Racconta Luciano De Crescenzo, in uno dei libri dedicati al professor Bellavista, che un suo vicino di casa, sentendo un giorno in televisione il termine “unità cinofile”, chiese al professore, cosa significava. Il professore Bellavista rispose: “Sono i cani”. Al che, il vicino, meravigliato: ”Madonna, tenevo da 10 anni un’unità cinofila e non lo sapevo!!!”

E voi? Che faccia fareste se vi rendeste conto di avere un’identità e una reputazione digitale?

Tutti noi partecipiamo ai forum, commentiamo notizie sui quotidiani online, pubblichiamo post sui blog, siamo iscritti a uno o più social network, condividiamo foto e video… L’identità digitale è l’insieme di informazioni personali che inseriamo quando frequentiamo i network sociali, che rendiamo disponibili pubblicamente in rete e che vanno a costruire la nostra reputazione online, cioè il modo in cui le persone e le aziende ci vedono.

Gestire la propria identità digitale è importante, perché la reputazione che abbiamo sul web ha evidenti ricadute sulla vita reale: una foto su Facebook in cui beviamo una bottiglia di vodka dal beccuccio o una serie di commenti volgari e/o arroganti su un forum, potrebbero farci scartare in partenza da qualsiasi ricerca di lavoro, per quanto interessante possa essere il nostro curriculum su LinkedIn.

I social network hanno registrato negli ultimi anni un boom incredibile: in Europa sono ben 211 milioni le persone che li utilizzano, oltre il 74% degli utenti che navigano in Internet. In forte crescita anche la percentuale di utenti che si collegano alla rete tramite telefono cellulare: attualmente sono 65 milioni, ma si stima che raddoppieranno entro il 2012. Inoltre, stando all’ultimo rapporto presentato da ENISA, proprio l’utilizzo di dispositivi mobili per accedere alle reti sociali è una fonte di minacce per la sicurezza dei dati personali che può sfociare, ad esempio: nel furto d’identità, in danni alla reputazione o nella fuga di informazioni aziendali.

Ma quanti di voi sono realmente consapevoli dei rischi che corrono e si preoccupano di proteggere la loro privacy?