Il furto d’identità non sente la crisi

Già 9.000 i casi nel primo semestre 2012: il boom si registra tra i più giovani, quasi il 30% del totale. La metà delle frodi viene scoperta dalle vittime solo dopo più di un anno.

Le frodi creditizie si realizzano mediante furto di identità ed il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene.

In Italia il fenomeno si conferma avere dimensioni di assoluto rilievo pur senza destare un adeguato allarme sociale. Nonostante la crisi economica e il calo del credito al consumo, le frodi creditizie non accennano minimamente a diminuire e nel primo semestre 2012 sono stati intercettati oltre 9.000 casi.
Dalle elaborazioni prodotte dall’Osservatorio CRIF sulle frodi creditizie emerge anche che nei primi 6 mesi del 2012 il rapporto tra il numero di frodi e il numero di linee di credito erogate è cresciuto del +17,9% rispetto al primo semestre 2011.

Gli under 30 sono i più colpiti

Il maggior numero di vittime si concentra nella classe di età compresa tra 18 e 30 anni (con il 29,9% del totale), con un tasso di crescita decisamente elevato rispetto al corrispondente semestre 2011 (+36,2%). “In Italia, le frodi creditizie si confermano essere in costante ed inesorabile crescita, ma purtroppo non aumenta parallelamente la consapevolezza di questo fenomeno criminale tra i consumatori – spiega Beatrice Rubini, Direttore Personal Solutions & Services di CRIF-. Peraltro, i dati dell’Osservatorio dimostrano che sono soprattutto gli under 30 ad essere maggiormente colpiti dal furto d’identità e dalle frodi creditizie. Eppure sono proprio i giovani che, almeno teoricamente, dovrebbero avere una maggiore sensibilità verso questa tipologia di crimine, in quanto particolarmente esposti alla circolazione di propri dati personali, in particolare sul web. Al contrario, molto spesso dimostrano di non conoscere nemmeno il significato di furto d’identità, o di sottostimare la frequenza con cui si verificano queste forme di frodi. Essere consapevoli dell’esposizione dei propri dati personali sul web, ad esempio, potrebbe rappresentare il primo passo per evitare di scoprire troppo tardi di essere vittima di furto di identità, con i relativi danni che ciò può creare alla gestione delle proprie finanze e alla possibilità di accedere al credito”.

Tempi di scoperta lunghi

Altro dato allarmante che emerge dallo studio riguarda i tempi di scoperta, che si confermano essere piuttosto lunghi: 1 frode su 2, infatti, viene intercettata dopo oltre un anno dal’evento, mentre le frodi creditizie scoperte dopo più di 5 anni sono cresciute del 44% rispetto al recente passato. Questo aspetto risulta particolarmente delicato poiché tanto più si allungano i tempi di scoperta quanto maggiori saranno le difficoltà che la vittima incontrerà nel ripristinare la propria posizione creditizia, senza considerare che molto più limitate saranno le possibilità di individuare l’autore del crimine.

Metodi sempre più sofisticati

“La sofisticazione con cui vengono attuate le frodi creditizie tramite furto d’identità è sempre maggiore – illustra Maria Luisa Cardini, Senior Business Consultant di CRIF- e i dati che emergono dall’Osservatorio CRIF purtroppo confermano un trend in costante crescita. Del resto è facile per i frodatori reperire informazioni personali altrui, specie online, anche grazie ai siti di social network, che da questo punto di vista sono delle vere e proprie miniere di dati personali, spesso forniti dagli utenti stessi con scarsa attenzione alle possibili conseguenze. Con questi dati, poi, la tecnica più utilizzata dai frodatori consiste nel produrre documenti falsi e tentare la frode soprattutto su prestiti finalizzati di piccolo importo, spesso erogati direttamente presso i punti vendita e, quindi, soggetti a controlli meno approfonditi rispetto ai finanziamenti erogati presso gli sportelli degli Istituti di credito”.

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