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Cosa sono i Sistemi di informazioni creditizie (SIC) e quali dati conservano


Questo articolo è stato originariamente pubblicato il 06/05/2013. È stato rivisto e ripubblicato a febbraio 2025.

 

Vi abbiamo consigliato di diffidare di chi offre servizi a pagamento per cancellare i dati negativi dai Sistemi di informazioni creditizie (SIC). Ma cosa sono, di preciso, i SIC?  I SIC positivi e negativi sono archivi informatici che contengono i dati sui finanziamenti richiesti ed erogati a privati e imprese da parte di banche e società finanziarie. Quali dati sono conservati nei SIC?

  • Informazioni anagrafiche del consumatore: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo.
  • Informazioni sui finanziamenti, in particolare:
  • Tipologia di credito e fase della richiesta (richiesto, accordato, estinto)
  • Piano di rimborso previsto (numero e importo delle rate)
  • Banca o società finanziaria che ha inviato i dati (visibile solo al diretto interessato)
  • Andamento dei pagamenti e debito residuo
  • Eventuali dati relativi ad attività di recupero o contenziosi (incaglio nei pagamenti, passaggio a sofferenza, passaggio a perdita, cessione a società di recupero crediti, rientro in bonis, ecc.).

Perché esistono i SIC Il mercato del credito svolge un ruolo fondamentale nell’economia di un Paese. Grazie al credito le famiglie possono finanziare i propri consumi e l’acquisto della casa. Il credito è uno strumento attraverso il quale è possibile programmare e modulare le proprie uscite monetarie in base alle entrate attese senza dover rinunciare a piccoli o grandi progetti. Affinché banche e società finanziarie possano gestire correttamente il processo di erogazione del credito è necessario che abbiano da un lato informazioni sulla capacità di famiglie e imprese di rimborsare regolarmente i propri debiti e dall’altro informazioni sugli impegni di rimborso già assunti.

La possibilità di disporre tempestivamente di informazioni complete e aggiornate sulla storia creditizia e sulla situazione di indebitamento di chi richiede credito consente quindi a banche e società finanziarie di limitare un’eccessiva assunzione di rischio e di evitare il sovraindebitamento di chi richiede credito. Dal punto di vista dei consumatori le informazioni positive contenute nel SIC rappresentano una concreta credenziale per ottenere credito in maniera veloce. Una storia creditizia positiva, testimoniata da pagamenti puntuali e finanziamenti rimborsati correttamente, è una referenza importante che funge da garanzia di rimborsi puntuali per i finanziamenti futuri.

In assenza di questa referenza le uniche forme di tutela a disposizione di una banca o di una società finanziaria, a fronte della concessione del credito, sarebbero l’ipoteca sulla casa, il pegno su un bene o la presenza di un garante. Grazie alle informazioni contenute nei SIC, gli istituti di credito possono decidere di erogare credito basandosi sulla buona storia creditizia del richiedente, senza necessariamente richiedere ulteriori garanzie reali o personali. Per quanto tempo i SIC conservano le informazioni?

 

TIPOLOGIA DI DATO ​TEMPI DI CONSERVAZIONE
Finanziamento richiesto ed in corso di valutazione 180 giorni dalla data richiesta
​Richieste di finanziamento rinunciate/rifiutate ​90 giorni dalla data dell'aggiornamento con l'esito di rinuncia/rifiuto
​Finanziamenti rimborsati regolarmente 60 mesi dalla data di estinzione effettiva dal rapporto di credito, ovvero dal primo aggiornamento effettuato nel mese successivo a tale data (in caso di compresenza con eventi positivi e di altri rapporti con eventi negativi non regolarizzati, si applica il termine di conservazione previsto con eventi negativi non sanati)
1 o 2 rate (o mensilità) pagate in ritardo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazionea condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano sempre regolari
3 o più rate (o mensilità) pagate in ritardo anche su transazione 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano sempre regolari
Finanziamenti non rimborsati (ossia eventi negativi non sanati, quali morosità, gravi inadempimenti, sofferenze) 6 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui l'ente Partecipante ha fornito l'ultimo aggiornamento (in caso di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso) e comunque al massimo fino a 60 mesi dalla data di scadenza del rapporto, quale risulta dal contratto