Tutti ormai sappiamo cosa sono smartphone e tablet e sono tanti coloro che li usano quotidianamente per lavoro o per svago. Quello che conosciamo un po’ meno, però, è il loro funzionamento. Quali sono le caratteristiche dei tanti nuovi sistemi operativi (Android e iOS, più diffusi, ma anche Windows Phone, Symbian e BlackBerry OS, per citarne altri)? A cosa dobbiamo fare più attenzione?

Anzitutto, questi dispositivi portatili ci hanno fatto entrare in una epoca nuova della connettività che non solo ci permette di navigare su internet e accedere al traffico dati in mobilità, ma ci dà anche strumenti software diversi da quelli che abbiamo utilizzato fino a oggi. Quando siamo davanti a un computer, essere connessi significa aprire un browser e visitare le pagine web che ci interessano e di cui abbiamo bisogno. Quando teniamo in mano lo smartphone, invece, siamo abituati ad avere una applicazione per ogni attività che possiamo compiere. Ma un’applicazione è un software, un sistema di solito chiuso alla cui gestione non possiamo accedere.

A mettere spesso sotto accusa le applicazioni (e aziende che le sviluppano) arrivano le analisi diffuse da programmatori indipendenti o da istituti di ricerca: il rischio più grande è sempre quello legato alla privacy e al trattamento delle informazioni personali, che le app spesso raccolgono a nostra insaputa o non custodiscono in modo sicuro. È successo a Facebook e Twitter, per esempio e solo per limitarsi a due dei servizi più diffusi e conosciuti. Leggerezza o tentativo di conoscere qualche informazione in più sugli utenti? Non è sempre facile dirlo, ma l’attenzione non è mai troppa, anche perché con le nuove funzionalità delle applicazioni i dati personali che condividiamo sono sempre di più (basti pensare alla geolocalizzazione). Del pericolo di furto di identità in caso di furto (o smarrimento) dello smartphone abbiamo già parlato.

Quando installiamo una nuova applicazione sul nostro telefono, dobbiamo fare attenzione alle informazioni a cui potrà accedere, limitando l’accesso, quando possibile, a quelle strettamente necessarie per il funzionamento. Installare le applicazioni dagli store ufficiali è sicuramente un buon metodo per limitare i rischi ma bisogna considerare anche che non tutti gli store hanno gli stessi criteri di sicurezza: per esempio Google Play, da cui è possibile acquistare e scaricare applicazioni per Android, ha sistemi di controllo meno rigidi di quelli di Apple per le app dedicate a iPhone e iPad.

Ed è proprio sulle differenze in termini di sicurezza tra Android e iOS che si concentrano la maggior parte delle analisi. Uno studio realizzato da Symantec nel 2011 ha dimostrato che gli smartphone tendono a essere più sicuri dei PC, ma Android è leggermente più vulnerabile di iOS. Un dato confermato anche da McAfee, altra azienda che si occupa di sicurezza informatica: secondo le sue analisi, infatti, il malware creato per colpire i dispositivi mobili si concentra quasi esclusivamente su Android.

VeraCode ha inoltre realizzato una infografica (in inglese) confrontando i livelli di sicurezza, nei vari aspetti hardware e software, tra i due più diffusi sistemi operativi per smartphone e tablet.