Le parole (e le sigle) che devi conoscere sul credito al consumo

State per chiedere un finanziamento o un mutuo? Le informazioni degli istituti di credito e i contratti sono pieni di parole troppo specifiche e di difficile comprensione? Ecco una piccola guida ai termini più comuni nel settore del credito al consumo, un piccolo aiuto per essere informati ed evitare spiacevoli sorprese.

Chi ottiene un mutuo viene definito mutuatario mentre la banca che lo concede viene definita mutuante. L’ammortamento è il rimborso del finanziamento a rate periodiche, il cui importo – che prevede anche una quota di interessi – è indicato nel piano di ammortamento. Il debito residuo è la somma che il mutuatario deve ancora restituire per completare il rimborso. Il debitore può anche scegliere l’estinzione anticipata, cioè la possibilità di versare la somma rimanente prima del termine previsto dal contratto. L’estinzione anticipata potrebbe comportare il pagamento di una penale aggiuntiva (se prevista dal contratto).

La portabilità del mutuo (detta anche surroga o surrogazione) è la possibilità, per il mutuatario, di spostare il mutuo dalla banca con cui l’ha contratto a un altro istituto di credito: l’importo rimarrà lo stesso ma sarà possibile modificare le condizioni.

Un prestito si dice finalizzato quando è stato contratto per l’acquisto di un bene o un servizio specifico. La cessione del quinto dello stipendio è invece un prestito dedicato ai lavoratori dipendenti: prevede il rimborso di una rata fissa che viene prelevata direttamente dalla busta paga e non può essere superiore a un quinto dello stipendio. Se avete più prestiti in corso potete ricorrere al consolidamento del debito, che consente di unificarli tutti in unico finanziamento con un importo della rata mensile più basso e una durata maggiore.

Veniamo alle sigle. Le due più importanti da conoscere sono T.a.e.g. e T.a.n. Il Tasso annuo effettivo globale, T.a.e.g., indica il costo complessivo che il finanziamento avrà per il cliente. Comprende anche le spese di istruttoria, di apertura della pratica, le eventuali spese assicurative e di incasso delle rate. Le modalità di calcolo del T.a.e.g. sono fissate dalla legge. Il Tasso annuale nominale, T.a.n., indica la quota di interesse che il debitore dovrà versare a chi ha concesso il prestito, espressa in percentuale e su base annua. L’ultima sigla da conoscere è S.i.c., Sistemi di informazione creditizia: sono archivi informatici che contengono i dati sui finanziamenti richiesti ed erogati a privati e imprese. Queste informazioni permettono alle banche e agli istituti di credito di valutare l’affidabilità creditizia di chi richiede finanziamenti, cioè la capacità di rimborsare i prestiti contratti.

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