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Il prestito finalizzato è un finanziamento legato all’acquisto di un bene o di un servizio e può essere concesso direttamente nei punti vendita al momento dell’acquisto. In pratica, invece di pagare subito e per intero il bene, si ottiene denaro dall’istituto di credito per pagarlo a rate.

I prestiti finalizzati sono, in genere, più semplici e veloci da ottenere, in particolare per importi contenuti: le convenzioni tra istituti di credito e punti vendita permettono di stipulare i contratti al momento dell’acquisto, presentando pochi documenti (la carta di identità, il codice fiscale, a volte la busta paga). In caso di importi elevati la procedura è più complessa e la banca valuterà più elementi prima di decidere se concedere il prestito (è il caso, per esempio, dell’acquisto di un’auto).

Una particolarità dei prestiti finalizzati è che l’importo viene versato direttamente all’esercente e che il contratto è vincolato all’acquisto di un bene specifico (che infatti viene indicato nel contratto stesso). La somma ricevuta verrà poi rimborsata in rate mensili.

È importante sapere che si tratta di un vero e proprio contratto di credito al consumo, anche se forse è uno di quei casi in un cui potrebbe non sembrarlo. Oltre ad avere una buona affidabilità creditizia è opportuno essere consapevoli della nostra situazione economica e saper gestire bene l’indebitamento. Se per qualche ragione saltiamo il pagamento di una rata, l’informazione sarà registrata nei Sistemi di informazioni creditizie.

Anche se la procedura è più rapida e semplice, leggiamo bene il contratto che ci viene proposto, quale sarà il costo totale, quali le modalità di rimborso, quali gli obblighi e diritti.

Che si tratti di un telefonino (anche quelli legati al contratto con un operatore telefonico!), di un elettrodomestico o di un’auto nuova, la parola d’ordine è consapevolezza!

offerte-creditoAbbiamo deciso: vogliamo chiedere un prestito. Prima di dare un’occhiata a quello che il mercato offre, abbiamo seguito tutti i passaggi necessari per analizzare la nostra situazione e ciò di cui abbiamo bisogno?

Prima di tutto iniziamo registrando le entrate e le uscite per un periodo sufficientemente lungo ad avere sotto controllo la nostra situazione finanziaria, calcolando poi il nostro potere di mutuo acquisto, ovvero la rata massima che possiamo rimborsare ogni mese senza mettere in pericolo le nostre economie.

Informiamoci anche sulla nostra affidabilità creditizia, consultando i dati su di noi presenti nei Sistemi di informazioni creditizie. Poi decidiamo che tipo di finanziamento ci interessa, tra le varie possibilità di credito al consumo.

A questo punto siamo pronti a rivolgerci a una banca o a una finanziaria, ma come scegliere la soluzione più adatta a noi?

  • Prima di tutto, se vogliamo confrontare le varie offerte per valutare quella più conveniente, guardiamo al Taeg (tasso annuo effettivo globale), che include il tasso di interesse e le spese accessorie, quindi indica il costo reale delle prestito.
  • Sia che si tratti di preventivi che di contratti pronti da firmare, leggiamo sempre con attenzione tutte le informazioni in essi contenute: eviteremo spiacevoli sorprese.
  • Considerando le varie offerte, possiamo valutare anche presenza e costo dell’eventuale assicurazione. Non dimentichiamo che, per legge, l’assicurazione è obbligatoria solo per la cessione del quinto. Se l’istituto di credito la considera comunque necessaria per concedere il finanziamento, ha l’obbligo di presentare al richiedente due preventivi diversi di altre società. Il cliente ha inoltre dieci giorni di tempo per trovare un’altra offerta, se ritenuta più conveniente.
  • Per maggiore sicurezza, possiamo chiedere a qualcuno di farci da garante.

contabilita-familiareAbbiamo già visto su queste pagine quanto sia importante avere i conti sotto controllo, non solo per vivere con serenità il nostro quotidiano, ma anche per non trovarsi in situazioni difficili quando vogliamo chiedere un prestito o quando dobbiamo rimborsare delle rate.

Gestire con attenzione e responsabilità la propria contabilità familiare è sicuramente il primo passo. Ma come fare?

Prima di tutto è importante tenere un registro delle spese: quelle fisse (affitto, bollette, trasporti, eventuali rate…) e quelle variabili (alimentari, vestiti, acquisti vari o imprevisti…); tenere un registro delle uscite ci permette di sapere a quanto ammontano, in media, in un determinato periodo. Registrare quotidianamente le spese è forse il modo più semplice e veloce per tenerle sotto controllo. Esistono anche molte applicazioni per smartphone e tablet per la gestione del nostro budget domestico.

