Google: lo usiamo ogni giorno ma lo conosciamo davvero?

L’ultima importante novità di Google è piuttosto recente: in Italia è arrivata solamente qualche giorno fa. Si chiama Knowledge Graph e rappresenta l’evoluzione del motore di ricerca più usato al mondo verso il web semantico. Con questa espressione si intende un tipo di organizzazione dei contenuti e dei file che permette l’interpretazione del contenuto stesso da parte del computer che elabora la ricerca. Cosa significa? Che Google, in questo caso, sarà in grado di analizzare la nostra richiesta in maniera più approfondita e dettagliata, restituendoci già le prime informazioni in schede visualizzate accanto ai risultati tradizionali e mettendole in relazione con informazioni simili o collegate.

Ci stiamo muovendo verso un mondo fatto di macchine intelligenti, che sapranno capire cosa noi stiamo davvero cercando? La direzione sembra essere proprio questa, anche se l’introduzione di alcune funzioni di ricerca semantica è il solo il primo passo. Amit Singhal, al vertice del settore dell’azienda che lavora sul motore di ricerca, ha dichiarato che il funzionamento di Google diventerà sempre più simile al modo in cui “gli esseri umani percepiscono il mondo”.

Uno scenario che potrebbe spaventarci, rimandandoci le immagini della narrativa e del cinema di fantascienza, con gli esseri umani sottoposti al controllo costante delle macchine. Diverse forme di controllo, però, sono già in atto nelle tecnologie che usiamo ogni giorno, anche se non è sempre facile rendersene conto. L’esempio della personalizzazione dei servizi, di cui abbiamo già parlato, è forse il più chiaro: alla stessa ricerca su Google fatta da due persone diverse (due luoghi diversi, due computer diversi) verranno restituiti risultati anche molto differenti. Questo perché Google “legge” una serie di informazioni su di noi, dalle ricerche effettuate precedentemente al sistema operativo e al browser che usiamo (e molto altro). Il motore di ricerca è progettato per dare le informazioni più rilevanti per la persona che lo interroga, ma questo significa che una parte di contenuti potrebbero diventare meno raggiungibili, perché non in linea con il profilo che Google ha costruito su di noi. Qualche anno fa, il gruppo Ippolita ha scritto un libro, Luci e ombre di Google. Futuro e passato dell’industria dei metadati(disponibile gratuitamente), che spiega alcuni dettagli dei servizi offerti dall’azienda di Mountain View. Può essere una lettura utile per farsi un’idea più chiara sul funzionamento dei tanti strumenti che usiamo ogni giorno.

In un’epoca in cui le macchine sono sempre più facili da utilizzare e sono parte integrante del nostro quotidiano, diventa più difficile andare a curiosare, a vedere cosa c’è dietro, ma capire il funzionamento di un computer (o di uno smartphone) così come di un motore di ricerca o di un servizio web è il primo passo per usarlo in modo consapevole. Un discorso che vale anche per la privacy e le informazioni personali che decidiamo di condividere in rete: più conosciamo gli strumenti, più saremo in grado di usarli al meglio, evitando brutte sorprese.

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