I nostri dati personali in mano alle aziende

Registrarsi a un sito Internet o a un servizio on line è davvero semplice: inseriamo i nostri dati personali e clicchiamo su “Accetta”. Da quel momento in poi le nostre informazioni sono state acquisite. Ma che fine fanno e per quale motivo le aziende usano sempre più spesso questa procedura?
Per prenotare un viaggio il sito di turismo da noi trovato ci chiede la  registrazione; per acquistare il biglietto aereo on line dobbiamo fornire i nostri dati personali, e così via. Le occasioni in rete per comunicare chi siamo e molto altro di noi sono sempre più frequenti. Proviamo quindi a capire meglio qual è il loro impiego.

I dati raccolti per servizi specifici

Ogni azienda necessita dei nostri dati per fornirci un servizio specifico. Ad esempio, un social network ha bisogno di registrare il nostro nome utente, la password, magari inserire fotografie, località, tipo di lavoro e così via, per metterci in contatto con gli altri utenti iscritti. Oppure quando ci abboniamo alla palestra ci vengono fatte domande sulle nostre abitudini alimentari e fisiche, il tutto per sviluppare un training su misura. E ancora: un sito di annunci di lavoro deve condividere tutto ciò che è scritto sul nostro CV con imprese che, dall’altra parte, cercano dei profili di persone da contattare (ecco perché ogni volta che inviamo un curriculum ricordiamo di inserire il consenso al trattamento dei dati personali con la firma). Ogni azienda ha quindi bisogno di alcune informazioni senza le quali non potrebbe fornire i propri servizi.

I dati sensibili

A volte, però, tra tutti i dati richiesti ve ne sono alcuni piuttosto riservati, che riguardano lo stato di salute, la razza o l’etnia, la religione, la sessualità, le opinioni politiche o l’appartenenza a enti associativi. Si tratta dei cosiddetti “dati sensibili” che, in alcuni contesti, come quello medico, vengono sempre richiesti. Ad esempio, un dentista ha bisogno di queste informazioni per curarci al meglio. I dati sensibili sono tutelati in maniera particolare dalla legge sulla privacy: un’azienda ha sempre bisogno del nostro consenso esplicito per raccoglierli o trattarli.

I dati raccolti per scopi pubblicitari

Quando clicchiamo sul consenso all’utilizzo dei dati personali, ovvero in fondo all’Informativa per la privacy, non sempre siamo obbligati a darlo a tutte le voci presenti. Solitamente, infatti, ci viene richiesto di dare l’autorizzazione a ricevere materiale informativo o pubblicitario. In quei casi, se preferite tenere pulita la vostra casella email (ma anche la buca delle lettere), conviene cliccare soltanto le voci obbligatorie. Alcune aziende, in questo modo, raccolgono dei dati che possono rivendere ad altre aziende “terze” e questo spiega perché capita di vederci arrivare pubblicità da marchi che non abbiamo mai conosciuto prima.

I dati raccolti dai servizi clienti

A volte chiamiamo il servizio assistenza di una ditta di cui siamo clienti per risolvere in breve tempo un problema. L’operatore, dall’altra parte del telefono, ci chiede il nome, il codice cliente o un’altra informazione che ci identifichi univocamente (per tutelare la nostra sicurezza). Con questi dati l’operatore può accedere subito alla nostra scheda: il prodotto che abbiamo comprato, da quanto tempo siamo clienti e altri utili dettagli. In questo modo non perdiamo mezz’ora a ripetergli chi siamo e lui ci aiuta molto più rapidamente.

I dati utilizzati per indagini interne

Oggigiorno le aziende sanno che il miglior modo per avere successo è conoscere i propri clienti e i loro bisogni. Per questo, quasi sempre, si effettuano studi sui database accumulati negli anni per capire chi sono i consumatori, la loro età, i loro acquisti. Tutte queste informazioni sono utilissime per migliorare e sviluppare nuovi prodotti: per questo le aziende le cercano.

Non è mai troppo tardi per proteggersi

I nostri dati personali, insomma, possono essere raccolti dalle aziende in molte occasioni e per finalità molto diverse. Se avete fornito i vostri dati con “leggerezza” e avete il timore che le informazioni possano essere utilizzate in modo improprio, rivolgetevi a Mister Credit. Da anni, infatti, Mister Credit si occupa di questi temi: della sicurezza dei nostri dati online e di diffondere una cultura consapevole sul web, per la condivisione dei contenuti e l’attenzione da dedicare a tali argomenti. Anche se ci sentiamo dire che dobbiamo leggere l’Informativa per il trattamento dei dati personali, la verità è che non lo fa quasi nessuno.
Per questo Sicurnet ha la funzione di semplificare la vita, proteggendo tutti quei dati che, per disattenzione o per altri motivi, possono essere sfuggiti al nostro controllo. Il servizio ci notifica eventuali rischi e ci segue passo passo per risolvere il problema velocemente.

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