La sicurezza informatica è una delle sfide più importanti per il futuro

Forse i più giovani non se lo ricorderanno, ma molti anni prima dell’arrivo di Internet e della connettività diffusa, il cinema ha raccontato anche il problema della sicurezza delle reti informatiche.
David Lightman, il giovane mago dei computer protagonista di “War Games – Giochi di guerra”, riusciva a infiltrarsi nel computer centrale del Pentagono che gestiva le difese in caso di attacco missilistico, rischiando di scatenare un nuovo conflitto globale. Era il 1983 e il mondo era in piena Guerra fredda.
Gli scenari sono cambiati parecchio da allora, ma il tema della sicurezza informatica continua a essere di attualità.

Lo dimostra anche il rapporto X-Force 2011 Trend and Risk di IBM, pubblicato alla fine di marzo 2012, che segnala alcuni nuovi elementi per quel che riguarda le modalità di attacco ai sistemi informatici.
Exploit, cioè vulnerabilità che possono essere sfruttate per azioni illegali, per i dispositivi mobili, guessing automatico delle password e, soprattutto, un grande aumento degli attacchi di phishing.
Il phishing è un tentativo di truffa via email che cerca di sottrarre informazioni sensibili, presentandosi con una grafica simile a quella delle comunicazioni elettroniche di servizi bancari, postali o di social network. Cadere in queste frodi significa consegnare i nostri conti bancari (o altri dati riservati) nelle mani di malintenzionati.
Il rapporto di IBM sottolinea come, nel corso del 2011, molte aziende abbiano fatto grandi passi avanti nello sviluppo di misure di sicurezza.
Se gli strumenti di difesa si sono evoluti, però, anche i criminali informatici hanno cambiato le strategie d’attacco, puntando in particolare sul mobile e sui social network, mettendo a rischio anche la reputazione delle persone che vengono colpite. Le informazioni che condividiamo in rete, infatti, possono essere molto preziose per chi sta pianificando attacchi o tentativi di truffa.

Il 2011 è stato anche l’anno in cui si è verificato l’attacco al PlayStation Network di Sony, probabilmente il più grande furto di informazioni personali della storia: sono stati compromessi i dati di circa 70 milioni di utenti in tutto il mondo. Per l’azienda giapponese, inoltre, l’attacco ha comportato una perdita economica stimata in 171 milioni di dollari.

Un nuovo fronte per la sicurezza informatica è il cloud computing.
Con questa espressione si identificano i servizi che permettono agli utenti di archiviare i propri file (documenti, musica, fotografie…) su server remoti anziché su PC, smartphone o tablet, in modo da potervi accedere in qualsiasi momento attraverso una connessione Internet. Uno dei servizi più conosciuti è Dropbox, ma altre grandi compagnie web, come Google, Apple e Amazon, stanno presentando le proprie offerte. In questo campo, la sicurezza dei dati degli utenti è una priorità irrinunciabile per le aziende.
Gli stessi utenti, però, possono fare la loro parte per rendere più difficili le intrusioni o i tentativi di furto di dati, a iniziare dalla creazione di password complesse (composte di lettere, cifre e simboli) ed evitando di usare la stessa per accedere a più servizi.

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