Se confrontiamo le entrate e le uscite possiamo anche capire se riusciamo a mettere da parte qualche risparmio: li potremmo usare in caso di necessità o come fondo di sicurezza per spese impreviste. Qualora decidessimo di chiedere un mutuo o un prestito, il rapporto tra entrate e uscite ci permetterà anche di calcolare il potere di mutuo acquisto, ovvero la rata massima che possiamo rimborsare ogni mese.

Una volta che abbiamo creato il registro e lo aggiorniamo con regolarità, ci può essere utile per valutare se c’è qualche spesa che possiamo tagliare, magari anche in vista di un investimento a cui stiamo pensando.

Una base economica solida, gestita con consapevolezza e attenzione, è infatti fondamentale per avere accesso al credito ed è un’ottima premessa per una buona affidabilità creditizia. Le nostre entrate (anche in relazione alle uscite, in particolare quelle legate a debiti da rimborsare) sono infatti uno degli elementi che i Sistemi di informazioni creditizie valutano quando chiediamo l’accesso al credito.

Se poi, oltre a un registro in cui tenere sotto controllo le spese, vogliamo anche una consulenza dedicata, 365 giorni all’anno, su affidabilità creditizia e indebitamento, possiamo rivolgerci a Mettinconto 365, il nuovo servizio di Mister Credit.

carte-revolving-opzioneSe vogliamo comprare un bene o un servizio senza pagare tutto al momento dell’acquisto, ma non siamo sicuri di voler ricorrere a un prestito, ci sono almeno un paio di altre opzioni che possiamo valutare. Si tratta di forme di finanziamento che usano la carta di credito come strumento.

La prima ipotesi è la carta di credito revolving: si tratta di una carta che permette di rimborsare a rate mensili i propri acquisti. A ogni utilizzo, la somma a disposizione del proprietario della carta diminuisce per poi ritornare alla cifra originale man mano che le rate vengono rimborsate. Il tetto massimo di spesa (fido o plafond) può essere personalizzato in base alle esigenze e alla situazione economica del consumatore e la restituzione rateale comporta il pagamento di interessi. Se una rata non viene rimborsata o viene rimborsata in ritardo, la carta può essere bloccata fino a quando il consumatore non regolarizza la propria posizione. Inoltre, pur non trattandosi di un prestito vero e proprio, il mancato pagamento di una rata comporta una segnalazione ai Sistemi di informazione creditizia (Sic).

La carta di credito a opzione, invece, permette al consumatore di scegliere il tipo di rimborso che preferisce: se in rate mensili (come nelle carte revolving, quindi con interessi) oppure se in un’unica soluzione. Se si tratta di una carta multifunzione, il consumatore potrà scegliere la modalità di rimborso a ogni pagamento in cui usa la carta; se la carta è invece con opzione mensile, ogni mese l’utente potrà scegliere come rimborsare gli acquisti effettuati negli ultimi trenta giorni.

Anche se l’uso di questo tipo di carte può farci sentire più tranquilli perché non ha le stesse caratteristiche di un finanziamento, occorre fare attenzione ad alcuni dettagli: in particolare il costo totale della carta (gli interessi e le spese fisse), l’importo delle rate da rimborsare e la durata del periodo di rimborso. Anche in questo caso, prima di procedere a un acquisto, dobbiamo valutare con attenzione la nostra situazione economica per essere sicuri di poter rimborsare le rate in serenità.

workshop-scipafiScipafi è il Sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo con specifico riferimento al furto d’identità. Gli aderenti diretti sono: banche, intermediari finanziari, fornitori di servizi di comunicazione elettronica (società di telefonia, per esempio), fornitori di servizi interattivi o servizi ad accesso condizionato, compagnie di assicurazione. Gli aderenti indiretti sono i gestori di Sistemi di informazioni creditizie (Sic).

Scipafi si basa su una collaborazione tra pubblico e privato e consente un controllo maggiore sui documenti forniti dai consumatori che hanno richiesto un prestito (o una dilazione o uno slittamento dei pagamenti) grazie all’accesso a banche dati pubbliche (Agenzia delle entrate, Ministero degli interni, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Inps e Inail). I controlli incrociati sui diversi documenti forniti dai consumatori dovrebbero rendere più facile la scoperta di eventuali furti di identità. Il sistema è attivo da luglio 2014, il titolare è il Ministero dell’economia e delle finanze e Consap Spa è l’ente gestore.

In pratica, nel momento in cui una persona richiede un prestito, i documenti che ha fornito saranno verificati attraverso Scipafi, incrociando le informazioni presenti nelle varie basi di dati disponibili. In caso di incongruenze scatta il campanello di allarme che segnala un probabile tentativo di frode.

