Minori e social network: privacy e identità a rischio

Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un vero e proprio boom d’iscrizioni di minorenni nei vari social network con una conseguente condivisione di un gran numero di dati personali, purtroppo non sempre protetti. I bambini trascorrono sempre più tempo sulle community web, esponendosi quotidianamente ai rischi di una navigazione non controllata: dal furto d’identità al bullismo online.

Ma come rispondono a questo problema gli organi statali e i responsabili dei social network?

Negli USA, dal 2000, è entrato in vigore il Children’s Online Privacy Protection Act che stabilisce la sorte dei dati personali dei minori. Per esempio obbliga i siti e le piattaforme di social network a presentare una chiara indicazione della politica seguita in materia di privacy, con particolare attenzione alle modalità di utilizzo dei dati. Inoltre i siti devono ottenere il consenso dei genitori prima di raccogliere informazioni personali di qualsiasi natura.

In Europa, invece, i principali esponenti del web 2.0 hanno stipulato in Lussemburgo, in occasione della giornata Safer Internet 2010, un accordo contenente una serie di norme atte a migliorare la sicurezza dei minorenni in Internet, facendo fronte comune contro i rischi potenziali a cui sono esposti.

Alcuni social network, invece, hanno risposto al problema creando delle community web ad hoc per bambini, controllate e monitorate dai genitori.

My page
Oltre ad un tono e un design ben curati e alla semplicità di utilizzo, questa piattaforma utilizza un efficace Parental Control: il genitore deve autorizzare l’iscrizione del bambino tramite e-mail e creare un proprio account non usufruibile dal figlio. Inoltre è obbligato a inviare un documento valido. I contenuti sono adatti a un target che varia dai 5 ai 13 anni e la community è già presente in tre diverse lingue: inglese, francese e italiano.

Togheterville
L’intento di questa piattaforma è quello di offrire ai bambini un’esperienza guidata al mondo dei social network sotto il controllo vigile dei genitori che va dalla possibilità di login via Facebook Connect, permessa solo agli adulti, all’amministrazione degli account dei figli in tutto il loro percorso. Inoltre gli sviluppatori di Togheterville ribadiscono che in nessun caso i bambini avranno accesso a Facebook attraverso la piattaforma.

What’s what
I genitori per iscrivere i figli a questa piattaforma devono presentare i dati della carta di credito al fine di autenticare la loro identità aggiungendo tre foto profilo dei propri figli per gli archivi del sito. In questa community i bambini possono interagire solo con altri coetanei, non possono invece fare amicizia con persone appartenenti ad una fascia di età più alta senza il permesso dei genitori. Modifiche o cambiamenti riguardanti i profili possono essere effettuate solo da un adulto e i contenuti del sito vengono costantemente monitorati. Inoltre ogni tentativo d’iscrizione da parte di un adulto viene bloccato nel giro di poche ore.

Nonostante il costante impegno delle forze dell’ordine e della magistratura, la tecnologia viaggia più veloce di qualsiasi legislazione e la maggior parte della responsabilità ricade sui genitori. Consigliamo di porre sempre la massima attenzione nella divulgazione dei dati dei vostri figli. Cercate comunque di condividere con loro il maggior numero di esperienze online: l’attenzione dei genitori unita alla conoscenza tecnologica dei ragazzi riduce al minimo il rischio di brutte sorprese.

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