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L’aria di aprile invita al riposo e allo svago e il calendario di quest’anno potrebbe essere anche il complice di una piccola vacanza, magari decisa all’ultimo minuto, per approfittare dei ponti e allungare così il fine settimana.

Niente di meglio ma, possiamo affrontare una spesa imprevista? Prima di metterci alla ricerca delle migliori offerte per la nostra vacanza, valutiamo la nostra situazione economica e finanziaria. Saremo così in grado di capire se una spesa extra non incide troppo sui nostri bilanci.

Il modo migliore per tenere sotto controllo i nostri conti è tenere un registro delle spese in cui inserire puntualmente le entrate e le uscite: così facendo, conosceremo la nostra situazione in ogni momento. Questo sistema è ancora più utile se stiamo rimborsando una o più rate di finanziamenti che ci sono stati concessi (e in questo caso, Mettinconto 365 può essere un valido alleato).

Una volta che abbiamo capito che possiamo concederci qualche giorno di vacanza, arriva il momento della ricerca e delle prenotazioni. Per evitare truffe e brutte sorprese, è importante affidarsi solo ai siti che conosciamo e di cui ci fidiamo e verificare che ogni volta che inviamo dei dati personali siamo su una connessione sicura (indirizzo che inizia con https invece che http e icona del lucchetto visualizzata nel browser). Ricordiamoci inoltre di non inviare mai via mail i dati della carta di credito!

Prima di partire, può essere utile darsi un limite di spesa, magari diviso nelle varie voci: quanto per ristoranti e spuntini, quanto per la visita a monumenti e musei, quanto per i souvenir. In questo modo sarà più facile tenere sotto controllo le uscite e lasciarci anche un piccolo margine per un regalo!

Una volta partiti, facciamo attenzione ai nostri dispositivi, teniamo a portata di mano i numeri da chiamare per bloccare le nostre carte in caso di furto o smarrimento e stiamo attenti a pubblicare informazioni geolocalizzate. Perché la sicurezza non va in vacanza!

cyberbullismo-settembre-2016Inizia un nuovo anno scolastico e l’augurio di Mister Credit per studenti, insegnanti e genitori è di viverlo in sicurezza e consapevolezza: l’educazione all’uso di internet, l’importanza della tutela della propria vita privata e l’impegno contro bullismo e cyberbullismo sono temi che da sempre consideriamo fondamentali.

Il ruolo della scuola è molto importante, perché dovrebbe aiutare bambini e ragazzi sin dai primi anni sui banchi a conoscere la rete e gli strumenti che mette a disposizione. Se è vero che i bimbi di oggi nascono già immersi in questo mondo iperconnesso (si parla a tal proposito di “nativi digitali”), l’uso consapevole è qualcosa che va imparato man mano, da come navigare e ricercare informazioni a cosa condividere online e sui social network.

Le conoscenze non devono essere solamente tecniche ma devono riguardare anche l’aspetto sociale dell’essere in rete per creare utenti consapevoli dei propri comportamenti (e dei rischi possibili). Non a caso, spesso nei casi di cyberbullismo il bullo non si rende conto della gravità del suo comportamento e dei danni che ha causato alla vittima.

Un maggiore coinvolgimento delle scuole è nei programmi anche di Generazioni Connesse, il cui Safer Internet Centre III ha come parole chiave “sensibilizzazione, assistenza, formazione, comunicazione”. L’obiettivo è rendere internet un ambiente più sicuro per bambini e ragazzi promuovendo un utilizzo responsabile delle tecnologie.

Durante l’estate, intanto, una proposta di legge su bullismo e cyberbullismo è stata approvata dalle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera dei deputati. Il testo, che sarà discusso in parlamento al rientro dalla pausa estiva, punta alla prevenzione in ambito sociale e alla formazione scolastica.

Non dimentichiamo che anche il lavoro svolto dai genitori nel guidare i piccoli nei loro primi passi digitali è fondamentale, in modo che possano trarre vantaggio dalle infinite opportunità offerte da internet con la consapevolezza dei possibili pericoli. Un primo strumento da condividere con i bambini può essere Happy New Web, i 12 consigli di Mister Credit per navigare in serenità.

mistercredit-vacanze-sereneAbbiamo finalmente prenotato la vacanza che desideravamo da tempo e siamo pronti a partire ma perché la vacanza sia davvero da sogno, dobbiamo portare la sicurezza con noi! Ci sono alcuni semplici accorgimenti in grado di ridurre al minimo i rischi e le preoccupazioni. Ecco quelli più importanti.