In un contesto in cui le frodi creditizie che sfruttano il furto di identità sono in crescita costante, uno strumento come Scipafi, con i controlli anagrafici e reddituali che consente, aggiunge quindi un importante livello di sicurezza.

Come sappiamo, le tecniche che usano i ladri di identità sono molteplici ma l’obiettivo è sempre lo stesso: rubare quante più informazioni personali possibili, da indirizzo, numero di telefono e codice fiscale alle password dei servizi a cui siamo iscritti, dai numeri di carta di credito ai conti bancari. Anche se le istituzioni continuano ad adeguare gli strumenti di controllo e difesa alle sempre nuove minacce, anche noi possiamo fare la nostra parte, tenendo sempre alta la nostra attenzione e non dando nessun dato personale a meno che non siamo sicuri al 100%.

Financial planning consultationCi sono due cose da valutare con attenzione nel momento in cui decidiamo di richiedere un prestito o accendere un mutuo. La prima è la nostra situazione economica e finanziaria, la seconda è la nostra affidabilità creditizia.

Per capire se la nostra situazione economica e finanziaria ci permette l’accesso al credito senza preoccupazioni, è opportuno controllare entrate e uscite, la situazione del conto corrente e delle carte di credito, le spese previste sul medio e lungo periodo (a seconda del tipo di prestito a cui vogliamo ricorrere).

L’affidabilità creditizia, invece, è legata alla capacità di rimborsare con regolarità i debiti contratti e alla presenza di altri prestiti in corso. Le informazioni relative alla nostra storia creditizia sono contenute nei Sistemi di informazioni creditizie (Sic).

Se abbiamo sempre pagato regolarmente le rate dei prestiti siamo considerati “buoni pagatori”: le informazioni su di noi presenti nei Sic saranno positive e ci permetteranno un più facile accesso al credito. Le banche a cui ci rivolgeremo, infatti, potranno verificare che abbiamo sempre rimborsato i prestiti contratti in precedenza e siamo dunque considerati affidabili. Bisogna comunque tenere presente che ciascun istituto di credito segue discrezionalmente una propria politica decisionale e dispone di propri criteri di valutazione di affidabilità creditizia.

Per questo motivo, richiedere la cancellazione di informazioni positive contenute nei Sic, per quanto possibile, è in ogni caso sconsigliato: potrebbe rendere più difficile alle banche la valutazione della nostra affidabilità creditizia, riducendo le possibilità che il prestito ci venga concesso.

Per quanto riguarda invece le informazioni negative (ritardi o mancati pagamenti), la legge indica tempi precisi per la cancellazione (da 12 a 36 mesi dalla regolarizzazione dei pagamenti, a seconda del numero di rate non rimborsate). Meglio diffidare chi offre la cancellazione a pagamento dei dati negativi presenti nei Sistemi di Informazioni Creditizie.

Al momento della richiesta di credito, la banca o l’istituto di credito valuterà anche la presenza di altri prestiti in corso, per capire se il cliente sta per raggiungere un livello di indebitamento troppo alto, mettendo a rischio la sua situazione economica e la sua capacità di rimborsare il debito.

L’affidabilità creditizia è quindi un elemento chiave quando parliamo di accesso al credito. Un aiuto nella valutazione della nostra situazione può arrivare da Mettinconto, il servizio di Mister Credit che propone una consulenza personalizzata per l’analisi della situazione creditizia e la pianificazione dell’indebitamento.

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A gennaio vi abbiamo consigliato di diffidare di chi offre servizi a pagamento per cancellare i dati negativi dai Sistemi di informazioni creditizie (SIC). Ma cosa sono, di preciso, i SIC?

 

I SIC positivi e negativi sono archivi informatici che contengono i dati sui finanziamenti richiesti ed erogati a privati e imprese da parte di banche e società finanziarie.

Quali dati sono conservati nei SIC?

  • Informazioni anagrafiche del consumatore: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo.
  • Informazioni sui finanziamenti, in particolare:
  • Tipologia di credito e fase della richiesta (richiesto, accordato, estinto)
  • Piano di rimborso previsto (numero e importo delle rate)
  • Banca o società finanziaria che ha inviato i dati (visibile solo al diretto interessato)
  • Andamento dei pagamenti e debito residuo
  • Eventuali dati relativi ad attività di recupero o contenziosi (incaglio nei pagamenti, passaggio a sofferenza, passaggio a perdita, cessione a società di recupero crediti, rientro in bonis, ecc.).

Perché esistono i SIC

Il mercato del credito svolge un ruolo fondamentale nell’economia di un Paese. Grazie al credito le famiglie possono finanziare i propri consumi e l’acquisto della casa. Il credito è uno strumento attraverso il quale è possibile programmare e modulare le proprie uscite monetarie in base alle entrate attese senza dover rinunciare a piccoli o grandi progetti.

