Le regole per proteggere il tuo account Gmail

Secondo la ricerca “E-mail Marketing Consumer Report”, un’indagine sui comportamenti degli utenti nell’utilizzo di e-mail e newsletter presentata da contactlab.com, gli account di Google sono in rapida ascesa, soprattutto nell’ambito lavorativo. Nell’ultimo anno, solo in Italia, la percentuale di utilizzo della casella di posta elettronica Gmail è raddoppiata passando dal 18% al 36%, in Spagna si arriva addirittura al 45% e nel resto d’Europa è costantemente collocata tra le prime posizioni.

Purtroppo, proprio questo recente successo ha reso Google uno degli obiettivi primari di spammer e hacker.

I casi d’infrazione da parte di hacker nei confronti di account Gmail sono in netto aumento. Tra i vari ricordiamo il caso Byoblu che ha comportato la sparizione di mail e la perdita del controllo del canale Youtube.

In risposta a questa situazione di emergenza, Marco Pancini, uno dei responsabili di Google Italia, ha affermato che lo staff Google si sta prodigando nella creazione di manualetto che, prendendo spunto da questo caso, potrà essere d’aiuto in circostanze analoghe.

Nell’attesa, è possibile leggere sul blog di Google Italia una serie di regole base per la protezione dei dati d’accesso all’account, che vale per tutti coloro che usano la posta elettronica:

– Non riutilizzate mai la password di account importanti come i conti bancari online, email, siti di social network, e siti commerciali.

– Cambiate la password periodicamente e assicuratevi di farlo per account importanti se sospettate che uno di essi sia a rischio. Non modificate solo di un paio di lettere o numeri ma l’intera combinazione e create una password originale ogni volta.

– Per amministrare un alto numero di password utilizzate uno dei tanti programmi, presenti nel web, di gestione password.

– Non rispondete mai a messaggi o telefonate che vi richiedano username e password dei vostri account: un’organizzazione conforme alla legge non richiede mai questo genere d’informazioni.

– Effettuate controlli antivirus periodici e mantenete aggiornate le informazioni che vi consentono di recuperare il vostro  account in caso di violazione.

Inoltre in una sezione della Guida di Gmail è possibile completare una checklist per assicurarsi un elevato grado di protezione del vostro account, del vostro browser e computer. Suddivisa in 5 sezioni, questa checklist presenta una serie di passaggi  che vi accompagnano passo dopo passo alla creazione di misure di sicurezza che vi permettono di proteggere la  vostra casella di posta da furti di dati e d’informazioni.

L’attenzione non è mai troppa ma questi semplici accorgimenti possono fare la differenza. Nel caso in cui, sfortunatamente, dei malintenzionati riescano ad aggirare le vostre difese, visitate immediatamente la pagina di assistenza per il recupero dell’account e seguite scrupolosamente le indicazioni riportate.

2 thoughts on “Le regole per proteggere il tuo account Gmail

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  1. Il furto di account della posta elettronica di Gmail è ormai piuttosto frequente.
    Mentre altri fornitori di servizi di posta elettronica cercano di collaborare con gli sfortunati utenti ai quali capita di subire il furto dell’account, effettuando indagini e accettando segnalazioni con descrizioni di utili dettagli per il recupero, invece Gmail finisce per mettere i bastoni fra le ruote a chi ha subito tale furto.

    Sembra che Gmail non abbia alcun interesse al reale recupero degli account rubati, anche se espone una bella pagina web per il cosiddetto “recupero” dell’account.
    Ma tale procedura, come si può verificare, è molto fiscale e di fatto prevede di inserire e ricordare una serie di dati abbastanza difficili da ritrovare, se non si ha un client di posta come Outlook su cui avere le copie delle email, ad esempio.
    Sembra che Gmail finisca così per voler sabotare il recupero effettivo, trincerandosi dietro futili ragioni di riservatezza o di sicurezza, impedendo di fatto al legittimo proprietario di tornare in possesso dell’account in modo certo.
    Sarà che Gmail non ha abbastanza risorse per pagare il personale per tali ricerche di recupero? Molto certamente.

    Non basta aprire una pagina con un form di recupero, se non si riesce a ricordare i dati per la completa compilazione.
    Ma Gmail però in tal modo può sbandierare ai quattro venti che ha predisposto un protocollo di recupero, e salvare così la faccia.

    Invece c’è sicuramente qualche altro modo migliore per ottenere il recupero sicuro dell’account.
    Ciò dipende da come Gmail accredita per la prima volta l’utente con il nuovo account.
    Infatti alla registrazione basterebbe memorizzare la prima password usata, insieme alla data di creazione, oltre magari ad un codice iniziale di riferimento, da riportare in modo che l’utente possa segnarselo da qualche parte, magari ricevendo una email, oppure riscrivendo i dati stessi in una email da inviare per conoscenza ad un database di Gmail (per dare la prova o il riscontro che ne è venuto in possesso), ma che non resti nell’archivio della posta dell’account.

    Sarebbe quindi in seguito facilissimo effettuare un confronto incrociato fra il legittimo possessore e l’usurpatore. Infatti, a fronte di una denuncia, si potrebbe momentaneamente bloccare l’archivio della posta (solo per impedire cancellazioni e sabotaggi della posta stessa) e richiedendo all’eventuale usurpatore di indicare i dati di registrazione, si saprebbe subito chi ha rubato. In tal modo si potrebbe restituire l’account al legittimo proprietario in pochissimo tempo.
    A che servirebbe a tal punto ricordarsi gli ultimi 10 indirizzi usati per inviare email con quell’account?
    Non avrebbe invece più forza il “marchio” iniziale del creatore-possessore?

    Ricordo a Gmail che la sbandierata pretesa di inserire password difficili agli utenti, deve servire alla tutela della privacy degli utenti e non per potersi lavare le mani dal furto dell’account.
    D’altra parte Gmail potrebbe invece predisporre un sistema automatizzato più efficiente per accettare una password più lunga e sicura (che non sia mai un vocabolo da dizionario, da non accettare in automatismo) ad ogni cambio o registrazione, in modo da tutelare obbligatoriamente l’utente da possibili fregature.
    Ma soprattutto Gmail dovrebbe avere grande e sempre più maggior cura dei propri legittimi utenti, e non diventare di fatto complice passiva dei ladri e dei delinquenti informatici, lasciando che questi ultimi possano rubare gli account con il minimo rischio di poter venire scoperti.

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