  • Teniamo al sicuro carte di credito e bancomat, portiamo con noi i numeri da chiamare in caso di smarrimento o furto per bloccarle il più velocemente possibile
  • Usiamo uno o più pin per proteggere il nostro smartphone e per aprire applicazioni che contengono dati sensibili (come quelle della banca, per esempio)
  • Non colleghiamoci a reti wireless di cui non siamo sicuri: in particolare per pagare o per inviare e ricevere informazioni personali è meglio usare la connessione dati del nostro operatore piuttosto che una rete che non conosciamo
  • Attenzione alla geolocalizzazione: molte applicazioni aggiungono automaticamente il luogo in cui ci troviamo a ciò che condividiamo online; un potenziale ladro potrebbe usare queste informazioni per entrare in casa nostra mentre non ci siamo. Se proprio vogliamo condividere immagini, possiamo farlo al rientro. La stessa cosa vale per le date in cui saremo assenti: meglio evitare di renderle pubbliche.

Se invece dobbiamo ancora prenotare la vacanza e iniziamo a cercare una meta con la fretta dell’ultimo minuto, stiamo attenti alle truffe: sono frequenti i casi in cui un appartamento viene pubblicizzato su siti di annunci ma il sedicente proprietario, appena incassato il bonifico della caparra, scompare con i soldi e dell’appartamento non c’è traccia. Cerchiamo su siti affidabili e conosciuti, in caso di dubbio meglio scegliere un altro sito e un’altra offerta. Ricordiamoci inoltre di non inviare mai i dati della carta di credito via mail.

Buone vacanze… in sicurezza da Mister Credit!

gloria-2Ciao, sono Gloria, ho 42 anni e la settimana scorsa ho iniziato a raccontarvi il caso di phishing con transito di denaro che mi ha purtroppo visto protagonista, sperando che la mia esperienza possa aiutare qualcun altro.

Cosa mi è successo? Dopo aver risposto sbadatamente a una finta email di Poste Italiane e aver lasciato i miei dati della mia carta prepagata (mi vergogno ancora moltissimo di esserci cascata!), dopo un po’ di tempo mi ritrovo dei soldi versati sulla carta.

LA DENUNCIA

Passò forse quasi un anno dalla famosa email di phishing. Nel frattempo mi ero trasferita in Veneto, avevo cambiato città e trovato un nuovo lavoro, quando arrivò a casa un avviso dei Carabinieri a presentarmi in caserma. Non sapevo neanche il motivo.

Mi ritrovai così interrogata da un carabiniere come se fossi una criminale: mi accusavano di aver sottratto 200 euro dalla carta prepagata di un signore di Palermo che assolutamente non conoscevo e di essere complice di un altro signore straniero, colpevole anche lui del furto, e che ovviamente non avevo mai sentito nominare. Cadevo dalle nuvole. Da quell’interrogatorio partì una causa, sia civile che penale, durata 7 anni.

TRANSITO DI DENARO

In pratica, cos’era successo? Questo ragazzo straniero aveva effettivamente sottratto la somma dalla carta del signore di Palermo, ma invece di trasferire i soldi sulla sua, li aveva fatti “transitare” sulla mia carta. Il problema nacque dal fatto che io avevo la buona abitudine di cambiare password per sicurezza, quindi senza accorgermene avevo bloccato questo denaro sulla mia carta. Insomma, una buona abitudine che mi è costata un bel po’ di problemi. E un bel po’ di soldi.

Infatti la causa civile è finita con la restituzione da parte mia della cifra sottratta al signore di Palermo più le spese legali, mentre la causa penale è terminata con altre spese legali, spese di viaggio per me e per il mio avvocato perché le udienze di svolgevano in Sicilia, e fortunatamente la piena assoluzione. Il ragazzo straniero, il vero autore del reato, non si è mai presentato in tribunale. Io ho pagato 7 anni di spese, viaggi e preoccupazioni per un versamento di 200 euro.

Il messaggio che ci tengo a trasmettere a chi mi legge è: non lasciate mai, MAI i vostri dati e le vostre credenziali rispondendo a fantomatiche email, anche se avete il conto in quella banca o alla posta, e se succede qualcosa di anomalo, andate subito a denunciare il fatto alle autorità.

internet-coseSi parla sempre di più di “internet delle cose” (in inglese internet of things) e di oggetti e dispositivi “smart”, intelligenti. Ci sono esempi come quello di Amsterdam, che ha lanciato un progetto per collegare oggetti e infrastrutture: dai cestini della spazzatura alle navi che circolano nei canali passando per semafori e qualità dell’aria.

