La scuola è finita, ma il (cyber)bullismo non va in vacanza

Finalmente sono arrivate le vacanze! Per un po’ di tempo, niente più giornate passate sui banchi di scuola… certo, ci sarà un po’ da studiare anche durante questi mesi, ma ci sarà anche tempo per divertirsi, svagarsi, viaggiare.

 

Se è vero che la scuola è spesso uno degli ambienti in cui si verificano gli atti di bullismo, non dobbiamo pensare che anche certi brutti comportamenti vadano in vacanza. Anzi: con smartphone ormai sempre in mano a bambini e ragazzi, i cyberbulli hanno la possibilità di raggiungerli ovunque. Questa sensazione di non avere scampo può avere un impatto molto forte sui minori, perché non c’è luogo né orario in cui possano sentirsi davvero al sicuro.

 

Per i genitori, quindi, occhi aperti anche d’estate: essere attenti a cogliere se c’è qualcosa che non va, magari iniziando un dialogo aperto sull’uso della rete e dei social network, sottolineando quali siano i rischi, rendendo chiaro che il bullismo (anche nella sua versione cyber) può essere un reato.

 

Se bambini o ragazzi sono vittime di bullismo (in una delle sue tante forme), è importante che i genitori aiutino i minori (senza giudicarli né colpevolizzarli) anche per raccogliere e salvare eventuali prove. In casi di particolare gravità  è infatti opportuno avvisare le forze dell’ordine.

 

Per imparare a navigare in rete, cogliendo le opportunità e minimizzando i rischi, Mister Credit ha creato Happy New Web, 12 consigli da condividere con i ragazzi in un percorso di educazione alla rete.

 

Con attenzione e consapevolezza, queste vacanze saranno più serene per adulti e ragazzi!

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