Le tecnologie del futuro, tra pubblicità e privacy

Ogni volta che una nuova tecnologia arriva sul mercato e inizia a diffondersi a livello di massa, viene quasi naturale volgere lo sguardo alla letteratura e al cinema di fantascienza per capire come e a che velocità ci stiamo avvicinando agli scenari creati dalla finzione narrativa. Forse le direzioni intraprese dallo sviluppo tecnologico non sono proprio le stesse ipotizzate da grandi scrittori come William Gibson o Philip K. Dick (per fare solo un paio di nomi), ma se guardiamo alle novità che sono diventate di uso comune negli ultimi anni o a quelle che sono attualmente in fase di sperimentazione ci troviamo a interrogarci su cosa potrà arrivare domani. Del resto, è quasi stupefacente quello che possiamo fare oggi con gli smartphone se confrontato con le possibilità offerte dai telefoni cellulari di quindici anni fa. Ma le innovazioni legate alla tecnologia e alle informazioni che circolano in formato digitale possono avere dei risvolti potenzialmente pericolosi, sotto il profilo del controllo e della tutela dei dati personali.

Facciamo un esempio: Microsoft, nel giugno scorso, ha depositato un brevetto per una tecnologia (basata su Kinect) in grado di scansionare i lineamenti del volto della persona davanti al computer rilevandone lo stato d’animo. L’obiettivo? Fornire annunci pubblicitari personalizzati sulla base dell’umore del momento. Non solo: grazie alla combinazione con le informazioni di navigazione (siti visitati, ricerche effettuate, attività sui social network…) gli spot potranno essere ancora più personalizzati.

I dati di navigazione e le abitudini degli utenti online sono da tempo al centro dell’interesse delle aziende, il cui obiettivo è raggiungere il proprio target di riferimento, costruendo anche in questo caso annunci pubblicitari personalizzati. Negli ultimi anni sono cresciute molto le offerte in tempo reale: quando un utente visita una pagina, la sua presenza viene messa automaticamente all’asta, sulla base del tipo di pagina e della cronologia di navigazione, al miglior offerente tra gli inserzionisti.

Non dobbiamo dimenticare che ogni informazione che diamo e ogni azione che compiamo in rete è in grado di dire qualcosa su di noi. Grazie agli smartphone questa possibilità è stata portata a un livello mai visto prima: i sensori di movimento, luminosità, il GPS e il Bluetooth, uniti alle informazioni condivise sui social network costituiscono un enorme database che parla di noi. Tre ricercatori, appena laureati al Media Lab del MIT (Massachusetts Institute of Technology), hanno dato il via al progetto Behavio, che punta a utilizzare tutte questi dati per rintracciare tendenze sociali e di comportamento all’interno delle comunità, anche con l’obiettivo di sviluppare risorse utili per fornire informazioni in tempo reale in caso di epidemie o disastri naturali.

Parlando di tecnologie future, non si può dimenticare il Project Glass di Google, che punta a mettere in commercio occhiali per la realtà aumentata in grado di fornire informazioni contestualizzate e in tempo reale direttamente davanti ai nostri occhi. Mentre ci avviciniamo alle tecnologie di domani, però, non dobbiamo mai dimenticare l’attenzione alla sicurezza e alla protezione della nostra privacy: anche la fantascienza, del resto, ci ha messo anche in guardia da un futuro in cui l’informatica e il controllo pervasivo potrebbero toglierci molte libertà.

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