Al centro del concetto di “internet delle cose” ci sono oggetti (come per esempio gli elettrodomestici, ma non solo) connessi in rete che, grazie ad alcune tecnologie come quella RFID (radio frequency identification), permettono lo scambio di informazioni tra macchine. L’esempio più classico è quello del frigorifero intelligente, in grado di leggere le etichette Rfid presenti sui prodotti al suo interno e ordinare direttamente ciò che manca al supermercato.

Mentre le istituzioni (a livello nazionale ed europeo) stanno occupandosi degli aspetti legali relativi alla protezione dei dati personali degli utenti, la curiosità per le novità che potrebbero arrivare è molto alta – spesso legata a una leggera inquietudine. Anche se alcune previsioni parlando di una crescita del volume d’affari legate agli “oggetti intelligenti” di 2 miliardi il prossimo anno nel nostro paese, per molte innovazioni il tempo di attesa sarà ancora lungo: per gli elettrodomestici che comunicano tra loro (ma comunicheranno con il loro proprietario?) e per le auto senza guidatore probabilmente dovremo aspettare ancora cinque o dieci anni.

La sicurezza di queste tecnologie è stata più volte messa in dubbio, soprattutto perché oggetti come gli elettrodomestici spesso hanno livelli di sicurezza più bassi di computer o smartphone. Casi di violazione di sistemi intelligenti sono già stati registrati (tra questi, un frigorifero usato per inviare messaggi di spam) e per gli utenti è più difficile accorgersi delle avvenute violazioni.

Potrà farci sorridere l’idea di dover leggere e accettare l’informativa sulla privacy quando compriamo un frigorifero ma, ancora una volta, la prima difesa che abbiamo contro frodi, furto di dati e furto di identità è la nostra attenzione. Circondati da un numero sempre maggiore di oggetti connessi, dobbiamo essere consapevoli di quali informazioni condividiamo e con chi. E forse un giorno, per la nostra casa intelligente ci troveremo a installare anche un antivirus!

ShareL’utilizzo di dispositivi mobili per navigare è in continuo aumento anche nel nostro paese: uno studio realizzato a maggio 2015 indicava che il 22% del totale traffico internet in Italia proviene da smartphone e tablet.

Come abbiamo spesso sottolineato in queste pagine, usare in sicurezza i nostri dispositivi è fondamentale per evitare problemi legati alla perdita della privacy e al furto di dati.

Se navighiamo tra applicazioni e pagine web usando la connessione dati del nostro abbonamento telefonico, valgono gli accorgimenti di base per un uso sicuro del telefono: creiamo un codice di sblocco (eventualmente più di uno, per proteggere le applicazioni che usano dati sensibili); disattiviamo certi servizi (geolocalizzazione, Bluetooth, NFC…) quando non ci servono; scarichiamo applicazioni solo da fonti sicure; usiamo un buon antivirus; inviamo dati personali solo su pagine in navigazione sicura e crittografata.

Sempre più spesso, però, ci capita di cercare reti Wi-Fi a cui connetterci, per navigare più veloci oppure per risparmiare la nostra connessione dati: in questi casi la nostra attenzione deve essere più alta. Oltre a seguire i consigli già indicati qui sopra, una delle cose più importanti da fare è disattivare il Wi-Fi in modo che non si connetta in automatico alle reti aperte che trova: dietro una rete liberamente disponibile, infatti, potrebbe celarsi una trappola, creata apposta per sottrarre i nostri dati. Sempre meglio connettersi a rete conosciute o che sappiamo affidabili: se abbiamo qualche dubbio, meglio lasciar perdere e cercare una connessione più sicura.

Non dimentichiamo che i nostri smartphone contengono ormai moltissime informazioni su di noi, oltre che applicazioni con l’accesso a vari servizi e profili personali (email, social network, conti bancari…): si tratta di dati preziosi per ladri d’identità e truffatori di vario genere. Meglio quindi tenerli al sicuro.

Il massimo della sicurezza potrebbe essere usare una rete VPN per navigare quando usiamo reti pubbliche: un collegamento VPN garantisce una connessione sicura e crittografata tra il nostro smartphone e il server a cui vogliamo connetterci. Per Android, iOS e Windows Phone sono disponibili applicazioni per collegarsi in VPN.