Affinché banche e società finanziarie possano gestire correttamente il processo di erogazione del credito è necessario che abbiano da un lato informazioni sulla capacità di famiglie e imprese di rimborsare regolarmente i propri debiti e dall’altro informazioni sugli impegni di rimborso già assunti. La possibilità di disporre tempestivamente di informazioni complete e aggiornate sulla storia creditizia e sulla situazione di indebitamento di chi richiede credito consente quindi a banche e società finanziarie di limitare un’eccessiva assunzione di rischio e di evitare il sovraindebitamento di chi richiede credito.

Dal punto di vista dei consumatori le informazioni positive contenute nel SIC rappresentano una concreta credenziale per ottenere credito in maniera veloce. Una storia creditizia positiva, testimoniata da pagamenti puntuali e finanziamenti rimborsati correttamente, è una referenza importante che funge da garanzia di rimborsi puntuali per i finanziamenti futuri. In assenza di questa referenza le uniche forme di tutela a disposizione di una banca o di una società finanziaria, a fronte della concessione del credito, sarebbero l’ipoteca sulla casa, il pegno su un bene o la presenza di un garante. Grazie alle informazioni contenute nei SIC, gli istituti di credito possono decidere di erogare credito basandosi sulla buona storia creditizia del richiedente, senza necessariamente richiedere ulteriori garanzie reali o personali.

Per quanto tempo i SIC conservano le informazioni?

TIPOLOGIA DI DATO ​TEMPI DI CONSERVAZIONE
Finanziamento richiesto ed in corso di valutazione 6 mesi dalla data richiesta
​Richieste di finanziamento rinunciate/rifiutate ​1 mese dalla data di rinuncia/rifiuto
​Finanziamenti rimborsati regolarmente 36 mesi dalla data di estinzione effettiva del rapporto di credito
​Ritardi relativi a 1 o 2 rate (o mensilità) 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano sempre regolari
​Ritardi relativi a 3 o più rate (o mensilità) 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano sempre regolari
Finanziamenti non rimborsati (o con gravi morosità)​ 36 mesi dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l’istituto di credito ha fornito l’ultimo aggiornamento

Stai pensando di comprare o cambiare casa? Vorresti tanto l’auto dei tuoi sogni ma il costo ti spaventa?
Se stai valutando l’ipotesi di accendere un mutuo o di richiedere un prestito, ecco alcuni rapidi e semplici consigli per muoverti in tutta sicurezza e nella massima tranquillità.
Il primo passo è chiederti se questo è proprio il momento giusto per farlo, in base a una analisi sommaria dei tuoi costi e delle tue entrate mensili, fisse e variabili.

È necessario domandarsi, infatti, se il bilancio familiare è in equilibrio e quali importi mensili potresti sostenere a media o lunga durata.
Se, dopo questa riflessione, ritieni di poter procedere, il nostro consiglio è quello di informarti con precisione su quello che, in linguaggio tecnico, viene definito la tua “affidabilità creditizia”.
Quello che tu ritieni idoneo per le tue capacità non sempre, infatti, corrisponde alla valutazione della banca o di chi deve concederti un prestito. Ma di che cosa stiamo parlando esattamente?

Cos’è “l’affidabilità creditizia?”

Se sei sempre stato regolare e puntuale nei pagamenti sei quello che viene definito un “buon pagatore”. La tua situazione creditizia è quindi positiva e sei affidabile nel caso tu voglia richiedere un nuovo prestito o finanziamento.
Tutte le informazioni della tua storia creditizia sono contenute nei SIC, sistemi di informazioni creditizie, archivi che le banche e gli altri istituti di credito consultano prima di deliberare un finanziamento.
E sulla base delle informazioni ottenute giudicano la tua “affidabilità creditizia”.
Se vuoi capire in che misura la tua situazione creditizia attuale e i comportamenti di pagamenti passati per altri finanziamenti possono influire nella valutazione della tua affidabilità creditizia, METTINCONTO è la risposta che stai cercando.

Quali sono gli altri elementi da tenere in considerazione?

Bisogna sempre tenere presente che ciascun istituto di credito segue discrezionalmente una propria politica decisionale e dispone di propri criteri di valutazione di affidabilità creditizia.
La decisione di erogare o meno un credito dipende anche da altre informazioni, come ad esempio informazioni socio-economiche: l’età del richiedente, la stabilità e la tipologia lavorativa, il reddito e la sostenibilità di una nuova rata sul bilancio familiare…
Inoltre non bisogna trascurare l’eventuale presenza di informazioni da fonti pubbliche, come protesti, ipoteche legali, pignoramenti, che possono rendere più difficoltoso l’accesso ad un finanziamento.