IL BLOG DI
MISTER CREDIT
Commentare una frase che ci ha colpito. Cliccare “mi piace” sul video di una canzone. Chiacchierare via chat. Modificare le informazioni sulla nostra identità. Chiedere amicizie ed eliminare contatti. Registrarci in qualche luogo grazie al servizio di geolocalizzazione. Collegare al profilo i nostri account su altri servizi. Piccole azioni quotidiane di tutti noi che siamo iscritti a Facebook, a cui non diamo troppa importanza e che dimentichiamo in fretta. Ma Facebook, al contrario di noi, ricorda.
Il social network con il maggior numero di iscritti al mondo (ha superato il miliardo a ottobre 2012) tiene memoria di tutte le attività degli utenti. Il fatto che sulla rete tutto sia tracciabile e misurabile ha reso molto felici coloro che si occupano di marketing, ma ha posto qualche problema sulla privacy degli utenti. Privacy che ha portato più di una volta il social network di Mark Zuckerberg al centro di polemiche, come nel caso di Max Schrems, ragazzo austriaco, che aveva chiesto a Facebook l'accesso alle sue informazioni personali in possesso dell'azienda e si era visto recapitare un dossier digitale di 1.200 pagine.
Qualche passo avanti è stato fatto e oggi è possibile conoscere le informazioni su di noi che Facebook ha archiviato. La pagina “Accesso alle tue informazioni di Facebook” permette di conoscere il tipo di dati che vengono memorizzati e gli strumenti attraverso cui recuperarli. Per ogni dato archiviato viene fornita una breve spiegazione e il luogo in cui poterlo trovare. “Informazioni scaricate”, “archivio espanso” e “registro delle attività” sono le tre modalità attraverso cui il social network permette di controllare i contenuti che abbiamo reso disponibili su Facebook.
Molti utenti hanno capito il valore della privacy e hanno iniziato a utilizzare strumenti adeguati per la tutela dei dati personali. Non dimentichiamo che il primo filtro alle informazioni personali che condividiamo in rete siamo noi stessi!
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