E se ancora non siamo convinti che i nostri dati siano a rischio, ecco la storia di un hacker che entra in un bar con connessione Wi-Fi (e vediamo come va a finire per gli altri clienti…).

utilizzo_smartphoneSempre più potenti, con un numero sempre maggiore di funzionalità e applicazioni e sempre più dati personali in memoria, i nostri smartphone sono con noi in ogni momento della giornata. Ma come possiamo usarli al massimo grado di sicurezza possibile?

Anzitutto è importante leggere le informative sulla privacy di sistemi operativi e applicazioni, per essere consapevoli di quante informazioni su di noi decidiamo di condividere con chi ci fornisce i servizi che usiamo.

Poi scegliamo un codice di sicurezza per sbloccare lo schermo e, per garantire un po’ di sicurezza in più, possiamo scegliere un codice anche per aprire le applicazioni che contengono dati sensibili, creando così una doppia barriera per proteggere la nostra vita personale. È inoltre possibile cifrare file o cartelle (documenti o altre informazioni riservate).

Wireless, Bluetooth, geolocalizzazione, NFC (Near field communication, il chip che serve per pagare con lo smartphone): sono tutti servizi che è meglio disattivare quando non ci servono. Oltre a risparmiare batteria, ridurremo le possibilità di intrusione sui nostri dispositivi.

Attenzione alle applicazioni: scarichiamo da fonti sicure (come gli store ufficiali) verificando a cosa potranno avere accesso una volta installate sul telefono. Per essere sicuri dell’affidabilità delle app possiamo controllare le valutazioni e i commenti degli utenti: i tentativi di frode possono essere smascherati più facilmente. Per evitare brutte sorprese, è anche meglio evitare di cliccare su link che arrivano sia sms, mms o email per scaricare app o altro.

Un buon antivirus sul telefono può aiutarci a tenere lontane le minacce e le applicazioni che vogliono intrufolarsi troppo nei nostri dati. Potrebbe essere utile anche fare una copia di file e dati che abbiamo sul telefono, per ripristinarli in caso di virus o cancellazioni fortuite. Esistono poi applicazioni che permettono di localizzare il telefono ed eventualmente di bloccarlo o cancellare i dati presenti in memoria in caso di furto o smarrimento.

Con queste attenzioni, potremo usare lo smartphone in sicurezza, mettendoci al riparo da malware, frodi e furti d’identità.

furto identita storie straneSappiamo che il furto d’identità e le frodi creditizie sono in crescita e che i ladri tentano tutte le strade possibili per far cadere le loro vittime. Alcune storie hanno lieto fine, come quella di Luca, ma i tempi per rendersi conto di essere vittime di furto di identità possono essere molto lunghi.

Dagli Stati Uniti all’Italia, ecco alcune storie di furto d’identità i cui protagonisti si sono fatti rubare i dati personali.

Alcuni documenti smarriti in uno spogliatoio di un centro medico sono stati usati dal truffatore per dirottare rimborsi di spese sanitarie sul proprio conto bancario. Bisogna sottolineare che i furti di informazioni mediche sono uno dei rischi maggiori negli Stati Uniti, soprattutto a causa di massicce violazioni dei database delle assicurazioni: in alcuni casi i criminali hanno potuto mettere le mani sui dati di più di dieci milioni di persone.

C’è poi chi ha sottratto l’identità a una vittima per mettere a suo carico le forniture di servizi come gas, elettricità, internet e telefono di un’altra abitazione.

Anche i siti di incontri, a quanto pare, non sono esenti da rischi: dopo essersi presentato come un uomo d’affari di successo, un truffatore è riuscito a sottrarre informazioni personali della vittima per incassare soldi con un’identità falsa.

C’è chi, con un po’ troppa leggerezza, ha abboccato a una mail fasulla che annunciava la vittoria di 10.000 euro in una lotteria. Il malcapitato, dopo aver fornito tutte le sue informazioni personali, ha visto sparire regolarmente denaro dal suo conto: il truffatore aveva chiesto un finanziamento per comprare un’auto!

Un altro ladro d’identità, dopo aver sottratto i dati anagrafici via internet, ha creato anche delle false buste paga per ottenere un finanziamento a nome della vittima che si è accorta del problema solo quando ha richiesto un mutuo per comprare casa.

Come questi storie dimostrano, stare attenti e coltivare una sana diffidenza sono i primi strumenti che abbiamo per difenderci, occorre poi fare attenzione alle nostre finanze, verificando periodicamente gli estratti conto per essere sicuri che non ci siano spese che non abbiamo fatto, e alzare le difese dei nostri profili online: password sicure e, quando è possibile, attivando l’autenticazione in due passaggi. Infine, IDENTIKIT è il servizio utile a intercettare tutti i casi in cui il ladro d’identità ruba i dati personali della vittima per ottenere un prestito e commettere una frode creditizia.

