Hacker

I ladri di identità che richiedono micro-finanziamenti per acquistare prodotti Apple sembrano essere molti, almeno negli Stati Uniti. Nel Paese nordamericano, infatti, i numeri del furto di identità sono decisamente alti: secondo un recente studio, tra gli 8 e i 12 milioni di cittadini ne sono stati vittime (con un giro economico di 18 miliardi di dollari).

L’ultimo caso che è arrivato all’attenzione dei media riguarda una donna di settanta anni, Carol Stuber, che si è vista recapitare una fattura di 3.300 dollari per acquisti su Apple Store, una spesa realizzata grazie a un piano di finanziamento. Ma lei non ne sapeva nulla.

La signora Stuber, però, sospettava da un po’ che la sua identità fosse stata rubata e in un modo particolare: qualche tempo prima, infatti, aveva venduto un suo vecchio computer.

Anche in questo caso, l’attenzione non è mai abbastanza: siamo quasi tutti convinti che sia sufficiente cancellare un file per rimuoverlo in maniera definitiva dall’hard disk, ma non è così. Prima di tutto, è probabile che ci dimentichiamo di cancellare ogni cosa e, aspetto ancora più pericoloso, anche i file cancellati possono essere riportati alla luce se si dispone degli strumenti software giusti.

Questo vuol dire che quando vendiamo un telefono o un computer usato i nostri dati sensibili potrebbero finire in mani non fidate. Il modo migliore per garantire un hard disk usato da intrusioni esterne? C’è chi consiglia addirittura di forarlo con un trapano!

Ma torniamo al furto d’identità e alla vicenda della signora Stuber. Apple, come altri rivenditori online, consente gli acquisti attraverso una forma di finanziamento rapido che non necessita di troppi controlli: basta fornire alcune informazioni base (numero di sicurezza sociale, indirizzo e qualche altro dettaglio facilmente recuperabile da un malintenzionato) e il finanziamento viene accordato con un’attesa inferiore a un minuto.

Prima che possano essere fatte delle verifiche approfondite (per esempio se il nome della persona che acquista sia già segnalato come potenziale vittima di furto di identità), la merce acquistata viene spedita e la vittima si vede recapitare la relativa fattura.