Connessi sempre, tra cloud e chip indossabili

Sempre più piccole e sempre più potenti: questo è il futuro delle tecnologie digitali che ci accompagnano nella vita quotidiana. Nei laboratori delle grandi imprese così come in quelli di piccole start-up sperimentali, programmatori e analisti sono al lavoro per realizzare dispositivi sempre nuovi.
Dei Google Glass abbiamo già parlato, sottolineando anche i rischi che possono comportare. Ma l’azienda di Mountain View è anche al lavoro su Android Wear, un progetto che si basa sul sistema operativo per smartphone e tablet e che ha come obiettivo la creazione di chip e gadget indossabili.

Altre aziende, come Intel, sono al lavoro sullo stesso campo: cuffie intelligenti con assistente personale in grado di collegarsi allo smartphone per recuperare informazioni o, ancora, in grado di analizzare parametri biometrici durante l’allenamento sportivo.
C’è chi lavora sugli schermi pieghevoli e chi sui telefoni così piccoli da essere portati quasi come un anello. O ancora: circuiti biocompatibili in grado di interagire con alcune parti del corpo umano.
Gli scenari inventati dagli scrittori di fantascienza sembrano ormai essere al centro dell’innovazione tecnologica a noi contemporanea. Se la curiosità è molto alta, non dobbiamo però dimenticare di tenere alta anche la guardia, chiedendoci quali possono essere i rischi peculiari di queste novità e attrezzandoci per difendere la nostra privacy e i nostri dati personali.
Strumenti sempre più leggeri e integrati che hanno accesso a un numero sempre più ampio di informazioni su di noi possono essere un pericolo e, sicuramente, uno strumento di grande potere in mano alle aziende.
Ancora una volta, quindi, dobbiamo fare attenzione alla tutela delle informazioni sensibili (conti bancari, carte di credito, password…) e a ciò che decidiamo di condividere e rendere pubblico su servizi web, social network e applicazioni. Anche perché, con il moltiplicarsi dei dispositivi si moltiplicano anche i rischi: le minacce informatiche, infatti, colpiscono sempre di più smartphone e tablet e i servizi cloud, che ci permettono di accedere ai dati da qualsiasi dispositivo.

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