IDENTIKIT è infatti l’unico servizio in Italia che protegge l’identità, avvisandoti quando viene richiesto un finanziamento a tuo nome. In questo modo, puoi intervenire tempestivamente se qualcuno richiede credito spacciandosi per te, danneggiando la tua reputazione creditizia.

vacanze sereniPrenotare online solo in sicurezza

Le offerte su internet per la vacanza dei sogni sono tante. Così come le truffe: affidiamoci solo a siti che conosciamo, verifichiamo che le connessioni che usiamo siano sicure e cifrate (indirizzo che inizia con https invece di http e l’icona di un lucchetto nel browser) e non inviamo mai, per nessun motivo, i dati della nostra carta di credito via mail.

Disattivare la geolocalizzazione dei dispositivi digitali

Quando partiamo per una vacanza (e lasciamo la nostra casa per un po’ di tempo) meglio disattivare la geolocalizzazione automatica dei dispositivi e dei servizi che usiamo: meglio non dare troppe informazioni sui nostri spostamenti in nostra assenza. Per questo è meglio anche controllare chi ha accesso a ciò che pubblichiamo: se proprio vogliamo possiamo fare invidia agli amici con qualche scatto dalla spiaggia, ma non rendiamo le immagini pubbliche!

Portare con sé i numeri da chiamare per bloccare le carte

Distratti o sovrappensiero, potremmo perdere o farci rubare le carte di credito: portiamo sempre con noi i numeri (italiani e internazionali) da chiamare per poterle bloccare subito e limitare i danni.

Attenti allo smartphone e al computer

Se usiamo il telefono o il computer in vacanza, proteggiamolo con un codice o una password sufficientemente forte da rendere difficile l’accesso ai nostri dati. Se utilizziamo connessioni pubbliche (o pc messi a disposizione del pubblico) stiamo attenti alle informazioni personali che digitiamo: meglio farlo solo su connessioni e computer sicuri.

Divertiamoci… in sicurezza!

E ora che tutto è stato fatto in sicurezza, non ci resta che rilassarci e divertirci, sapendo che abbiamo fatto attenzione a tutto ciò che ci può garantire una vacanza serena dal punto di vista della sicurezza digitale ed economica!

hai-cercato-il-tuo-nome-su-google-2Inserire nome e cognome e vedere cosa il motore di ricerca restituisce di noi: come resistere alla tentazione? La maggior parte di noi l’ha fatto almeno una volta, anche solo per curiosità. Una ricerca del Pew Research Center del 2012 ha anche rivelato che la tendenza a “cercarsi” su internet è in aumento. Gli anglosassoni hanno coniato addirittura un termine specifico per questa attività: egosurfing.

Nessuno stupore, se consideriamo l’importanza della reputazione online al giorno d’oggi: che sia per una selezione di lavoro o per l’accesso all’università, le tracce che abbiamo lasciato sul web potrebbero compromettere la nostra carriera.

La responsabile della ricerca del Pew, Mary Madden, spiegava al Corriere della Sera: “impiegati, esaminatori, partner: tutti utilizzano i motori di ricerca per scavare nel passato e nel presente delle persone. Per questo motivo la gestione della reputazione online è diventata un affare sociale e professionale per molti nell’era digitale”.

Oltre a ciò che scegliamo di condividere, spesso ci sono molte altre informazioni che diamo senza esserne consapevoli (uno degli esempi più chiari è la geolocalizzazione dei dispositivi mobili).

Se è vero che la reputazione online è diventata anche un business (chi può “ripulire” la vostra immagine digitale può chiedere fino a diecimila euro), è vero che siamo sempre noi i primi a poter decidere quali informazioni e quali dati condividere online. Non solo facendo attenzione a ciò che pubblichiamo sui nostri profili ma anche leggendo le informative sulla privacy dei servizi e delle applicazioni che usiamo ogni giorno.

Un atteggiamento fatto di consapevolezza e attenzione ci permetterà di evitare conseguenze spiacevoli: quasi tutti i servizi hanno ormai strumenti avanzati per la gestione della privacy (compresi i contenuti che ci riguardano pubblicati dai nostri contatti). Per esempio, possiamo verificare le autorizzazioni di Facebook e controllare (e cancellare) ciò che Google sa di noi.

E se cerchiamo uno strumento in più, che tenga sotto controllo la circolazione dei nostri dati personali e finanziari in rete, possiamo rivolgerci a Sicurnet.