in luce i possibili nuovi rischi che corriamo.

La ricerca è stata realizzata dall’Università di Pisa in collaborazione con l’Università dell’Essex (Regno Unito), l’Harvard Medical School e il Massachusetts Institute of Technology (Usa) e ha dimostrato come il battito del cuore possa essere utilizzato per rivelare le emozioni che una persona sta provando, grazie a un algoritmo matematico. Dal leggere le emozioni all’utilizzarle a fini pubblicitari il passo potrebbe essere molto breve.

È stata Federprivacy a lanciare l’allarme alcune settimane fa. Se già ora, grazie alla geolocalizzazione, potremmo ricevere messaggi pubblicitari specifici a seconda di quale vetrina stiamo guardando, presto le aziende potrebbero sapere cosa abbiamo provato guardando un determinato prodotto, analizzando le informazioni che il cardiofrequenzimetro registra sullo smartwatch.

Dobbiamo preoccuparci? Un po’. Di sicuro dobbiamo fare attenzione, come ha sottolineato il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi: “Occorre cautela nel dare il consenso quando si scarica un’app, per evitare di autorizzare in modo inconsapevole l’installazione di una vera e propria spia sul nostro polso, che comunicherebbe alle grandi aziende del marketing una moltitudine di informazioni sul nostro conto e adesso anche le nostre emozioni”.